LA STORIA DELL’UMANITA’ E’ STORIA DI LIBERE ISTITUZIONI

di TOMASO FREDDI

Nella concezione e nella costruzione dei sistemi politici il problema si pone in termini di una corretta scelta degli obiettivi a cui dare la precedenza, accompagnando poi lo sviluppo con la progressiva introduzione di altri obiettivi. Gli obiettivi del sistema politico sono poi in sostanza le libertà fisiche, politiche ed economiche degli individui che compongono il sistema.

Per maggiore chiarezza è necessario approfondire cosa debba intendersi con la parola “libertà”. Su di essa sono stati scritti volumi e certamente ne saranno scritti tanti altri. Resta però sul significato della parola un equivoco basilare, perché chi comunemente la usa pensa a contenuti diversi, addirittura opposti, a seconda che la si intenda in senso attivo o passivo. C’è la libertà dei più forti, di coloro che la natura ha dotato di maggiori qualità, che corrisponde alla possibilità che viene loro lasciata dal sistema politico di agire senza alcun vincolo di legge. C’è la libertà dei più deboli, dei meno dotati, che le istituzioni salvaguardano per evitare prevaricazioni da parte dei più forti. Ad evitare confusione, noi chiameremo nel seguito “libertà naturali” le prime, “libertà istituzionali” le seconde.

Nel modello teorico proposto è evidente che le prime corrispondono alla componente naturale del sistema, mentre le seconde coincidono con gli obiettivi umani che l’ordinamento della costruzione deve realizzare. La parola libertà ha quindi questo doppio significato: le libertà naturali favoriscono gli individui più dotati e sono massime in assenza di vincoli di legge; le libertà istituzionali sono realizzate nell’ordinamento del sistema politico e sono rivolte fondamentalmente all’annullamento delle ineguaglianze sociali.

Le prime corrispondono a dei privilegi dovuti a doti naturali, le secondo creano dei diritti e dei doveri: i più dotati rinunciano a qualcosa e si ritrovano con più doveri, ma anch’essi godono dei medesimi diritti e quindi di condizioni di maggior garanzia e tranquillità. La natura crea individui diversi, per forza fisica, per intelligenza, per aspetto fisico, per furbizia, per capacità negli affari …… Queste ineguaglianze danno luogo a rapporti tra gli individui della comunità che si risolvono a favore dei più dotati. Se l’uomo non interviene con una sua costruzione (nel nostro caso con un ordinamento giuridico) lascia spazio alle libertà naturali, cioè alle libertà dei più dotati.

Le fonti della cultura occidentale, sulle quali si è sviluppata la nostra civiltà (fondamentalmente l’ebraismo e il cristianesimo) e delle quali anche il liberalismo è fortemente impregnato, si basano su un criterio di giustizia che pone tutti gli uomini, indipendentemente dalla razza, dal ceto sociale, dalle condizioni economiche e… da tutte le doti naturali che individualmente posseggono, nelle stesse condizioni davanti a Dio. L’ordine sociale deve quindi provvedere a realizzare un sistema politico che tenda alla eliminazione delle ineguaglianze sociali; deve creare una costruzione che attraverso l’istituzione di libertà legali provveda alla eliminazione, almeno parziale, delle differenze che la natura ha dato agli individui della comunità. Deve realizzare una giustizia sociale.

Accanto a questa concezione, che nettamente pone tutti gli uomini nelle stesse condizioni di partenza nell’affrontare il percorso della vita terrena, i padri della Chiesa e lo stesso Vangelo inseriscono però il libero arbitrio. Un’etica di comportamento attraverso la quale ogni individuo deve guadagnarsi la vita eterna, esprimendo liberamente e senza condizionamento alcuno quelle doti naturali che Dio gli ha consegnato, a Sua immagine e somiglianza, nella vita terrena. Per potersi esprimere, ogni individuo deve perciò essere creativo, utilizzare al meglio le sue doti naturali, al fine di concretizzare una vera giustizia sociale.

Occorre prendere atto che uno spazio alle libertà naturali deve essere lasciato all’uomo perché possa esprimersi pienamente e, secondo la volontà di Dio, contribuire al perseguimento del Regno dei Cieli sulla terra. Non si deve progettare un ordinamento per i santi, ma per gli uomini, che sono peccatori. Secondo San Tommaso, se non si lasciano spazi alla natura dell’uomo, non si realizzerà mai la giustizia sociale, ma il suo esatto contrario (essi sono necessari come le fognature in una città). “Se gli uomini fossero angeli”, scrisse James Madison, “non ci sarebbe bisogno di alcun governo.”

Realizzare le libertà istituzionali significa perciò creare delle regole che riducano le ineguaglianze naturali, ma nello stesso tempo mantenere per ogni individuo la possibilità di realizzarsi, con la propria iniziativa e creatività. Le libertà naturali rappresentano quella parte di libertà che le regole dell’ordine sociale devono lasciare agli individui, affinché il loro comportamento non sia vincolato oltre il limite consentito, con effetti disastrosi sul rendimento globale del sistema e quindi sullo sviluppo; sviluppo che è fondamentale perché le risorse disponibili continuino ad aumentare e a dare spazio ad ulteriori espansioni delle libertà istituzionali. Le “democrazie liberali”, nelle diverse formulazioni storiche, devono il loro successo all’aver conciliato le libertà naturali con le libertà istituzionali senza soffocare lo sviluppo, graduando intelligentemente l’introduzione delle libertà istituzionali a mano a mano che le risorse accumulate lo permettevano.

Esse non sono cadute vittime di “ideologie”, come purtroppo è accaduto ai regimi politici concorrenti, i quali, non rendendosi conto dei vincoli naturali e del reale comportamento della gente, non hanno saputo offrire un mix corretto di libertà in grado di mantenere lo sviluppo.

Qualsiasi sistema politico deve affrontare questa realtà. Le “democrazie liberali” l’hanno affrontato nella maniera corretta, come dimostra il fatto che la soluzione da esse proposta ha avuto successo, almeno fino a questo momento. Si può affermare che la storia dell’umanità è la storia del progressivo inserimento delle libertà istituzionali nell’ordinamento politico della comunità. I diversi regimi e i diversi modelli che si sono succeduti nella storia dei popoli, talvolta anche con ritorni su esperienze già parzialmente vissute, rappresentano sui tempi lunghi un percorso unidirezionale che va di pari passo con lo sviluppo economico e culturale.

 

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3 Comments

  1. luigi bandiera says:

    LA STORIA DELL’UMANITA’ E’ STORIA DI LIBERE ISTITUZIONI

    Non e’ mia abitudine e nemmeno lo voglio l’essere impertinente. Dio me ne guardi, ma leggo tanta retorica e non capisco bene il fine.
    Sara’ mica come il discorso di Menenio Agrippa..??
    Con il termine liberta’ io intendo di riferirmi alla LIBERTA’.
    Altrimenti in che cosa..??
    A UN SOGNO IDIOTA come puo’ essere quello di un vecchio che sogna una vergine..??
    Non sara’ mica come democrazia che vuol dire tutto il contrario di tutto ma di democrazia non c’e’ nemmeno una traccia..?
    1+1=2 in natura
    1+1= a quello che si vuole in politica.
    Li berta’ vuol dire 1+1=2.
    “Liberta’” vuol dire 1+1=a quello che si vuole..?
    Quella “libertà” che ci da la gabbia o stato italia in che posizione si pone..?
    Poi il discorso piu’ ampio che uno o tre mone vogliono fare e sottomettere e ecc. e’ tipico dell’insegnamento jacobino e illuminato. Altri aggiungono volonta’ massonica e ma anche religiosa e non ne usciamo. Diventa, infatti, un LABIRINTO di ragionamento e la LIBERTA’ e’ persa.
    Cioe’, non possiamo ragionarci su piu’ di tanto su cosa si intende per liberta’ se gia’ si sa cosa si intende.
    I meneni servono a far desistere… a placare gli animi.
    Invece noi vogliamo e insistiamo: VOGLIAMO LA LIBERTA’..!!
    Non vogliamo piu’ stare in GABBIA.
    ALKATRAZ CI LOGORA e CI TORMENTA. Gia’ come struttura.
    Abbiamo DIRITTO di USCIRE..! DI ESSERE LASCIATI LIBERI..! SIAMO INNOCENTI..!!
    Ma spunta sempre uno piu’ palpitante di un altro a dirci che siamo gia’ liberi. Che le porte sono spalancate e quindi se vogliamo uscire, via.
    Se vede che non capiamo ci racconta tutta, ma proprio tutta, la storia di come funzionano le maree, i vulcani, e perche’ no, l’universo e le varie politiche dell’umanita’.
    Questi super meneni, non sanno che noi siamo a casa nostra e che questa casa e’ stata trasformata in una GABBIA per farci sentire meglio e o per IMBROGLIARCI E SFRUTTATCI MEGLIO..!!??????
    La ganbbia italia l’hanno costruita VIOLANDO I TRATTATI. Esistevano dei trattati.
    E noi che bastava una stretta di mano per fare un patto, sappiamo cosa vuol dire non rispettare un patto scritto.
    Ma si sa. I BRIGANTI e i RAPINATORI non che MANTENUTI non hanno un CODE D‘ONORE. Dei patti se ne fregano come fu con il gallo napoleon el kojion.
    L’italia, quella nemmeno nata, era in balia dei grandi briganti dei due e o dei tre mondi. Quindi..?
    L’ONORE, a quel tempo, ERA COME la neve in pieno deserto.
    Poi trovando popolazioni dedite solo al lavoro trovarono proprio CAMPO LI BERO..!
    NON FURONO LIBERI NEMMENO DI PENSARE. A proposito di liberta’.
    E oggi..?? Ci vedono per caso..?
    Fanno e sbrigano loro come se solo loro ESISTESSERO..!!!
    E NOI..? QUANDO CI CHIEDERANNO UN PARERE..??
    SOLO PER PROCURA..???????
    SOLO PER TV..?
    E il termine LIBERTA’ oggi, visti i fatti, CHE KAX MAI VORRA’ DIRE..?????????
    Andiamo avanti con la retorica ancora..?? Per far esercizio immagino, di dialettica e basta. O no..??
    LA GENTE, IL POPOLO SOVRANO, VUOLE FATTI..!!!!
    DEI VARI TEORIMI di piu’ o meno Pitagora ne ha LE PALLE PIENE..!!!!!!
    Ma scrivevo, l’intellighenzia italiana, ma non solo, e’ tanto ammalata: non ci vede piu’..!
    Se fa analisi, sono tante belle parole e nulla piu’.
    Noi, specie ormai ridotti in poverta’, ripeto, ne abbiamo le PALLE STRACOLME dei PULPITANTI..!!
    Scusandomi per non allinearmi ai voleri dei piu’ sapiens.
    Cordiali saluti
    LB

    PS:
    le istituzioni chi kax sono..??
    Intendo oggi.

    Kax, non ne usciamo proprio. E stato, e istituzioni, e cariche, e autorita’…

    MA LIBERTA’ CHE KAX vuol dire mo e per DAVVERO..??

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