Ti licenzio con l’sms. La mappa delle 12 catene in crisi. Ecco i benefici del liberismo

COMMERCIO: SALDI; SHOPPING DA 8,2 MLD, 340 EURO A FAMIGLIATante crisi di piccole e medie aziende diffuse sull’intero territorio nazionale, che non sempre conquistano la ribalta della cronaca ma impattano comunque fortemente sul territorio. I settori del commercio e del turismo stanno pagando le conseguenze di gestioni poco oculate, della concorrenza spietata dei giganti dell’e-commerce, dell’indifferenza della politica.

Alcune vertenze sono giunte ai tavoli del ministero dello Sviluppo economico, ma nessuna ha trovato finora una vera e propria soluzione. Dalla chiusura di una serie di negozi a marchio Trony a quelli Auchan; dalla crisi di Tuodì a quella di Mercatone Uno; dai licenziamenti di Mediamarket ai contratti di solidarietà di Conforama; dalle cessioni di Dico alla ristrutturazione di Limoni-Douglas. Fino alla cessione del marchio Valtur in ambito turistico. Sono migliaia i lavoratori a rischio, di cui dovrà occuparsi il nuovo governo.

Ecco la mappa sintetica delle situazioni più critiche

1. Trony

Saracinesche abbassate per 35 negozi di Dps Group in fallimento in Puglia, Basilicata, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto; 466 lavoratori prima sospesi senza retribuzione (avvertiti con un messaggio telefonico che il punto vendita aveva chiuso) poi coinvolti nella procedura di licenziamento collettivo. Al momento è stata presentata un’offerta di acquisto per 8 negozi. Prossimo incontro entro fine mese al Mise ma non è stato ancora programmato.

2. Mediamarket (Mediaworld e Saturn):

Chiusura dei punti vendita di Grosseto e Milano stazione Centrale; trasferimento della sede di Curno (Bg) a Verano Brianza; soppressione del bonus presenza e della maggiorazione economica del 90% per il lavoro domenicale (riconoscendo solo il 30% previsto dal contratto nazionale); interruzione del contratto di solidarietà in 17 punti vendita (in Liguria, Piemonte, Lazio, Campania, Puglia e Sardegna) per 115 ‘full time equivalent’ corrispondenti a circa 200 dipendenti. Dopo l’incontro al Mise del 12 aprile, non è stata fissata una nuova data.

3. Todì

Presentata richiesta di concordato preventivo in continuità e avviata procedura di trasferimento di 61 punti vendita in Liguria, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia e Piemonte dove sono occupati 324 addetti. Ipotesi cessione di complessivi 99 punti vendita. Per i sindacati vi è il rischio di dumping contrattuale nei passaggi del personale a nuove proprietà. Prossimo incontro al Mise entro il mese di giugno.

4. Auchan

Chiusura degli ipermercati di Napoli Argine e Catania La Rena, dove sono occupati complessivamente circa 260 addetti. I lavoratori sono in agitazione. Contratti di solidarietà sono in corso nel gruppo che nel 2015 aveva avviato la procedura di licenziamento collettivo per 1.400 dipendenti. Prossimo incontro l’8 maggio.

5. Dico Discount

Cede parte della rete e attende l’ok sul piano concordatario; l’acquirente sarà reso noto entro il prossimo 19 aprile (fatto salvo proposte più vantaggiose). Sindacati preoccupati per il possibile peggioramento delle condizioni salariali e per la salvaguardia dei livelli occupazionali. Prossimo incontro a fine maggio.

6. Limoni Douglas

Tra giugno e luglio 2018 è prevista la fusione per incorporazione delle società La Gardenia e LLG in Limoni e a gennaio-febbraio 2019 la fusione di Limoni in Douglas. Le società hanno previsto la chiusura di 26 negozi e la vendita di una ventina di punti vendita (per prescrizione dell’Antitrust). Prossimo incontro il 30 aprile.

7. Conbipel

Avviata procedura di licenziamento collettivo, seconda crisi nel giro di 5 anni: previsto contratto di solidarietà per i punti vendita di Novara. Alle lavoratrici del negozio Castelvetro Piacentino, che è stato chiuso, è offerta la ricollocazione a Cesano Boscone (Mi). Possibile ricollocazione anche da Palladio e Montecchio a Bassano.

8. Mercatone Uno

Il gruppo è in amministrazione straordinaria dal 7 aprile 2015; i commissari straordinari hanno individuato un aggiudicatario che garantirebbe la continuità aziendale dei 74 negozi (59 attivi) con 3.000 dipendenti circa. Prossimo incontro entro il mese.

9. Conforama

Annunciati 77 esuberi in Sardegna e Sicilia evitati con il ricorso ai contratti di solidarietà: la riduzione dell’orario di lavoro fino a marzo 2019 coinvolgerà 446 lavoratori.

10. Md e Maury’s

Contratti trasformati da tempo indeterminato a tempo determinato a Latina, Fondi e Terracina e stipendi dati a singhiozzo.

11. Unieuro

Apertura di nuovi negozi e chiusura di altri; contratti di solidarietà in numerosi punti vendita. Prossimo incontro l’8 maggio.

12. Valtur

Avviata liquidazione e procedura di licenziamento collettivo per 108 dipendenti a tempo indeterminato,a cui si aggiungono 123 lavoratori a tempo determinato; cessazione delle attività in 11 villaggi e ricerca di acquirenti. Al ministero sono pervenute notizie di interesse per l’acquisizione che mantenga l’integrità del marchio ma Investindustrial di Andrea Bonomi è interessata alla cessione anche ‘a spezzatino’. La prossima settimana il ministro Carlo Calenda ha annunciato “un ultimo tentativo” anche se la situazione appare “compromessa” e le possibilità di intervento limitate vista la procedura.

 (fonte Agi)
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2 Comments

  1. caterina says:

    dispiace per chi ci lavorava, ma rimane da chiedersi in virtù di quale logica si sono moltiplicati negli ultimi dieci anni tanti mega centri di vendita, come se prima la gente non si provvedesse di quello che le serviva andando presso negozi distribuiti nei centri urbani in maniera più consona alla stessa distribuzione della popolazione… Viene da pensare che dietro le mega catene ci fossero grossi interessi e non sempre proprio chiari…

  2. caterina says:

    Non e’ che il moltiplicarsi di punti vendita nascondeva investimenti straini? Non e’ productions, e’ consumo e non sembra che la gente sia diminutive e soffra la fame… c ‘e’ qualcosa che non capiesco… a parte il dispiacere per la gente che ci lavorava…

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