La “Flat tax” esiste già, ma la pagano solo gli armatori delle navi da trasporto

di GIULIO ROSSI VALDISOLE

Troppa gente ignora come vengono tassati gli armatori per il reddito delle loro navi. Non in base a quanto producono, come ad esempio succede ad un qualsiasi artigiano, ma in base al peso della nave. Si chiama “Tonnage Tax”. Come se l’artigiano pagasse l’Irpef in base al suo peso. Un idraulico di 90 chilogrammi paga 200 euro l’anno, uno di 70 ne paga 120, ecc. Ebbene, non ci sarebbe più evasione nel settore.

Questa non è una sciocchezza o una provocazione. E’ esattamente il modo leggerissimo di tassare l’armamento. Ecco il calcolo del reddito qui di seguito.

Le imprese che optano per il regime della “Tonnage tax” calcolano il reddito imponibile in modo forfetario sulla base del reddito presunto giornaliero di ogni nave. E’ calcolato sulla base di importi a cifra fissa per i seguenti scaglioni di tonnellaggio:

1- Per navi da 0 a 1.000 tonnellate di stazza netta, il reddito giornaliero è di 0,0090 euro per tonnellata;  il risultato da tassare con l’aliquota del 27,50%.

2- Per navi da 1.001 a 10.000 tonnellate di stazza netta, il reddito giornaliero è di 0,0070 euro per tonnellata.

3- Per navi da 10.001 a 25.000 tonnellate di stazza netta, il reddito giornaliero è di 0,0040 euro per tonnellata.

Facciamo un esempio: Per 10.000 tonnellate =  40 euro imponibile per tonnellata al giorno da tassare al 27,50 %; per navi con una stazza netta superiore a 25.000 tonnellate, il reddito giornaliero è di 0,0020 euro per tonnellata, pari a 50 euro al giorno di imponibile fiscale. Da tassare con l’aliquota del 27,50%!

Questa è normativa (una specie di flat tax), che è ancora attuale, andata in vigore nel 2005 sotto Prodi, e ora Monti sguinzaglia un esercito per cercare qualche scontrino per il caffé. Tra l’altro a me lo fanno sempre.

 

 

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