Tiramolla Cav-Salvini, Bernardelli: Il Nord è libero. La piantassero tutti di usare il Nord per i loro giochetti romani

berlusca “Il Nord è libero. La piantassero tutti di usare il Nord per i loro giochetti romani che lo hanno già fatto a sufficienza”

Lo ha dichiarato il Segretario di Grande Nord Roberto Bernardelli a proposito delle presunte pressioni che Matteo Salvini starebbe facendo su Silvio Berlusconi pubblicate ieri, 4 Agosto, da Agi.it.

Che pressioni sarebbero? Cosa vuol dire la criptica risposta? Da dove nasce la questione? Occorre leggere tutto il testo integrale pubblicato un giorno fa dall’agenzia e leggerla sino in fondo. Ma ne facciamo noi una sintesi per aiutare i lettori a capire magari di cosa si stia parlando perché la nota non sia vista solo come uno slogan decontestualizzato che afferma un principio generale e non particolare.

La posta in gioco è la presidenza Rai. E’ la carta importante che ha in mano Berlusconi per sperare di contare un po’ di più con un Salvini plebiscitario nelle piazze. Ha quindi detto no a Foa presidente Rai. La replica della Lega non si sarebbe fatta attendere, facendo capire che potrebbe esserci un emendamento in manovra no favorevole a Berlusconi. Così si fa intendere.

E Agi nel raccontare gli sviluppi, riporta un passaggio in cui Berlusconi farebbe capire a Salvini di non avere in mente di appoggiare operazioni bossiane con Grande Nord.

Come dire: il Nord è sempre oggetto di contese e interessi di scambio. Che sia per la Rai o altro il principio non cambia per Bernardelli. Che sull’agenzia di sabato, domenica afferma: “Il Nord è libero. La piantassero tutti di usare il Nord per i loro giochetti romani che lo hanno già fatto a sufficienza”.

Ora la replica di Bernardelli, contestualizzata  il giorno dopo la notizia, è chiara anche per la sciura Maria (e come piacerebbe crediamo anche a lui) e non solo per gli addetti ai lavori ai quali era diretta, e si può leggere l’agenzia con scioltezza.

di GIOVANNI LAMBERTI – “I capigruppo del Pd hanno chiesto un incontro urgente ai presidenti di Camera e Senato mentre all’inizio della prossima settimana i vertici della Vigilanza potrebbero vedere il ministro Tria. Per ora è stallo sul nodo della presidenza di viale Mazzini.

Salvini non ha intenzione di recedere sul nome di Marcello Foa e a settembre potrebbe tornare alla carica per convincere Berlusconi affinché FI dia il via libera. La preoccupazione però di alcuni esponenti del partito di via Bellerio è che possa essere il ministro dell’Economia a chiedere di abbassare la tensione sull’azienda di viale Mazzini e puntare così ad un altro nome. Al momento non ci sarebbe comunque intenzione di procedere alle nomine dei direttori tg.

Fino alla ripresa dei lavori il Cda, con Foa nelle vesti di consigliere anziano, potrebbe gestire l’ordinaria amministrazione, con la Lega che avrebbe chiesto anche agli uffici legali delucidazioni sugli spazi di manovra del giornalista italo-svizzero. Fonti parlamentari azzurre riferiscono che il Movimento 5 stelle sarebbe pronto a mettere sul tavolo una misura per inserire una tassazione straordinaria sugli spot pubblicitari.

Una misura che, questo il timore in FI, potrebbe essere inserita in un emendamento nella legge di bilancio o in un prossimo provvedimento fiscale e fungere da ‘clava’ affinché il partito azzurro torni sui suoi passi. “M5s punta a punire le aziende di Berlusconi”, l’allarme anche tra alcuni fedelissimi del cavaliere che per tutta la settimana prossima sarà in Sardegna a riposarsi dopo i controlli al San Raffaele di Milano.

La garanzia dell’assenza di un’arma anti Cav

“Salvini farebbe da garante sul fatto che non ci sarà alcuna arma contro il Cavaliere”, sottolineano le stesse fonti. Berlusconi punta a tenere il centrodestra unito e nel giorno della bocciatura di Foa aveva chiesto ai suoi di primo mattino di cambiare linea. E, spiegano sempre fonti azzurre, ha fatto sapere a Salvini di non voler appoggiare alcuna operazione dei leghisti legati a Bossi che vorrebbe riproporre l’operazione ‘Grande nord’. Ma il gelo tra FI e Lega resta.

 

Nel frattempo FI punta al rilancio per riportare il partito su percentuali più alte. Galliani, nominato di recente capo dei dipartimenti azzurri, in uno degli ultimi incontri al gruppo dei senatori ha fatto un parallelo calcistico: quando io – ha spiegato secondo quanto viene riferito da chi era presente – ero ad, il Milan ha vinto più di tutte le altre squadre. Farò di tutto affinché FI torni al 20%. Il rinnovamento potrebbe portare nelle prossime settimane ad un cambio di molti coordinatori regionali.

Berlusconi dal canto suo ai suoi interlocutori ripete in ogni caso che senza di lui FI rischia di scendere al 5%, per questo motivo è pronto ad impegnarsi per le elezioni Europee”.

fonte: https://www.agi.it/politica/foa_salvini_berlusconi-4237208/news/2018-08-04

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