Teatro Regio di Parma, da Pizzarotti ora si attende un “do di petto”

di TONTOLO

Tempi duri per il neo sindaco di Parma, il grillino superstar Federico Pizzarotti, alle prese con il buco di bilancio da un miliardo di euro e beghe varie. Adesso si aggiunge anche la querelle intorno a una delle istituzioni più prestigiose della città, il Teatro Regio. Mi litimito a riportarvi la cronaca di quanto accade:

“Nuovi rinvii sulla vicenda del teatro Regio di Parma, da ieri privo di soprintendente. Nessuna novita’ dalle risposte fornite oggi durante la conferenza stampa del martedi’ dal sindaco Federico Pizzarotti e dall’assessore alla Cultura Laura Ferraris sul destino della struttura che a ottobre inaugura il festival piu’ atteso dai melomani dedicato a Giuseppe Verdi. L’appuntamento designato come decisivo dal sindaco Pizzarotti e’ la riunione del prossimo cda che, dice, si terra’ “la prossima settimana”. Un primo slittamento dunque per la riunione, inizialmente fissata per giovedi’ (in concomitanza anche con giunta e Consiglio comunale). Sul tavolo della dirigenza della Fondazione anche la nomina dei nuovi vertici del teatro che, secondo il nuovo statuto del Regio varato dal commissario Mario Ciclosi, prevede due figure distinte tra soprintendente (con ruoli manageriali e amministrativi) e direttore artistico (deputato ai cartelloni culturali). Su questo punto pero’, proprio dal primo cittadino, arriva una doccia fredda: “In quella sede- nel cda- valuteremo se proseguire nel bando promosso dalla gestione commissariale sul soprintendente, o cambiare strategia, o optare per una soluzione ponte”. Le idee insomma non sembrano chiarissime, ma l’indeterminatezza, aggiunge l’assessore Ferraris, si giustifica cosi’: “Vogliamo che la Fondazione sia un istituto corale e arrivare a scelte condivise”.

Un secondo pasticcio arriva sul nome del nuovo soprintendente. Il commissario Ciclosi ha messo una croce sul nome del contestatissimo Mauro Meli a cui ha dato un “preavviso di sfratto” il 4 maggio scorso, comunicandogli la scadenza del suo contratto al 30 giugno. Ma il soprintendente uscente, difeso dall’assessore Ferraris per la sua “altissima professionalita’”, potrebbe rientrare dalla finestra dopo essere uscito dalla porta. C’e’ infatti anche il suo nome tra quello dei 34 partecipanti al bando del Comune per la prossima amministrazione del teatro Regio. Per il momento, dice l’assessore Ferraris, “la gestione ordinaria e’ normalmente amministrata dallo staff in essere”. Buio completo invece sui due membri di nomina comunale nel cda della Fondazione del teatro, che Pizzarotti dovrebbe nominare e presentare giovedi’ in Consiglio comunale. “Se fosse vivo potreste chiedere al polpo Paul”, ironizza il primo cittadino. Infine il buco di bilancio del teatro, che e’ stato certificato da Ciclosi in circa 5 milioni, ma secondo l’assessore Ferraris i numeri “vanno interpretati”, e la questione dei 18 precari storici. Su quest’ultimo punto, facendo leva sulle ferie anticipate dei dipendenti- che di solito venivano loro pagate alla scadenza del contratto annuale- Ciclosi ha previsto di reperire circa 100 mila euro di liquidi, con cui avviare la stabilizzazione di una decina di dipendenti. La nuova amministrazione pare intenzionata a seguire la tabella di marcia. Per saperne di piu’ pero’ domani Cgil, Cisl e Uil hanno indetto una assemblea sindacale dei lavoratori del Regio, chiedendo un nuovo confronto con il Comune”.

Morale: nessun pregiudizio, ma ora siamo alla prova dei fatti concreti, e quali fatti, anche per le new entry volate fin qui sulle ali dell’entusiasmo del Movimento 5 Stelle, e l’esame sarà durissimo. Auguri!

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