IL MINISTRO TERZI: “NO AL PROTEZIONISMO CON L’AMERICA LATINA”

di REDAZIONE

”Le pratiche protezionistiche riducono il commercio a un gioco a somma zero. Sia pure con gradualità e attenzione dei processi sociali i governi” della regione ”devono impegnarsi congiuntamente per il progressivo superamento di vincoli tariffari e non tariffari”. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi – come riportato anche dall’Agenzia d’informazione Asca – detta i ritmi per un rilancio dell’economia latinoamericana intervenendo ad un incontro presso l’Istituto IILA, in occasione dell’assemblea dei delegati convocata, ieri, nel quadro del primo Ciclo di Conferenze degli Ambasciatori che si chiudera’ il prossimo 23 maggio. Chiarisce che l’appartenenza dell’Italia ”ad organizzazioni come la Wto, il G8, il G20 e l’Ue non può che evidenziare” i principi di ”liberalizzazione dei mercati” sostenuti, in primis, anche da Palazzo Chigi. E a chi gli chiede se il riferimento sia diretto a Buenos Aires risponde che ”il problema non riguarda l’Argentina ma il fenomeno del protezionismo in quanto tale”. In America Latina, aggiunge poi, ”nel passato e’ esistito un particolare approccio che se esteso” rischia di ”produrre danni rilevanti sul piano dei rapporti tra i diversi Stati”.

Al tavolo, accompagnato dagli ambasciatori delle 20 repubbliche latinoamericane e dal presidente in carica, il venezuelano Alfredo Trinidad Velasquez, il titolare della Farnesina ha inoltre ricordato l’importanza dei processi d’integrazione regionale: ”L’Italia incoraggia con decisione l’integrazione politica ed economica in corso in America Latina quali per esempio l’Unasur, il Mercosur, l’Alleanza del Pacifico e le altre organizzazioni sub-regionali, attive sul terreno dell’integrazione economica e del dialogo politico”, ha sottolineato il ministro, secondo cui conoscenza, innovazione e cooperazione rappresentano le basi del nuovo partenariato con l’Italia. In particolare lo sviluppo socio-economico ”non può essere guidato esclusivamente dalle istituzioni pubbliche. Il ruolo degli investimenti privati, seri e responsabili è strategico”.

Il capo della diplomazia italiana ha infine annunciato la nascita di ”una promettente rete di accordi di liberalizzazione” tra i commerci dell’Ue e delle varie organizzazioni regionali latinoamericane. ”L’Accordo di Associazione tra Bruxelles e i Paesi dell’America centrale e’ pronto per la firma” e ”nonostante il momento di stringenti vincoli di bilancio – ha concluso Terzi – l’Italia conferma innanzi tutto il suo impegno nell’aiuto pubblico e allo sviluppo nei confronti”.

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3 Comments

  1. Francesco says:

    Vivo in Brasile, che penso sia l’economia più protezionista del mondo. Però al momento sembra funzionare (aggiungo: proprio per il protezionismo!)

    • michela verdi says:

      Ma non diciamo fesserie. Il Brasile cresce grazie a fattori interni e alla relativa liberta’ economica.
      Il mito del protezionismo e’ stato smontato da piu’ di un secolo. Distrugge ricchezza e non la crea. Bisognerebbe studiare l’economia prima di scrivere baggianate.

  2. giorgio lidonato says:

    Ma certo, con l’America Latina no e con l’Europa orientale invece si!…
    Il protezionismo e’ distrutivo sempre, come Lei, caro ministro dice. Giusto. E allora come la mettiamo con il protezionismo IN EUROPA, fra UE ed Europa Orientale, soprattutto agricolo?
    Ma andiamo, cerchiamo di essere coerenti. Il vostro europeismo e’ protezionista NEI FATTI, con danni enormi per noi consumatori dell’europa occidentale e per i poveri cristi dell’europa orientale.
    V E R G O G N A T E V I.

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