Tifare Brexit per votare Lombardexit 4/ Quanto ci vuole per fare un marciapiedi a casa nostra?

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di ALDO MOLTIFIORI – In Lombardia e in Veneto per fare un marciapiede o per illuminare le sue città bisogna andare a Roma con il cappello in mano e chiedere la elemosina! Sperando oltretutto che venga loro concessa. Un esempio valga per tutti sule conseguenze di una tale seconda legge scellerata. Il passante ferroviario di Milano ha impiegato 18 anni ad essere realizzato a causa del fatto che i fondi statali venivano concessi a seconda delle opportunità politiche del momento o peggio, perché tali fondi pure previsti dalle varie leggi finanziarie venivano poi arbitrariamente dirottati verso altre opere nel meridione. Per tutti quei diciotto anni i cantieri sparsi per tutta la città hanno reso la vita ai milanesi tra disagi ed inquinamento parossistica per non dire di peggio. Perla finale, a tutt’oggi il passante non è finito e non sarà mai finito: manca il collegamento tra la Stazione di porta Vittoria e l’aeroporto di Linate. Siccome siamo in tema di grandi opere strutturali, vedi la inaugurazione del tunnel ferroviario del Gottardo, vi ricordo solo che il passante ferroviario di Zurigo, dalle dimensioni analoghe se non maggiori di quello di Milano è stato completato in 5 anni ed è costato il 10% in meno di quanto preventivato. Inoltre è stato finanziato per il 40% con i proventi delle tasse proprie del Comune di Zurigo.  La restante parte è stata finanziata dalla Confederazione con una sola legge pluriannuale per l’intero importo. Le stesse considerazioni si posso fare per il MOSE di Venezia, o la tangenziale di Mestre.

Oggi non basta più un tale scempio imposto dalla Repubblica. La UE aggiunge scempio allo scempio sommergendo tutti e tutto con una alluvione di clandestini dal sud del mediterraneo che non solo è tollerata ma addirittura favorita, promossa e imposta. Di più è pagata con i nostri soldi, non certo quelli della classe dirigente!  E tutto questo cataclisma epocale è stato progettato, organizzato ed è in corso di tragica attuazione senza che nessuno dei governanti di turno, che meglio si dovrebbero chiamare i despoti di turno, si sia mai degnato di chiedere al popolo se fosse d’accordo su un tale disegno di autodistruzione di massa. E senza drammatizzare si deve parlare del più tragico disegno di autodistruzione che un continente intero possa mai aver né immaginato né ideato. Le minacce persiane prima e ottomane poi erano esterne e sono state sconfitte e debellate. Ma oggi a questa minaccia interna di autodistruzione, legalizzata in molti paesi europei con il diritto al suicidio, sarà ben più difficile trovare come sconfiggerla e come debellarla.

Ricordate le leggi razziali di triste memoria del periodo nazifascista? Ricordate i despoti di allora? Ricordate i vari Savoia, Mussolini, Hitler? Oggi sono tornati e si chiamano Ue con la sua pletora di boiardi negli Stati nazionali. Ricordate la manzoniana tragedia dell’Adelchi tradito dai preti e trafitto dai franchi nuovi dominatori di Lombardia? Ebbene oggi ai despoti romani si sovrappongono quelli di Bruxelles; il giogo dell’uno con quello dell’altro sul collo vi stanno.  In che cosa quelle leggi razziali di infausta memoria differivano da quelle di oggi? Beh, quelle di allora tra i tanti attentati alla civiltà dell’Homo Sapiens pretendevano di difendere i cittadini delle loro Nazioni. Quelle di oggi (le leggi razziali di Bruxelles e di Roma) commettono gli stessi attentati alla civiltà illuminata dalla fiaccola di Olimpia. Ma! Oggi, quelle leggi razziali sono contro i Lombardi, i Veneti, i Bretoni, i Normanni, i Galiziani, i Catalani, gli Inglesi, i Gallesi, gli Scozzesi per finire con i Tirolesi gli Ungheresi passando per la Danimarca, la Svezia e la Polonia.

Oggi le leggi razziali sono state reintrodotte per ripulire l’Europa degli Europei, per distruggere duemila anni di storia, di conflitti e di sofferenze immani in favore della costruzione di Stati Nazione che avessero il compito di proteggere le comunità di popoli che condividessero gli stessi principi e gli stessi valori. Tutto ciò oggi viene cancellato con tratti di pena legulei dal potente di turno. Le invasioni nel passato si compivano con potenti eserciti e attraverso cruente battaglie come quella di Lepanto e quella combattuta sotto le mura di Vienna. Prevalendo in quelle battaglie l’Europa ha illuminato di civiltà e di tecnologia il mondo intero come nessun altro ha fatto prima. Un mondo letteralmente illuminato dalla invenzione dell’energia elettrica, un mondo messo in movimento dall’invenzione del motore a scoppio e da quella dell’aereo. Un mondo al quale ha donato la dichiarazione universale dell’uomo, liberandolo, si sperava per sempre, dalla tirannide del sacro e del profano, dalla discriminazione e dalla povertà per casta. Senza quelle tecnologie e senza quella liberazione dello spirito umano dalla sottomissione a croci o mezzelune l’umanità intera sarebbe ancora a pietire l’elemosina o pregare per la sua sopravvivenza.

Oggi quelle invasioni avvengono senza più bisogno di coercizione o di sottomissione. Si compiono perché l’Europa e l’Occidente stanno morendo di eutanasia e di suicidio massa. La più grande arma di distruzione di massa non è l’atomica, o la biologia dei batteri, no, essa, ancora una invenzione europea, è la volontà di suicidarsi! Consapevolmente? Poco importa, il risultato non cambia, un intero continente, quello europeo e forse l’occidente tutto stanno piombando nell’oblio eterno della autodistruzione. Lo stesso scontro di civiltà ipotizzato da S. Huntington è ottimistico! Qui si tratta della eclisse di una civiltà, della nostra civiltà, la quale con le sue mani morenti ha spento per sempre quella fiaccola che i suoi lontani progenitori ellenici accesero ad Olimpia.

(4 – segue)

 http://www.lindipendenzanuova.com/tifare-brexit-per-votare-lombardexit-4-quanto-ci-vuole-per-fare-un-marciapiedi-a-casa-nostra/

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