Terremoto fra sciacalli e avvoltoi. Fino a quando uno schifo così?

di ALINA BENASSI MESTRINER


I primi si avventano ingordi mangiando alla rinfusa, gli altri lo fanno dopo, previo un non breve calcolo, roteando sopra.
A un mese dal terremoto in Padania, che, dopo almeno sei forti scosse e infinite repliche di minore entità, ha cambiato, in modo sconcertante, il paesaggio, causando crepacci profondi nel terreno, crolli di case, chiese, campanili, castelli e capannoni industriali, in un’area, che interessa ben cinque province e tre regioni, la gente sopravvive in tende anguste, sotto un sole africano.
C’era voluta una settimana, a Roma, per mettere insieme una unità di crisi, mentre la gente della bassa modenese, senza casa, senza lavoro, doveva badare a se stessa, seppellire i morti, con i cimiteri crollati, senza una chiesa agibile per i funerali, difendere le proprie cose da sciacalli, persino travestiti da volontari della Protezione Civile: i tendoni occupati, subito, da clandestini affamati, ma soprattutto assetati di bibite non gradite al Corano.
Un magistrato solerte a Modena, intanto, istruiva un procedimento per stabilire le responsabilità di chi aveva ormai perduto casa e lavoro, un altro, chissà perché, trasferito a palla, un po’ più al nord, e contro il suo volere. Misteri…
E ancora più in fretta, in zona Tevere, annoiati avvoltoi, iniziavano a volteggiare, fiutando la preda.
Il buon Bossi del bel tempo che fu avrebbe chiosato: “piatto ricco, mi ci ficco” e così gli epigoni dei ben noti Piscicelli e Cagliardi, fregandosi le ali, hanno cominciato a organizzare la ricostruzione di case e fabbriche, previo sgombero dei ruderi, naturalmente a spese dei terremotati.
Il tutto con il beneplacito di chi “ci governa” e che, bontà sua, ha sospeso temporaneamente le visitine di Equitalia, a due settimane dalla prima scossa.
La popolazione della bassa modenese colpita dal sisma, aveva bisogno di volontari che facessero turni di vigilanza antisciacallaggio: sarebbero bastati pochi soldati, ma Roma ha risposto che se li voleva se li doveva pagare. Stanno pagando tutto, infatti, dai chiodi alle macchine per sgomberare le rovine, lavorando come disperati, per ricominciare la loro vita normale, una vita da gente per bene, fatta di lavoro e famiglia. Le autorità nominate, intanto, fanno del loro meglio per mettere bastoni tra le ruote, mentre uno stato cialtrone permette e organizza sciali faraonici, tra stipendi, liquidazioni, prebende e assurdi festini. Se è vero che in Calabria hanno speso ben 12.000 € per comperare bandiere italiane, si capisce bene perché, quando si può, risulti più saggio consegnare ogni aiuto in denaro direttamente nelle mani degli interessati. Se è vero che 5.000.000 €, donati, via sms dopo il terremoto dell’Aquila, sono finiti alle banche e la loro gestione è stata quella prevista da un normale rapporto bancario: non è contato nulla essere terremotato per ricevere un prestito, con cui ricostruire la casa o rimettere in piedi l’attività commerciale distrutta. Per ottenere il denaro donato, bisognava, ieri come oggi, essere solvibili. I pochi fortunati, ottenuto il credito, lo restituiranno con gli interessi dovuti. I presunti insolvibili, indovinate un po’, sono rimasti solo i terremotati.
Basterà alla povera gente emiliana, dalla vita distrutta, per consolazione, il ricordo di un tricolore chilometrico, sciorinato a Modena, lungo le vie del centro storico, la scorsa estate, durante le celebrazioni italiote, basteranno i chilometri di morbidezza, costati un’ira di Dio?
Non credo proprio. Fino a quando uno schifo così?

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11 Comments

  1. oppio 49 says:

    bravi compagni emiliani… se non aprono gli occhi adesso che questo stato di merda gli ha risposto che non ha soldi per loro ma li ha mandati (ancora una vagonata di mulioni) all’irpinia dopo tutti i miliardi che si sono bevuti.. bhè, peggio per loro

  2. gigi ragagnin says:

    se non capiscono neanche quando capitano loro le disgrazie …. dare solidarietà a chi non te la da ?
    e pensare che sti gonzi avevano appena cominciato a votare l’allega d’abbozzi …
    il discorso va esteso, naturalmente, a tutti i padagnotti.

  3. ben says:

    che tristezza!!!

  4. Dan says:

    L’Emilia dei terremotati porrà le basi di una nuova Predappio ed un nuovo fascismo.
    Questa è gente che lavora, che si è sempre spaccata la schiena e non accetterà di restare nei container per i prossimi 10, 15, addirittura 30 anni così che tutti, dai politicucci locali, ai ladri romani, passando per i mafiosi del sud espatriati ai Caraibi possano mangiare indisturbati.
    Questa gente tra non molto esploderà e darà il giro a tutto perchè se nella prima metà del secolo scorso un maestro elementare nel giro di un paio d’anni ha potuto tirare su città laddove c’erano paludi, adesso si può e si deve fare molto di più: chi porrà paletti, limiti e blocchi finalizzati alla bustarella facile finirà molto male.

  5. Michele Gandolfi says:

    Ti aggiungo che a Modena la questura ha finora fatto una guerra senza quartiere cono Anpana, che in abruzzo, avendo guardie giurate volontarie con porto d’armi, avevano fatto attività antisciacallaggio.
    A Modena hanno negato i porti d’arma e vietato i servizi di sicurezza sussidiaria, minacciando denuncie e ripicche.

    Il 5 di Luglio ci sarà una udienza al Tar di Bologna su questa vicenda, intantogli operatori sono bloccati!

    Il tutto deciso da Questori e Prefetti dai loro comodi uffici !

    • Stefano Nobile says:

      Questori e Prefetti da portare in piazza.
      Alla gogna, schifosi!
      E’ che lo Stato, pur essendo incapace a contrastare i criminali, pretende di fare lui.
      Il problema è che, così facendo, i criminali li aiuta.
      A scapito delle persone oneste.
      E’ la solita storia, i criminali premiati, gli onesti condannati.
      Che Stato di merda.

  6. luigi bandiera says:

    LO STATO NON CI SERVE E QUINDI VA ABOLITO..!!

    E’ SOLO UN COSTO…!!

    Ma si sa: briganti, rapinatori e mantenuti si sono istituzionalizzati..!

    SVOBODA

  7. Diego Tagliabue says:

    Fino a quando esisterà FallItaGlia!

  8. Giacomo says:

    Fintanto che questo miserabile popolo di servi acquiescenti non ritroverà un briciolo di dignità e di capacità di odiare i propri aguzzini.

    • Luca says:

      Ora che l’Italia è ai quarti di finale le possibilità che ciò avvenga si assottigliano. A questo punto speriamo nella Germania: se per disgrazia l’Italia vincesse gli europei, possiamo star certi che il popolo bue sprofonderebbe sempre più in basso senza reagire minimamente. Anzi, lo farebbe sorridendo e canticchiando l’inno di Mameli…

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