Terrorismo? E’ solo reato di opinione…. L’Isis secondo i giudici italiani

parigi terrorismo2di BENEDETTA BAIOCCHI – Avete presente la legge sulla diffamazione? Un giornalista rischia il carcere per reato d’opinione. E spesso in galera qualcuno c’è pure finito. Ma se parli di terrorismo e lo sostieni, in casa tua, sei libero come l’aria…. Leggiamo e diamoci alla fuga dall’Italia, a meno che non ci siano alternative. Le cronache natalizie riportano la stupefacente notizia da Palermo: “La manifestazione del pensiero che può diventare reato solo se resa pubblica”. E siccome non c’era pericolo pericolo di fuga, il Gip hanno scarcerato la donna libica, ricercatrice a Palermo e accusata di terrorismo. “Khadiga Shabbi era stata fermata domenica scorsa nel capoluogo siciliano dalla polizia con l’accusa di intrattenere rapporti con terroristi operanti in Libia. Khadiga è originaria di Bengasi, ha 45 anni, da tre è dottoranda alla facoltà di Economia dell’università palermitana. Da giorni è al centro di un’aspra polemica tra la procura di Palermo e l’ufficio del Gip, dopo che il giudice per le indagini preliminari Fernando Sestito ha deciso – il 23 dicembre – di non convalidare il fermo della donna e rigettare la richiesta di carcerazione, preferendo l’obbligo di dimora”.

Sentite la giustificazione dell’ufficio del gip: Shabbi “non è accusata di terrorismo o di associazione terroristica, come potrebbe intendersi, ma soltanto di un reato d’opinione: l’avere espresso il suo apprezzamento nei confronti dell’ideologia di gruppi ritenuti terroristici, manifestazione del pensiero che può diventare reato solo se resa pubblica”.

 Ma per il pm Geri Ferrara, il reato c’era ed era quello di istigazione a delinquere a commettere reati in materia di terrorismo, aggravata dalla transnazionalità.  I pm dopo il rilascio dell’indagata avevano affermato avevano affermato: “Siamo sconvolti, è una misura inadeguata, contraddittoria e contraria alla più recente giurisprudenza”.

Invece i giudici dicono che i pm “rischiano di creare nell’opinione pubblica un allarme ingiustificato di cui in questa fase storica non si sente affatto il bisogno. L’adozione di misure cautelari di tipo detentivo, peraltro, lo stesso legislatore con le ultime riforme ha inteso fortemente limitare”. Non solo: “Non si può indulgere a semplificazioni, ad emozioni o a precarie suggestioni esterne. Siamo tutti sconvolti dalle tragiche vicende terroristiche di questi ultimi tempi; ma questo non deve farci perdere la capacità di distinguere caso da caso e di valutare con freddezza e oggettività – alla luce dei principi costituzionali e dei parametri di legge – i fatti che vengono sottoposti alla nostra valutazione”.

Ma certo. Possiamo tutti tifare per i terroristi, basta che lo si faccia in privato, tra le mura di casa, quando telefoniamo ai terroristi in NordAfrica, nella terra dell’isis. In fin dei conti, che male si fa?

Un po’ come dire che occorre smetterla di provocare, con questi canti di Natale. Non disturbiamo i manovratori.

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2 Comments

  1. Padano says:

    Che cos’è un reato di opinione, di preciso? Voglio dire: nella democratica Italia dichiararsi secessionisti è un reato? Mentre dichiararsi jiadisti no?

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