Nel 2014 si ricordi la strage di Stato avvenuta a Torino

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Il 21 ed il 22 settembre del 1864 Torino fu teatro di un episodio cruento che, ancora oggi, fa fatica a trovare spazio nei testi dedicati alla Storia Risorgimentale. In conseguenza dell’annuncio del trasferimento della Capitale del giovanissimo Regno d’Italia da Torino a Firenze, vi furono dei moti di piazza che furono repressi con grande violenza, e molti cittadini, uomini e donne, persero la vita o furono feriti, sotto il piombo dei militari in piazza Castello ed in piazza San Carlo.

Sull’episodio, che ebbe all’epoca grande clamore, calò poi il silenzio, anche da parte della storiografia ufficiale. A tale vicenda si è dedicata la penna di Riberto Gremmo che, proprio recentemente, ha ridato alle stampe la seconda edizione (la prima risale al 1999) di “La prima strage di stato – Il  massacro di Torino del 1864” (Storia Ribelle, Biella) nel quale ricostruisce, con ricchezza di fonti e citazioni, quanto accadde in quei drammatici giorni. “Nel 2014 cadranno i 150 anni dell’episodio – dice il presidente del Movimento Progetto Piemonte – MPP, Massimo Iaretti – ed è giusto che ciò venga degnamente ricordato.

Il nostro Movimento ha nel proprio Statuto tra i suoi fini il recupero della memoria di episodi della storia piemontese, pertanto in linea con questa impostazione costituiremo a giorni un Comitato, aperto a tutti coloro che intendano lavorare in armonia e non sono spirito polemico, che vorrà ricordare questo evento, anche attraverso un percorso fatto di conferenze e momenti di studio e confronto. Particolarmente prezioso è punto di partenza è il libro dello storico Roberto Gremmo”.

*Progetto Piemonte

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7 Comments

  1. silvia garbelli says:

    ‘Sotto al palazzo comunale s’era subito radunata una gran folla ‘…’finché erano spuntati sconosciuti armati di bastoni che avevano cominciare a picchiare violentemente i manifestanti.’ ‘Erano subito accorse…diverse guardie…’ e l’ing. inglese Woolbert
    ‘ricordò che i poliziotti inseguivano senza tregua i fuggitivi..’ Ma l’epilogo fu che ‘alzarono ancor più il tiro sparando contro la popolazione inerme, facendo un massacro.’ Dal Cap. 4 . La strategia della tensione.

    Facile immaginare che da quel momento l’impoverimento di Torino e del Piemonte è una tradizione che si riscontra nella cronaca dei quotidiani attuali : ha presente i tagli ai finanziamenti nei nostri giorni ?

  2. silvia garbelli says:

    Rettifico : la seconda citazione è dalle pagine 29-30.

    Silvia Garbelli

  3. silvia garbelli says:

    Le conseguenze del passaggio della capitale, frutto di un bottino che ‘i vertici della nuova italia volevano mettersi in tasca’ (p.29), comportavano ‘i maneggi e le trame politiche campanilistiche del governo ad approfittare del trattato internazionale’ (pp.9-10) , oltre a interessi edilizi di proprietari terrieri speculatori toscani…

    Quindi, come si evidenzia, l’inizio di un processo depauperante del Piemonte e un’italianizzazione
    che continua dopo oltre 150.

    Caro Dan, peccato non fosse presente alla presentazione, ma si può comprare il libro anche in libreria, oltre richiedendolo alla Casa Editrice : riedizione che merita davvvero.

    E sicuramente, l’anniversario non sarà dimenticato !

    Silvia Garbelli
    MCP

  4. Dan says:

    Proprio per una questione di memoria sarei curioso di capire una cosa: quali conseguenze spicce comportava il passaggio di capitale ? Oltre a potersi vantare di vivere in una capitale s’intende…

    La gente a Torino aveva affollato la piazza solo per una questione d’etichetta o il passaggio di consegne comportava cali importanti nella qualità della vita che avrebbero potuto spiegare quella reazione ?

    • Arsem says:

      Non sarà per caso che non volessero far parte dell’itaglia?
      Che non volessere perdere la loro lingua a favore dell’itagliota?
      In fondo non è altro che la parodia dell’europa dei giorni nostri.

  5. Fernando Luisi says:

    I Savoia non si fecero scrupoli di massacrare i propri concittadini. Figuriamoci delle stragi che perpetrarono nel resto della penisola!

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