Tedesco, Grande Nord: noi, ambulanti padani, massacrati da tasse e abusivi. E i politici stanno a guardare

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di BARBARA TEDESCO – Questo progetto ha avuto inizio casualmente dopo una mia lettura su Facebook di un articolo di giornale sul neo-sindaco di Codogno, che aveva iniziato a intraprendere un’attività di controllo della realtà degli ambulanti nel mercato locale settimanale.

In quell’occasione mi sentii in dovere di esprimere il mio parere facendogli pervenire una breve relazione, per denunciare quanto da me personalmente vissuto e sperimentato quotidianamente nello svolgimento della mia attività di fiorista ambulante in diversi mercati lombardi da circa 30 anni.

A chi oggi si interroga sulla nostra identità, io rispondo che siamo ormai, la maggior parte di noi, rassegnata e delusa da anni di totale indifferenza da parte delle istituzioni, una categoria di imprese prettamente familiari, piccoli esercizi commerciali su gomma, che ha dovuto fare molteplici sacrifici per non fallire, lottando quotidianamente, soprattutto negli ultimi anni, per affrontare i seguenti problemi:

  • La tassa di occupazione suolo pubblico è divenuta sempre più onerosa, causando già difficoltà nel rispettare le scadenze dei pagamenti. Se, oltretutto, siamo costretti a dover pagare in ritardo, già il giorno successivo alla scadenza vengono applicate dai Comuni sanzioni e interessi usurai del 30%. Per fare in modo che chi comunque con difficoltà vuole pagare e rispettare le regole, sarebbe opportuno permettere di poter rateizzare gli importi senza applicare maggiorazioni insostenibili.
  • Gli organi di controllo e, nello specifico, i vigili urbani, addetti alla vigilanza, mostrano una sempre maggiore impreparazione riguardo al rispetto delle regole e le normative vigenti in materia di ambulanti e contribuiscono di conseguenza a favoreggiare l’abusivismo e il degrado. Difatti, quando viene segnalata loro una irregolarità, per eccessivo permissivismo, si mostrano comunque acquiescenti esclusivamente nei confronti degli ambulanti stranieri.
  • La liberalizzazione delle licenze ha portato al libero accesso nel mercato di individui di non chiara provenienza e senza fissa dimora, senza alcuna qualifica professionale abilitante, che utilizzano fotocopie falsificate di licenze altrui, eludendo qualsivoglia forma di legalità nell’esercizio dell’attività. Ad esempio molti non rispettano la segnaletica che delimita l’occupazione del suolo a loro riservato, eludono spesso il fisco, non disponendo neppure della documentazione fiscale obbligatoria per legge.
  • La vendita di merce usata è un fenomeno che si sta propagando sempre più nei mercati a danno di chi opera nel settore abbigliamento, chiaramente a prezzi irrisori, senza etichettatura alcuna e soprattutto senza alcun cartello su cui venga specificato che si tratta di merce usata. Inoltre, nella maggior parte dei casi, non vi è certificazione che sia stato effettuato un trattamento di igienizzazione.
  • Il settore alimentare è pesantemente penalizzato dalla presenza di banchi di marocchini ed egiziani che vendono soprattutto la frutta e la verdura di scarsa qualità a prezzi ridicoli, danneggiando chi lavora seriamente, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie di conservazione degli alimenti. Personalmente ho riscontrato che tali banchi alimentari a me vicini nei mercati non sono mai soggetti a controlli di nessun genere, mettendo comunque a rischio la salute dei clienti.
  • Gli accattoni e gli zingari sono una presenza costante nei mercati e vengono allontanati solo se viene da noi segnalato al comando dei vigili, altrimenti vengono lasciati liberamente girovagare nei mercati, incutendo disagio e paura ai frequentatori del mercato, che per questo motivo sono sempre meno numerosi.

Aggiungo infine che sarebbe opportuno ripristinare la settorialità delle merci dei mercati -facoltà dei Comuni- eliminando così una parte di abusivi (perché la precedenza sarebbe così data agli ambulanti storici) e reintroducendo la varietà di merci, creando così mercati ordinati e selezionati.
I suddetti argomenti sarebbero facilmente risolvibili, se solo venissero realmente applicate e rispettate le leggi già vigenti. Di seguito elenco brevemente le soluzioni ai problemi:

  • Reintroduzione ex R.E.C
  • Obbligo di corsi di lingua italiana per stranieri
  • Controlli tassativi sulle licenze e verifica della originalità delle stesse
  • Controlli su merce usata
  • Controlli fiscali
  • Revisione sulla tassa occupazione suolo pubblico
  • Controllo H.A.C.C.P. per chi vende prodotti alimentari esteso ai dipendenti
  • Sistemazione di piazze e strade dove operiamo e servizi igienici

 

 

Dopo aver indagato ulteriormente sulla situazione degli ambulanti, sono venuta a conoscenza di episodi di illegalità pressoché assurdi, di cui segue un elenco:

 

E’ vero o non è vero che alcune associazioni di categoria avrebbero rilasciato la Carta di Esercizio (documento in cui si attesta la regolarità dei pagamenti alla P.A. degli esercenti) a un extra-comunitario che non possiede nemmeno il permesso di soggiorno? Se sì, questo comporterebbe  3 illeciti: da parte dell’Associazione di categoria in primis, da parte dell’Ammistrazione comunale che avrebbe rilasciato una concessione a un clandestino, perché sprovvisto di permesso di soggiorno, e quindi senza residenza, in terzo luogo, non meno importante, se il suddetto avesse acquistato la licenza, anche da parte del Notaio sarebbe stato commesso un illecito.

Domanda: le Associazioni di categoria proteggono i propri associati, difendendoli da infiltrazioni illecite di persone senza i pre-requisiti, oppure pensano a far cassa e aumentare il numero di iscritti incondizionatamente?

E’ vero o non è vero che una associazione nazionale di volontariato caritatevole a Varedo  avrebbe elargito Euro 20.000,00 alle casse dello stesso Comune per pagare le tasse di occupazione suolo pubblico unicamente per gli ambulanti extra-comunitari che operano al mercato?

E’ vero o non è vero che un ambulante extra- comunitario diArosio (CO), ma operante al mercato di Cantù (CO) sarebbe andato in Comune a chiedere un sostegno, ottenendo il pagamento della tassa di occupazione suolo pubblico da parte del Comune di Cantù dal 2014 a tutt’oggi?

 

Queste e altre domande pesano su un settore che paga per tutti.

 

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