Tea-party Veneto: “Adesso basta pagare. Tagliare lo Stato”

di REDAZIONE

Mercoledi 18 dicembre, a Lonigo (Vi) i Tea Party Veneti e molti loro aderenti spiegheranno metodi e tempi con cui “iniziare a tagliare le entrate dello stato alla fonte. Una protesta che presto diventerà virale e destinata a propagarsi ben oltre i confini del Veneto”.

Dice Carlo Sandrin, coordinatore del movimento in Veneto “rispettiamo chi decide di bloccare il traffico alle rotonde ma per quel che ci riguarda e’ arrivato il tempo di colpire lo stato proprio alla fonte della causa del disastro. Se nessun governo e’ stato in grado di tagliare la spesa pubblica allora cominciamo noi a tagliare seriamente le entrate dello stato che finanziano per lo più corruzione, clientelismo, parentele e sprechi – annuncia – Inizeremo una campagna di stimolo alla piccola evasione ed elusione ma diffusa e capillare, impossibile da individuare, perché il vero parassita e’ lo stato!”.

“Oggi la spesa pubblica sfiora gli 850.000.000.000 di Euro (55% del Pil) all’anno e nonostante una pressione fiscale tra le prime al mondo le entrate fiscali ancora non bastano a coprire le uscite. – stigmatizza Sandrin – I Tea Party dicono che 400.000.000.000 di Euro di spesa pubblica bastano ed avanzano ad uno stato libero efficiente e meritocratico, ecco perché la ‘disobbedienza fiscale’ non e’ un crimine ma una dieta della quale beneficeranno tutti gli individui di buona volontà. Vogliono i nostri soldi? Che vengano a prenderseli… che la rivoluzione abbia inizio”.

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9 Comments

  1. Quarto says:

    questa lettera viene spedita a tutte le associazioni di categoria,
    Quarto Giuseppe
    http://www.liberidiscegliere.org

    Mi rivolgo a voi uomini del fare, a tutti quelli che non vogliono più subire in silenzio i soprusi, i divieti inutili e la tassazione vessatoria che questo Stato quotidianamente ci obbliga a subire. Lo Stato e la politica devono essere al servizio dei cittadini e derivare da essi la loro legittimazione.
    Al contrario, oggi, siamo sudditi di politicanti e burocrati che vivono come parassiti sulle spalle dei ceti produttori.
    Che libertà abbiamo quando ci portano via quasi il 70% del nostro guadagno?
    Come possiamo investire nelle aziende se i nostri sacrifici e i nostri utili servono solo a stipendiare con cifre fuori da ogni logica di mercato burocrati nullafacenti che oltre a derubarci del nostro lavoro ci rendono difficoltoso anche pagare.
    Cari amici, da Amato che nel 1992 ci rubò di notte come un ladro il 6 per mille dai nostri conti correnti a Prodi che con la tassa per L’Europa ci tolse nel 96 4.700 miliardi di lire no c’e mai fine ad uno stato incapace di frenare la sua spesa e le sue ruberie.
    Gli uomini liberi devono alzare la testa e non accettare le intimidazioni di uno Stato che, se non frenato nella sua invadenza nella vita privata, può portarci entro una società totalitaria anche senza che noi ce n’accorgiamo completamente.
    . L’Italia è ormai afflitta da una malattia cronica, oppressa da una burocrazia parassitaria che la corrode in ogni sua fibra e spreme oltre misura i propri ceti produttivi, incapace di fare un passo indietro per dare alla nostra economia una nuova spinta capace di avvicinarla alle società più progredite dell’Europa.
    Cari amici dobbiamo dire basta:
    Basta a stipendi faraonici
    Basta alle pensioni d’oro, la pensione deve assicurare una vecchiaia tranquilla, non una vecchiaia da ricchi.
    La barzelletta che non si possono toccare diritti aquisiti cozza contro il diritto acquisito di ogni lavoratore si mantenere dignitosamente la propria famiglia senza essere derubato da briganti legalizzati da leggi infami che loro stessi anno promulgato.
    Gli stipendi e le pensioni le stabilisce chi le paga non chi le riceve, e se non sono soddisfatti si cerchino un imprenditore privato che creda nelle loro capacità di meritare stipendi faraonici.

    Cari amici, il tempo stringe, malgrado ci derubino oltre il limite della sopportazione, il debito pubblico aumenta di 200 milioni al giorno.
    Se questi signori non vengono fermati chi troveremo di nuovo con le loro mani nei nostri conti correnti.
    E ora che le associazioni di imprenditori, industriali, commercianti, artigiani e professionisti,
    Proclamino gli stati generali del lavoro, e votino una risoluzione con le seguenti determinazioni.
    Ridurre le spese dello stato:
    Per i dipendenti pubblici un solo stipendio con un massimo di 3.500 euro mensili.
    Pensioni: una sola con massimo 3.500 euro mensili.
    Enti pubblici: chiusura o accorpamento o vendita eliminando migliaia di consigli di amministrazioni.
    Modifica sostanziale dello statuto (del lazzarone) del lavoratore
    Queste regole valgono per qualunque fondazione ente o società che fruisce di finanziamento pubblico.
    Con circa cento miliardi all’anno di risparmio si ottiene:
    Tassazione massima del 20% per le aziende. (E la tassazzione inglese per le aziende medie)
    Tassazione massima del 15% sui dipendenti.

    Bisogna fare presto, le manifestazioni di questi giorni sono un brutto anticipo di quello che potrà avvenire se non verrà posto fine a questo stato confusionale della politica incompetente per la maggior parte se non ignorante e mancante del più elementare buon senso.

    Cordialmente
    Giuseppe Quarto
    Club L’Imprenditore
    Brescia
    Tel 335 282794
    http://www.liberidiscegliere.org
    http://www.ilbastone.org

    Se questa lettera trova la sua approvazione la faccia girare tra i suoi amici
    Grazie

    In ottemperanza al Decreto legislativo n.196 del 30 giugno 2003 ” Codice in materia di protezione dei dati personali”, precisiamo che le informazioni contenute in questo messaggio e nei suoi eventuali allegati, sono strettamente riservate e per uso esclusivo del/dei destinatario/i .E’ pertanto vietata la copia, la diffusione e la rivelazione anche parziale dei dati in esso contenuti alle persone non autorizzate dal medesimo.

    Per politica privacy consultare il sotto indicato sito
    http://192.168.1.3/politicaprivacy02.htm

    • Caro Quarto, le sue idee le applicheremo quando Brescia sarà indipendente.
      Lei pensa seriamente che i dipendenti pubblici italiani, la classe parassita, farebbero mai passare tali proposte?
      INDIPENDENZA DALL’ITALIA unico credo.

    • Albert Nextein says:

      Sempre premesso che per il principio quinto chi si tiene i soldi in tasca ha vinto, ricordo che il programma elettorale di “Forzaevasori” contiene ,riguardo alla tassazione, indicazioni eccellenti.
      Dacci un’occhiata.

  2. Giorgio da Casteo says:

    anche il mio ! ma a Lonigo dove vi riunite e a che ora ?

  3. Io consiglio ai Tea party di cambiare nome e simbolo, questo scimmiottamento provinciale del logo di realtà oltreoceano mi dà veramente sui nervi.

  4. Comitato Ultimi Veri Venexiani says:

    Più che tagliare questo stato, diremmo SMONTARLO !!!!
    INDIPENDENZA DEL POPOLO VENETO È IL FUTURO

  5. Barbara Vr says:

    Magari aver boicottato le scadenze di oggi…
    IMU…TARES…IVA…CONTRIBUTI… Solo oggi…

    • pierino says:

      il mio imu è ancora da pagare

      • FrancescoL says:

        anche la mia e lo sarà per un mese. Il problema è che lo stato italiano non taglierà mai e poi mai la spesa nemmeno di fronte ad un fallimento. Le clientele sono troppo forti, bene lo sciopero fiscale ma attenzione che ce lo faranno pagare con altre patrimoniali (oltre IMU) tipo Cipro.

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