Tocca a me, tocca a te. La Repubblica fondata sullo scaricabarile delle Province morte

province

di GIANLUIGI LOMBARDI CERRI – Ricordate il l crollo del ponte sulla Ss 36 Lecco-Milano? Ci ha portato a fare molte considerazioni sulla gestione della cosa pubblica.

Ahimè tutte negative.

Quella che vogliamo qui evidenziare riguarda le Province. Il Ministro Graziano Del Rio in una esplosione di potenza ha decretato, circa un anno, fa l’abolizione delle Provincie, mettendo in evidenza subito le carenze culturali del suddetto Ministro. Facciamo una breve analisi del suo operato.

1.-Il ministro conosceva e conosce in DETTAGLIO i compiti delle Province? Perdonatemi l’ardire: penso che l’argomento neanche lo abbia sfiorato

2.- Il Ministro ha fatto analizzare dettagliatamente, di questi compiti, quali potevano essere, a PARITA’ di COSTI, trasferiti alle regioni? Penso proprio di no.

3.-Il Ministro ha fatto analizzare dettagliatamente di questi compiti quali potevano essere trasferiti a PARITA’ di COSTI ai Comuni? Penso proprio di no.

4.-Il Ministro ha fatto analizzare I compiti residui ( ossia quelli non trasferibili a Regioni e Comuni) se ed in che modo potevano essere trasferiti ad una delle Provincie confinanti riducendo così il numero delle Provincie ,  non abolendole totalmente ( cosa che credo impossibile)? Risposta come sopra.

5.-Il Ministro, per ogni tipo di trasferimento ha fatto sviluppare uno dei numerosi PERT diponibili oggi sul mercato e gestibili su calcolatore? Ho la certezza che il Ministro non sappia neanche che cosa sia un PERT e neanche lo si conosca negli enti pubblici.

Chiariamo in modo semplice ai lettori che cos’è questo marchingegno.

PERT (Program Evaluation and Rewiew Technique) è stato prodotto nel lontano 1950 per gestire la commessa relativa allo studio ed alla produzione del missile Polaris.

Gestire la commessa significa programmare e controllare , istante per istante, TEMPI e COSTI in modo da rispettare quanto previsto potendo inoltre intervenire efficacemente nel momento stesso in cui qualcosa comincia ad andare storto. E non, come è regola in tutti gli enti pubblici, alla fine si prende atto dell’accaduto.

Il mio scetticismo sulle capacità organizzative del Ministro   e su quelle di molti burocratoni è provato da diversi esempi che mi sono capitati sott’occhio e che mi capitano sempre più in misura crescente.

Oltre all’esempio, ben triste, del ponte della Ss 36 ho quello minimo del trasferimento di una sezione di Guardie Provinciali. Queste guardie, dopo oltre quindici giorni del loro spostamento non avevano ancora, nella nuova sede messa a disposizione la linea telefonica………

Risultato. Il crollo del ponte è solo uno dei tanti disastri che questa gente genera. Gente che, in questo momento, è alla disperata ricerca di un pezzo di carta che tolga ogni responsabilità al singolo, per cui va a finire che il colpevole sarà quello che passava a 50 km di distanza. E pensare anche che personaggi dello stesso livello hanno scritto una modifica costituzionale zeppa di incertezze e di errori di tutti i tipi.

 

E poi ci si meraviglia se qualunque tipo di azione pubblica richiede tempi biblici e la finanza sia in condizioni fallimentari. Purtroppo anche la stampa e gli altri mezzi di comunicazione  spesso sono all’altezza di burocrati e politici. Ossia solo chiacchiere! Basta seguire un qualunque incontro scontro televisivo.  Basta seguire su un qualunque social un qualsiasi dibattito sull’economia.

 

 

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One Comment

  1. luigi bandiera says:

    Cari compagni o concittadini taliani fin che stiamo qua a disquisire se uno ha o non ha una laurea, un diploma o altro pezzo di carta in tasca andremo sempre peggio.
    Chi vuole far politica, ammesso che sappia farlo, non ha necessariamente bisogno dei pezzi di carta in tasca. Basterebbe un minimo di buon senso e tanta onesta’. (Merce rarissima de sti tempi molto al disotto del livello del buio).
    Basti pensare che il Carlo Magno era analfabeta o giu’ di la’.
    Gia’, non aveva tra i piedi i komunisti di oggi… per questo gli e’ andata bene.
    Tuttavia, una volta eletto (si fa per dire) un governo subito che questi si mette a far disastri o sinistri, oggi chiamati RIFORME.
    E in campagna elettorale a starnazzare che ci sono troppe leggi e tanta burocrazia. Beh, loro, i nuovi eletti e sedutesi nelle rispettive poltrone, giu’ a sfornare leggi ed aumentare la burocrazia.
    Speriamo che un di’ si fermino se no o altrimenti siamo per davvero ROVINATI.
    Ma stando in tema province abolite (si fa sempre per dire) si sono mai chiesti: dove mettere i rispettivi dipendenti..?
    A casa li’ senza far nulla (tanto di gente senza far nulla ce n’e’ parecchia) o occupati su altri enti definiti inutili (si fa per dire ovviamente)..?
    Ma perche’ poi togliere le province che ci servono a noi cittadini per giostrarci meglio in geografia e in toponomastica..?
    Perche’ ci vogliono per forza di cose ROVINARE gli ultimi giorni della nostra vita..?
    Per togliere burocrazia e risparmiare o per far solo CONFUSIONE nello stato per altro gia’ in confusione per se stesso..?
    Gia’, questi possono perche’ laureati.
    Pensate se fossero senza..?
    Io penso che Carlo Magno ne sapeva di piu’ di un qualsiasi laureato dal trikolor ateneo.
    Un conto e’ essere specializzati in una professione e un conto, un altro, e’ quello di essere esperti in politica che e’ = a scelta.
    Saper scegliere non e’ da tutti e conta pochissimo l’aver il pezzo di carta in tasca.
    Domando: come mai oggi stiamo affondando con un frakax di laureati in giro mentre un tempo con pochissimi sapiens facevano grandi opere e da sogno..?
    Anzi. C’erano un frakax di analfabeti, a quel tempo.
    Ci deve essere qualcosa che non quadra in questo mondo di presunti sapiens.
    Poi penso che si sfiori il reato di razzismo in certi casi.
    Bacio le mane…

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