MES, IL NUOVO TIRANNO EUROPEO CHE SI PAPPA LA SOVRANITA’

di MARCO CASTELLI*

L’11 Luglio 2011, nel più religioso silenzio mediatico, è stato compiuto l’ennesimo passo della marcia golpista targata BCE.

All’insaputa dei cittadini, è stato istituito il Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), un fondo di salvataggio per gli stati aderenti all’UE. Esso va a sostituire l’European Financial Stabilisation Mechanism, il popolare “fondo salva-stati”, considerato poco efficace per fronteggiare l’aggravarsi della situazione in alcuni paesi.

In poche parole, il MES è una nuova macchina prestasoldi, che interverrà con ingenti somme per coprire i buchi di debito pubblico degli stati sovrani. Il prestito finanziario sarà concesso a condizione che “Commissione, BCE e FMI, valutino la sostenibilità del debito pubblico da parte dello Stato richiedente”. Tradotto per noi comuni mortali, il MES presta i soldi solo dopo aver valutato se lo Stato in questione potrà o meno pagare il debito (più interessi) entro i tre anni previsti. Per non farsi mancare nulla, inoltre, MES, FMI e BCE entreranno di diritto nella politica economica dei singoli Stati attraverso un programma di aggiustamento macroeconomico che porterà ad aprire (obbligatoriamente) il mercato interno nazionale al settore privato, secondo le modalità “pienamente conformi alla prassi del FMI”.

Quindi, se uno stato  sovrano  si trova soverchiato dal debito pubblico (causato ed alimentato dal signoraggio bancario della BCE), interviene il MES (BCE+FMI+commissione interna),  che presta i soldi allo stato in questione, per poi intervenire attivamente nelle scelte politico-economiche interne. In altre parole, si tratta di  un invasione  pianificata per esautorare completamente la sovranità degli stati.

Ma capiamo da chi è formato il MES. Questo Leviatano è condotto da un Consiglio dei Governatori, composto dai ministri delle finanze degli Stati membri della zona euro (quali membri con diritto di voto), con l’aggiunta di osservatori, quali il Commissario Europeo per gli affari economici e monetari e, ovviamente, il presidente della BCE. Il consiglio dei governatori eleggerà tra i membri con diritto di voto un presidente.

Il MES avrà un consiglio di amministrazione che svolgerà i compiti specifici che verranno delegati dal consiglio dei governatori. Quest’ultimo nominerà un amministratore delegato responsabile della gestione quotidiana del MES. In perfetta coerenza con l’incedere della  macchina globalizzatrice, si legge che “Il MES coopererà molto strettamente con l’FMI nella fornitura di assistenza finanziaria. In tutte le circostanze si chiederà la partecipazione attiva dell’FMI, a livello sia tecnico che finanziario. La Commissione e l’FMI, di concerto con la BCE, effettueranno congiuntamente un’analisi della sostenibilità del debito. La Commissione e l’FMI, di concerto con la BCE, negozieranno congiuntamente le condizioni di politica alle quali è subordinata l’assistenza congiunta di MES/FMI.

Inoltre, il MES gode di immunità totale, tanto che, pur avendo piena personalità giuridica,  può partecipare a processi legali, ma non ne può essere oggetto.

In sintesi, ecco la fotografia del nuovo “tiranno europeo”, innanzi al quale tutta la politica italiana tace e si inchina. Nessun salmodiare di qualche intellettualoide indignato, nemmeno il  berciare di qualche barbaro stagnante, tutti presi con le bagarre di palazzo, mentre sul popolo grava sempre più il giogo dei banchieri e della finanza mondiale.

Consideriamo intollerabile tale silenzio, che si spiega solo con la connivenza del Quirinale e del parlamento italiano. Le istituzioni dello Stato si dimostrano complici e fautrici di un golpe silenzioso a danno della libertà dei popoli che millantano di rappresentare. Domà Nunch, unica voce nazionale d’Insubria,  risponde considerando illegittime tali istituzioni, e colpevole di tradimento chi ne fa parte. Invitiamo tutti i movimenti europei che, come noi, vogliono un’Europa dei popoli libera e sovrana, a ribellarsi alla tirannia della BCE, per riprendere in mano il proprio destino, collaborando per costruire insieme un futuro in nome dei Popoli e delle Nazioni.

* Membro del Comitato Nazionale del movimento Domà Nunch.

 

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