PANNELLI FOTOVOLTAICI SUI TERRENI AGRICOLI: SI O NO?

di REDAZIONE

Sembra destinata non risolversi facilmente la questione che contrappone l’utilizzo agricolo dei campi rispetto alla destinazione energetica. Questa volta ad intervenire in materia è lo stesso Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che durante la visita istituzionale alla sede toscana di Power One, leader mondiale nella produzione di inverter per il fotovoltaico, non nasconde la volontà di riportare i pannelli sui tetti.

Parlando dei contenuti del piano energetico nazionale, documento che tutto il settore legato alle rinnovabili attende impazientemente, il Ministro ha infatti confermato l’intenzione di voler puntare sul fotovoltaico dedicato al settore industriale ed edilizio, mettendo una croce, se pur non ancora formalizzata, sulla destinazione di interi terreni agricoli ad impianti Pv.
E sebbene la frase del Ministro «nei campi bisogna coltivare i pomodori» stia ormai facendo il giro del web, restano da valutare alcuni elementi aggiuntivi. In primo luogo, lo stato di abbandono dei terreni agricoli in Italia, che crea una certa disponibilità disuolo: la competizione tra uso agricolo e fotovoltaico dei campi dovrebbe essere valutata alla luce della quantità di terreni agricoli inutilizzati in tutta Italia. A questo proposito impossibile non citare gli studi del professor Vittorio Chiesa (direttore Energy & Strategy Group, Il business del fotovoltaico in Italia, luglio 2009) secondo i quali nel Belpaese ci sarebbero circa 54,8 miliardi di metri quadrati di terreni incolti o a scarso rendimento agricolo. Secondo l’esperto, se solo si installassero pannelli fotovoltaici sull’1% di queste aree sarebbe possibile raggiungere un potenziale al 2020 di circa 54,8 GW.
Altro dettaglio da non trascurare: l’innovazione tecnologica. Se l’occupazione di suolo da parte di pannelli fotovoltaici può far storcere il naso a molti, l’idea di pannelli sopraelevati in grado di produrre energia dal sole e, allo stesso tempo, lasciare i terreni liberi di essere coltivati, risulta più difficile da contestare.
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5 Comments

  1. max says:

    In Italia storcono il naso per ogni cosa tranne che per la cementificazione selvaggia degli ultimi 20 anni che ha fatto comodo a parecchi. Il fotovoltaico così come l’eolico è adottato da tutto il mondo tranne che in Italia dove vogliono l’energia gratis senza adottare nessuna tecnologia.

  2. alberto says:

    E tra 20 anni come li smaltiscono? Meglio sora i capannoni.

  3. roberto says:

    Pensare ai pannelli sui terreni del pane, è da mentecatti

    • luigi bandiera says:

      Appunto.

      Si facciano TEGOLE fotovoltaiche… Invece di terracotta.

      Un po’ alla volta tutte le case sarebbero con pannelli solari.

      La grande produzione potrebbe ridurre il loro costo.

  4. luigi bandiera says:

    Sarebbe bene SALVARE il terreno produttivo perche’ coltivabile.

    Se magna dai frutti della terra anche se poi il progresso ci da’ da intendere che non e’ cosi’.

    In questi casi ci vuole TESTA…

    Saluti

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