Terra Insubre, i 20 anni della rivista che indaga i percorsi della nostra identità

 

Terra Insubre rivistaNata vent’anni anni fa come bollettino associativo dell’omonimo sodalizio culturale che l’ha tenuta a battesimo, la rivista varesina “Terra Insubre”, di cui è fresco di stampa il quarto e ultimo dell’anno appena trascorso, (presentato ieri sera alla stampa al Circolo “Ra Ca’ dur Barlich” di Varese, ha fatto tantissima strada, segnando più generazioni.
Giunta a 20 anni di vita, è cresciuta infatti negli anni arricchendosi in itinere della collaborazione di importanti studiosi universitari e di specialisti del settore. L’attenzione al genius loci fa sì che ampio spazio vi sia dedicato allo studio della storia e dell’archeologia dando conto dell’apporto determinante delle popolazioni celtiche e germaniche nella codificazione dell’identità profonda dell’Insubria, come pure delle gloriose vestigia dei Visconti e degli Sforza alle cui vicende si lega la storia del Ducato di Milano, i quali per secoli codificarono il nome di Insubria e Insubri per richiamare le avite origini e rispettivamente definire i loro domini e i loro sudditi.

È altrettanto vero che non di sola filologia può nutrirsi l’identità. Il che spiega le numerose e fortunate incursioni corsare nel mondo della letteratura, alla riscoperta delle intelligenze scomode del Novecento (Prezzolini, Malaparte, Pound, solo per fare alcuni nomi), come pure l’attenzione dedicata al dibattito sul federalismo, con un occhio rivolto alle questioni internazionali e, in modo particolare, alla sorte negletta di quelle piccole patrie carnali rimaste imbrigliate nella rigida logica degli imperialismi espansivi contrapposti, stigma di quel lunghissimo secolo breve che ci siamo appena lasciati alle spalle.

Dall’Irlanda ai Paesi Baschi, dalle Fiandre alla Scozia, passando per il Tirolo e le Repubbliche baltiche, “Terra Insubre” indaga, con un approccio mai banale e sempre contro corrente, che rifugge i condizionamenti imposti dalla cultura dominante, i tortuosi percorsi lungo i quali hanno preso forma, nel tempo, le geografie variabili dell’Europa. E poi ancora, musica, arte, fumetti, tradizioni e folklore e, importantissima, la lingua locale: tutto quanto concorre a definire i contorni di una regione storica, l’Insubria, che è anche e soprattutto una dimora dello spirito.

Tuttavia la rivista non disdegna affatto sconfinamenti verso i territori vicini, oppure verso le regioni europee per le quali si nutrono particolari legami storico-culturali. A cavallo tra cosmopolitismo e localismo, tradizione e modernità, “Terra Insubre” è una pubblicazione dal taglio particolarissimo e unico, una voce piccola ma autorevole di quella che Alain de Benoist, suo collaboratore, ha definito “cultura differenzialista”, che si è guadagnata a buon diritto l’attenzione della stampa nazionale.

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