Torino: si è dato fuoco disperato per i debiti di gioco

di REDAZIONE

Un uomo di 48 anni si e’ dato fuoco in un campo alla periferia di Torino perche’ – ha spiegato in un biglietto, trovato dalla Polizia nella sua abitazione – aveva perso il lavoro e non riusciva a trovarne un altro. Del fatto, avvenuto ieri pomeriggio, si e’ avuta notizia stamani. Vicino al corpo dell’uomo, che viveva da solo a Torino, gli agenti hanno trovato una bottiglia di liquido infiammabile. A breve distanza, la sua auto, tramite la quale lo hanno identificato.

Tuttavia più tardi si è saputo che si è dato fuoco perché travolto dai debiti di gioco: è quanto emerso da approfondimenti effettuati dalla Questura di Torino sul biglietto lasciato dall’uomo trovato carbonizzato ieri pomeriggio in un campo alla periferia settentrionale del capoluogo  piemontese. La stessa Questura ha accertato che l’uomo non aveva perso il lavoro, come riferito in un primo momento dagli investigatori, ma continuava a lavorare come meccanico di mezzi pesanti in una ditta di Torino. L’uomo – ha accertato la Polizia – si trovava in difficoltà finanziarie a causa di somme cospicue perse al gioco, soprattutto ai videopoker. Nel biglietto di addio trovato in casa, non lontano dal luogo del suicidio, ha definito “disastrosa” la sua situazione economica.

 

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10 Comments

  1. Paolo says:

    Amici , non si puo´legare questo fatto a nessun avvenimento , che sia politica , mancanza di lavoro , questo suicidio e´l´apice di una malattia chiamata esaurimento nervoso , dove il tuo cervello ti manda immagini negative il tempo intero.
    Io stesso ho vissuto situazioni ancora piu´difficili , in Italia lavoravo in porto in Coperative scaricando milioni di tonellate di merci , sono immigrato all´estero senza una lira e per mancanza di opportunita nel mio paese , ho venduto artigianato in spiaggia , sono stato settimane mangiando pochissimo per mancanza di soldi , ho lavorato nelle giostre , insomma un´avventura a lieto fine.
    Quest´uomo sarebbe servito di piu´alla sua famiglia , alla societa´e a se stesso , vivo.
    La vita e´un dono , la vita e´bella e bisogna avere il coraggio di affrontare qualsiasi tipo di situazione.
    Quindi ribadisco , nonostante sia a favore M5S , si sbaglia quando si lega un suicidio a qualsiasi tipo di situazione ,
    Abbraccio
    Paolo

    • Dan says:

      Eggià, certo… uno una mattina si sveglia e così come potrebbe farsi un caffè preferisce invece rifarsi le mesh con il benzene….

  2. Domenico says:

    i mandanti di questi suicidi li conosciamo tutti. Quando li linceremo sulla pubblica piazza? Quo usque tandem abutentur patientia nostra?

    • Dan says:

      Possiamo stabilire una data in un qualunque momento tanto l’epilogo sarebbe sempre lo stesso: pochi coraggiosi e milioni di stronzi

  3. Fabio says:

    queste morti le hanno sulla coscienza i funzionari ministeriali, i dirigenti pubblici, i generali con le stelle bordate di ogni corpo, i politici, e tutti coloro che lottano per aumentare lo statalismo che come un cancro divora la società civile….

    Sono sicuro che Monti e compagnabella rivolteranno la responsabilità accollandola immancabilmente al moderno mostro dei giorni nostri ‘l’evasore fiscale’, e questo non fa che aumentare l’amarezza di chi è consapevole che la guerra, di cui sparla a vanvera questo premier allergico al parere del popolo, è proprio tra l’apparato statale ed il popolo che vorrebbe libertà…..

    quando arriveremo a dar fuoco a loro piuttosto che a noi stessi sarà sempre troppo tardi.

    Fabio Colasanti

    • Dan says:

      Hanno già detto che il tizio s’è ammazzato per colpa di debiti di gioco, perchè si sa, li vediamo tutti i giorni: se uno ha debiti di gioco finisce per darsi fuoco…

  4. Caterina says:

    Jan Palach si diede fuoco a Praga in piazza Venceslao il 16 gennaio 1969 in segno di protesta contro l’occupazione sovietica dell’agosto precedente. Morì due giorni dopo in seguito alle ustioni riportate.
    In occidente ci raccontarono questa storia per anni e anni; tv, giornali, libri scolastici , non perdevano occasione per ricordarci e per farci capire quanto la dittatura comunista fosse tremenda. E avevano ragione.
    Ma qui mi viene un dubbio:
    E i nostri morti europei , per ora greci e italiani, che si danno fuoco per dimostrare in pubblico la loro disperazione , per protesta, per ricordare a tutti che c’è gente, qui in Europa, disperata come loro, a cui è stato tolto tutto, anche il pane di bocca….???
    Perché non se ne parla più come si fece un tempo per Palach?
    Perché non si mette nel titolo del giornale il motivo per cui si sono dati fuoco?
    Forse perché questi morti non sono causati da un regime straniero, ma pesano su un regime tutto nostro, attuale, europeo, che sta dissanguando le genti dei paesi del mediterraneo in nome di una Europa grande e potente ?
    Perché davanti a questi suicidi di protesta, si dimentica di sottolineare apertamente il motivo per cui protestano e vengono invece considerati solo delle persone che si suicidano?
    Se la depressione nasce dentro di sè, se è dovuta a motivi privati, una persona non si da fuoco, sceglie un altro mezzo, non deve protestare contro niente e nessuno…
    Il darsi fuoco è un atto di protesta eclatante, atroce, disperato, estremo, plateale, è un atto di guerra contro un nemico grande e invincibile, che non si può affrontare e allora…per disperazione la guerra la si rivolge contro di sè…

    • Dan says:

      Ma dai, ma cosa dici mai… da noi non c’è la tristezza, da noi non c’è la miseria, da noi c’è la felicità rappresentata dall’europa e dal euro. Da noi tutti sorridono e godono, Presto per sistemare gli incontentabili come noi, apriranno un nuovo ministero dell’armonia universale sul modello pakistano dove se provi a dire qualcosa, anche solo giusto pensare, prima ti linciano e poi ti danno fuoco.

  5. Francesca says:

    :_( Spero riposi in pace. Mi spiace che queste persone non abbiano spazi per esprimersi, essere compresi ed aiutati. Una maggior giustizia sociale è l’unico strumento per non far sentire nessuno abbandonato *

  6. Dan says:

    “guardate cosa mi avete costretto a fare”

    Esattamente ed è riferito a tutti: ai politici che tanto se ne fregheranno fino a quando non verranno loro personalmente incendiati per strada o con il parlamento e soprattutto è riferito al resto della gente che quando le parli e cerchi di farle capire, cerchi di aprirle il cervello, di rendersi conto di cosa sta capitando e di cosa si deve fare sul serio per uscire da questo schifo, trovi solo una manica di fatalisti codardi ed ipocriti.
    Se fossimo ancora al tempo del medioevo e prima ancora, un uomo che si da fuoco verrebbe facilmente associato ad una maledizione perpetua lanciata contro noi tutti, che con il nostro lassismo ci siamo meritati senza possibilità di redenzione alcuna.

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