Terremoto: piano da 2,5 miliardi e si scatena la guerra Emilia-Lombardia

di REDAZIONE

E’ stato dato il via libera, non senza proteste, al riparto dei 2,5 miliardi stanziati dal governo per l’emergenza terremoto. Il Decreto della Presidenza del consiglio dei Ministri, firmato oggi, assegna il 95% delle risorse all’Emilia-Romagna, il 4% alla Lombardia e il restante 1% al Veneto. ”Ora inizia la ricostruzione”, commenta soddisfatto il presidente dell’Emilia-Romagna, Vasco Errani. Protesta invece il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni: ”Abbiamo sempre riconosciuto che i danni maggiori hanno toccato l’Emilia – dice – ma non in questa proporzione” e l’assessore lombardo Carlo Maccari minaccia ”manifestazioni eclatanti”.

Ad annunciare il reparto dei fondi e’ stato il presidente Errani, oggi pomeriggio nel corso di un incontro a Bologna con i sindaci dei comuni emiliani colpiti dal sisma del 20 e del 29 maggio. ”Con il provvedimento del governo – spiega – possiamo concretamente avviare gli interventi secondo le priorita’ che abbiamo individuato: le scuole, le imprese, le abitazioni e il patrimonio storico artistico”. Gia’ domani sara’ pubblicato il bando relativo agli interventi nelle scuole, cosi’ da ”assicurare il regolare avvio del prossimo anno scolastico – sottolinea Errani – per oltre 16 mila studenti”. E la prossima settimana tornera’ a riunirsi il Comitato istituzionale per occuparsi del piano casa. Per meta’ luglio, infatti, saranno terminate le verifiche di agibilita’, come riferisce il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, che stabilisce nell’80% dei costi accertati il contributo dello Stato ai cittadini con le case danneggiate. E poi c’e’ il pacchetto imprese: nelle prossime settimane il governo provvedera’ a realizzare un apposito Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nel frattempo la Regione Emilia-Romagna provvedera’ a definire le modalita’ per l’utilizzo dei 50 milioni di euro per sostenere la ricerca delle aziende delle aree colpite dal sisma e l’impiego dei 10 milioni di euro all’interno dei fondi Por-Fesr. Senza dimenticare gli 80 milioni dell’Inail per la sicurezza sul lavoro.

Non tutto sembra però filare liscio a sentire la reazione del governatore lombardo. ”Non voglio neppure credere che la notizia del reparto data da Errani sia vera – tuona – faremo valere le nostre ragioni per una revisione delle percentuali di riparto”. L’assessore Maccari parla addirittura di ”ingiustizia palese”: ”i danni in Lombardia – dice – ammontano a oltre 600 milioni di euro e il segnale lanciato ai cittadini mantovani e’ che il loro e’ un dramma di serie B”.

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3 Comments

  1. claudio novello says:

    non credo che la lombardia dal terremoto possa avere ricevuto danni tali da poter chiedere delle palanche per i danni e questo lo dico una regione non di parte e comunque politicamente non schierato. La cosa che fa più male è che le vittime e i posti di lavoro persi sono tutti in emilia, quindi se richiede danni la lombardia dovrebbe chiederli anche la liguria, ma non mi sembra il caso di lamentarsi per dei soldi in questa tragedia, e in ogni caso sono sicuro che la regione lombardia se spendesse meno per Formigoni o per altre belinate di questo genere o per essere sincero non si trampassero in regione, in provincia, nello stato, i soldi ci sarebbero

  2. Claudio says:

    questa è la politica della nuova sinistra, nulla cambia con clientele e partitocrazia è il nuovo che avanza

  3. Diego Tagliabue says:

    Spiegazione molto semplice: l’Emilia è parte del Nord, ma feudo del PD.

    Questa roccaforte, però, vacilla: troppe illusioni ai terremotati, troppi conflitti con gli extracomunitari ecc.

    SOLO PER QUESTO, il governo “corre ai ripari”.

    A me va benissimo che gli Emiliani vengano aiutati, ma la sproporzione è politicamente motivata.

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