Tobin tax, la “soluzione” di chi è alla “canna del gas”

di MATTEO CORSINI

Sostiene Francois Hollande: “Se si cerca la tassa perfetta so che molti faranno il possibile per giocare con i dettagli e rendere la tassa inefficace. Preferisco una tassa imperfetta all’assenza di una tassa”. Con queste parole il presidente francese ha difeso l’idea di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie (meglio nota come Tobin tax) quanto prima in almeno 11 Paesi europei che già in passato si sono detti d’accordo sul progetto.

Finora solo la Francia e l’Italia hanno introdotto una tassa del genere (la Svezia lo fece negli anni Novanta e finì per rimuoverla, constatando che era stata controproducente), con effetti in linea con le previsioni di chi si opponeva a qual balzello: crollo dei volumi negoziati e gettito ben al di sotto delle attese. Riassumendo, la tassa simbolo della sinistra ha prodotto un gettito di quasi 200 milioni di euro contro il miliardo stimato dai geni che l’hanno fatta. Il controvalore degli scambi è sceso complessivamente di 184 miliardi, mentre gli scambi sui mercati non regolamentati, ovvero quelli più colpiti dalla tassa, sono passati da 286 miliardi a 65, con un crollo del 77% . Che dire della genialata? Non dà gettito, ammazza i mercati e diminuisce la liquidità.

Il buon senso avrebbe dovuto indurre Hollande a fare retromarcia anche in casa propria (e lo stesso sarebbe opportuno in Italia), ma, al contrario, il presidente francese preme perché venga raggiunto l’accordo per applicarla su scala allargata già prima delle imminenti elezioni europee. Per inciso, anche in Italia, a fronte di un gettito pari a meno del 20% di quanto stimato dal governo Monti, invece di riconoscere l’errore e fare marcia indietro, i sostenitori della Tobin tax hanno proposto di estendere la sua applicazione a più tipi di strumenti. Evidentemente il buon senso è totalmente fuori portata per questi signori. Posto che la tassa perfetta non esiste e neppure dovrebbe esistere, le parole di Hollande “Preferisco una tassa imperfetta all’assenza di una tassa” sono la quintessenza del movente ultimo di ogni tassatore: prelevare denaro dalle tasche dei legittimi proprietari, non importa con quali conseguenze, anche a costo di avere un gettito molto inferiore al previsto e di danneggiare l’operatività di interi settori. Pochi, maledetti e subito, sembra essere la filosofia sottostante. Tipica di chi è alla canna del gas.

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4 Comments

  1. Criticamente critico su tutto! says:

    Io che vivo da italiano in Francia e nemmeno troppo lontano da Parigi visto che annuso gli effluvi di una scontentezza generalizzata, posso dire che i francesi si sono pentiti gia’ da un pezzo della scelta Hollande, un vanesio di bassa lega, troppo orientato su un socialismo d’antan che mal si identifica in questi nuovi corsi liberirsti.
    Piuttosto di avere ancora lui fra capo e collo alla prossima tornata elettorale sono disposti a votare in massa per quella antieuropeista della Le Pen che promette grani cose almeno nelle parole, vedremo poi se e quando attuera’ nella realta’.

  2. Albert Nextein says:

    Hollande è un delinquente comune.
    Ritengo che in vita sua non abbia mai capito un cazzo, se queste sono le sue frasi ad effetto.
    E’ affetto dal peccato originale : è un socialista che campa di privilegi rubati a chi amministra.

    Io non so esattamente come siano messi in francia.
    Ma penso che non godano tanto.
    Auspico anche per loro un default risanatore.

  3. Pedante says:

    http://www.termometropolitico.it/97852_francia-il-giorno-della-collera-contro-hollande.html

    La scontentezza è palpabile anche se la contestazione è eterogenea.

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