TEMI AMBIENTALI NELLA MANOVRA “SALVA-ITALIA”

di REDAZIONE

Nella cosiddetta manovra “Salva Italia” sono state inserite alcune norme attinenti le questioni ambientali. Eccole in sintesi:

– Tutela degli animali: A questo capitolo sono da ascrivere l’adeguamento alle normative europee 74/1999 e 1007/2011. Il primo, volto a tutelare le galline, imporrà ad ogni allevatore di garantire ad ogni esemplare uno spazio minimo di 75 centimetri quadrati. Il secondo, invece, consentirà ai produttori di abbigliamento realizzato interamente con fibre vegetali di apporre su ogni capo venduto il prestigioso marchio di certificazione europea Fur Free.

– Risparmio energetico: Entro la fine di settembre 2012 dovrà cessare ogni attività di vendita o di produzione delle lampadine ad incandescenza di potenza compresa tra 25 e 45 watt.

– Certificazione energetica: Come già previsto, a norma di legge, per il rogito, l’obbligatorietà della comunicazione della certificazione energetica riguardante l’appartamento o l’abitazione venduta (oppure ancora affittata nel caso in cui lo stabile si trovi in Lombardia) è estesa ad ogni sorta di annuncio immobiliare. La succitata certificazione, sebbene con metodologie ed obiettivi differenti, si estende anche agli pneumatici che, in parole povere, dovranno riportare sulla spalla la fascia energetica di appartenenza.

– Riqualificazione energetica: Come già avvenuto per la cosiddetta detrazione 36 anche la detrazione 55, a partire da gennaio 2013, diverrà strutturale e riguarderà anche e soprattutto le pompe di calore installate in sostituzione dei dispendiosi scaldabagni elettrici. Attenzione, però, alle modifiche previste dalla manovra. Se, infatti, sino a fine dicembre 2012 si potrà usufruire di una detrazione pari al 55% dell’importo sostenuto per un periodo complessivo pari a 5 anni, dal 1° gennaio 2013 si potrà usufruire di una detrazione minore, pari al 36%, ma per un periodo di tempo esteso sino a 10 anni.

– Raccolta differenziata: Entro e non oltre il 31 dicembre 2012 ogni comune italiano dovrà raggiungere l’ambizioso obiettivo di una raccolta differenziata pari al 60% dei rifiuti totali. Si potrà chiedere una deroga a quanto stabilito solamente nel caso in cui, raggiunto l’obiettivo primario, non si riesca a raggiungere l’obiettivo ottimale (raccolta differenziata pari al 65% del totale). In caso contrario il comune poco virtuoso verrà sanzionato e sottoposto al controllo di un commissario scelto dalla Regione di appartenenza.

FONTE: politikos.it

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

3 Comments

  1. Matteo says:

    Sarebbe anche ora di finire con i sussidi pubblici ad inceneritori di rifiuti soldi e biomasse (solo in Italia si chiamano "termovalorizzatori" parola inventata dagli uffici marketing dell'allora A2A Brescia che ha il piu' grande inceneritore del mondo). Senza sussidi pubblici, come citava già il Wall Street Journal l'incenerimento rimane i metodo piu' costoso (oltre che inquinante con costi sanitari correlati) dei rifiuti. Esistono alternative per il residuo post differenziata (da effettura con la raccolta domiciliare porta a prota e tariffa puntuale con microchip: piu' riciclo meno pago). Meno costose (quindi meno spesa pubblica) – Trattamento meccanico biologico insieme a metodi di estrusione e selezione meccanica.

    La parte organica va invece sottoposta a compostaggio.

    Il futuro si chiama Rifiuti Zero. Andare a fare un giro in California. O in Italia nei tanti comuni che già applicano e sono oltre a 80% di differenziata porta a porta e creano posti di lavoro così.

  2. luigi bandiera says:

    – Risparmio energetico:

    su questo tema serve solo dire: SPEGNAMO LE LUCI DELLA ILLUMINAZIONE PUBBLICA.

    Ci sono aree SUPER ILLUMINATE e INUTILMENTE..!

    Luci comunali, provinciali, regionali e private… io non so fare i conti, ma questi sono dei veri SPREAD. No, cavolo, ho sbagliato a scrivere. Intendevo sprechi.

    Ma si fa come con le tasse o pizzo di stato: invece di tagliare i FILI si aumentano le tariffe. Per ridurre i consumi, dicono i super proff e affini.

    siamo sulla strada sbagliata.

    Il nocchiere non sa la rotta.

    Soccomberemo..!

    Cordiali saluti

    LB

  3. luigi bandiera says:

    – Tutela degli animali:

    Se vale davvero io vorrei essere paragonato ad un animale. Cioe', vorrei avere gli stessi diritti, no..?

    Io amo da sempre gli animali, pero' non esageriamo. Per esempio: e' giusto che i gatti dei vicini siano tanto premurosi col mio giardino tanto che lo concimano tutti i giorni..?? Direi che lo hanno scambiato per il loro CESSO.

    Cesso sara' un termine troppo duretto, ma non posso scrivere bagno. Ho dei nipoti che d'estate ci potrebbero giocare, sul mio prato. Non lo possono fare e grazie ai gatti dei vicini, sicuramente amanti dei gatti, e degli animali in genere ma non delle loro kacche e dei loro vicini. Vi sembra giusto..??

    Avevo cani e da trenta anni… pastori tedeschi. Io li ho curati fino alla loro fine. Li ho, pero', educati a far i loro bisogni in posti prestabiliti. Diciamo che avevano il loro cesso. Il resto era pulito. Quindi il giardino era abitabile da noi umani e proprietari dell'area. Ma adesso non piu'.

    I gatti hanno lo spirito libero e non hanno recinti… sapete che bello se potessimo avere lo stesso DIRITTO..??

    Ecco perche' inizialmente ho scritto che vorrei essere pari a loro: potrei andare dove voglio… a fare i miei bisogni. Proprio come fanno i loro gatti e guai a toccarli..!

    Speriamo che facciano una legge per far si che chi sporca pulisce. Direi: con la lingua…

    Scusate il senso del discorso ma trattando di animali, e' giusto trattare anche i loro bisogni. O no..??

    Cordiali saluti.

    LB

Leave a Comment