Torino. La “bravata” della violenza: dalla piazza virtuale sul pc alla piazza reale

San Carlo's Square in Turin after the panic scenes (presumably for a false alarm) where Juventus' supporters are watched the UEFA Champions League final soccer match Juventus FC vs Real Madrid CF, Italy, 03 June 2017. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

di GIANCARLO RODEGHER – Gentile direttore, mi permetto scriverLe una considerazione nella speranza che Lei possa farne un buon uso se farete un’articolo, magari ironico sui fatti accaduti a Torino. La considerazione, ahimè, è questa. I ragazzi d’oggi hanno una percezione della realtà che li circonda  quasi  a livello zero. Loro vivono nella realtà virtuale dei PC con internet , smart….,tablet….ect…ect….. E’ un fatto culturale  diventato pericolosissimo per loro e per chi gli sta vicino, per tutti noi.

Se basta che qualche ragazzo faccia scoppiare un petardo….per vedere l’effetto che fa senza considerare le relative conseguenze….il gioco è fatto. Vivono nel loro mondo virtuale fatto di cartoni animati sia buoni che cattivi che cattivissimi… Il corpo umano, il sangue, l’anima etc.. sono inesistenti tanto che arrivano a imitarsi e cercare di essere i  più bravi nell’inventarsi nuovi “giochi” magari al prezzo della vita che oggi per loro non vale più niente.

Come i pazzi che si lanciano di corsa sulle rotaie evitando un treno in arrivo…..e tantissimi altri esempi che sono sicuro lei conosce bene o li ha visti o ne ha sentito parlare. Se sommiamo questa considerazione all’altro fatto inconfutabile della perdita di valori delle nostre società occidentali, il gioco è fatto. Noi occidentali abbiamo già perso la guerra che i musulmani ci hanno dichiarato sia dell’Isis che altri non allo scoperto. Insomma la cultura non è acqua e se almeno noi del Nord italia non riusciremo a toglierci dalla melma che ci sta soffocando i nostri figli ma soprattutto i nostri nipoti avranno un futuro che io spero di non vedere mai. La saluto cordialmente e buon lavoro veramente!

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