Tifare Brexit per votare Lombardexit 1/ Scusate, avete visto una Lombardia in giro?

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di ALDO MOLTIFIORI – Nel mio ultimo viaggio a Londra ho avuto occasione di sentire il polso di cittadini londinesi e britannici sul tema che per loro è della massima importanza: Votare pro o contro nel referendum sulla BREXIT della Gran Bretagna dalla UE? Spero di non offendere nessuno se spiego cosa significa l’acronimo BREXIT. In Inglese rappresenta il taglio delle parole BRITAIN/EXIT, ovvero la prima sillaba BR di Britain unita alla parola EXIT. Dunque Brexit, come tutti sanno o intuiscono, sta ad indicare il processo di uscita della gran Bretagna dalla UE. Nel titolo di queste note vi è un accostamento tra BREXIT, per ciò che abbiamo appena visto e LOMBARDEXIT, che moltissimi hanno già intuito sta per LOMBARDIA/EXIT e voglio sottolineare non tanto e non solo dalla UE, ma prima di tutto da questa sciagurata e nefasta Repubblica italica. Da queste colonne ho già avuto modo di illustrare le ragioni, e sono molteplici sia politiche che istituzionali, per le quali questa Repubblica, tanto celebrata nell’appena trascorso infausto 2 giugno, è illegittima. Qui voglio solo ribadire che la sua nascita è macchiata da un peccato più che originale: MORTALE!  Mortale per noi Lombardi e per i cugini Veneti. Tanto da rendere legittima la domanda che anticipo rispetto alla chiusura di queste note: in questa Repubblica così nefasta e dunque mortale ci sarà ancora una Lombardia?

È la stessa domanda che si stanno ponendo gli Inglesi in Gran Bretagna da quando è stato voluto il referendum sulla permanenza o meno nella UE, che personalmente, ma non solo io, mi sto ponendo anche a proposito della Lombardia. Paradossalmente e in antitesi a quella cosiddetta italiana nella democrazia britannica non solo ci si può porre la domanda (circa l’uscita o meno dalla UE) ma di più il suo governo ha rimesso la questione alla sovranità popolare. In Lombardia non solo non si può porre la questione se rimanere in Italia in quanto la Costituzione dichiara esplicitamente che questa Repubblica è una e indivisibile, ma, considera tale pretesa (assurda per la nomenclatura politica) un reato. Peggio di quanto non stabilisse lo Statuto Albertino allorquando il dispotico Re sardo annesse nel 1859 la Lombardia, e nel 1866 il Veneto, nel quale Statuto la riconquista della propria sovranità non era esplicitamente impedita.

(1 – segue)

        

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One Comment

  1. lombardi-cerri says:

    Viva l’auspicio di Bennato!

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