TE PAREVA, IMPOSSIBILE RIDURRE GLI STIPENDI ALLA CASTA

di REDAZIONE

La Commissione Giovannini sulle retribuzioni di parlamentari e amministratori pubblici rimette il proprio mandato al governo. Nel giorno della pubblicazione del suo rapporto, spiega che “i vincoli della legge, l’eterogeneità delle situazioni e le difficoltà nella raccolta dati non hanno consentito di produrre i risultati attesi”. “Nonostante l’intenso lavoro svolto nei mesi scorsi, i vincoli posti dalla legge, l’eterogeneità delle situazioni riscontrate negli altri Paesi e le difficoltà incontrate nella raccolta dei dati non hanno consentito alla Commissione di produrre i risultati attesi”, si legge nel comunicato stampa che accompagna la pubblicazione del rapporto finale della commissione Giovannini, riferito al 2011.
A pochi minuti dalla diffusione del comunicato Palazzo Chigi ha fatto sapere che “proseguirà la propria azione nell’obiettivo di giungere ad una razionalizzazione dei trattamenti retributivi in carico alle amministrazioni pubbliche”. “Il governo – si legge nella nota – è consapevole della necessità di completare nel più breve tempo possibile il percorso avviato nel luglio 2011 e proseguito con l’attuazione delle norme contenute nel decreto Salva Italia per il contenimento delle retribuzioni dell’alta dirigenza nei limiti del tetto previsto”.
Nella nota diffusa dalla Commissione Giovannini si legge che “solo in nove casi su 30 è possibile stabilire una buona corrispondenza tra le istituzioni e gli enti italiani” da esaminare (dalle Camere alle authority, dalla Corte costituzionale agli enti locali) “e quelle di tutti e sei i Paesi” europei scelti per il raffronto. Inoltre “per nessuno dei nove enti in cui si è trovata una corrispondenza è stato possibile acquisire, per tutti e sei i Paesi i dati necessari, né dati con la precisione richiesta, né comunque dati ragionevolmente affidabili sotto il profilo statistico”.
“Nessun provvedimento – si legge ancora – può essere assunto dalla Commissione per i fini previsti dalla legge”. La normativa prevedeva infatti di individuare un livello retributivo europeo, da porre come limite massimo agli stipendi italiani in organi ed enti dello Stato. Ma ciò, alla luce del lavoro effettuato dai professori della commissione presieduta da Enrico Giovannini, non si è rivelato possibile. “Alla luce dell’esperienza maturata e delle evidenti difficoltà incontrate nello svolgimento dei propri lavori, anche a causa della formulazione della normativa vigente, la commissione ritiene dunque doveroso rimettere il mandato ricevuto. Il presidente della commissione, indicato dalla legge nel presidente dell’Istat, rimane necessariamente in carica. Qualora il governo ritenesse che la commissione debba proseguire nei suoi lavori, lo si invita ad esprimere tempestivamente il proprio orientamento, anche procedendo ad una nuova nomina dei suoi membri”.
Conclusione: secondo il presidente Giovannini, di fatto, per ora, risulta impossibile ridurre gli stipendi alla Casta. Ottimo lavoro, presidente.

FONTE ORIGINALE: isegretidella casta.blogspot.it

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11 Comments

  1. Marco says:

    I gloriosi esponenti dello stato italico riescono a essere retorici e ridicoli anche in comunicati come questo. ..
    “Nonostante l’intenso lavoro svolto nei mesi scorsi…”.

    Intenso lavoro? Lavoro? Parole forti per questa commissione formata da un gruppo di esperti guidati dal romanissmo presidente dell’Istat!

  2. gigi ragagnin says:

    hai capito bene …

  3. Marco says:

    Gli stipendi dei parlamentari e sottocategorie sono come tutti i costi della politica e cioè sproporzionatamente alti e causano anno dopo anno un buco di miliardi di euro che non si riesce a risanare…questo credo che sia ormai evidente a tutti!! Il problema gravissimo che si è creato rimane tutt’ora l’interesse della funzione del politico che si è spostato egoisticamente verso i più ricchi e benestanti, (essendo ormai diventato anche lui ricco e privilegiato con il furto legalizzato dei nostri soldi pubblici). La politica attuale non ci rappresenta più, non rappresenta più il popolo, ma rappresenta esplicitamente LA CASTA, IL RICCO, LE LOBBI, LE BANCHE….NOI POPOLO COMUNE, LAVORATORI E IMPRESE, SIAMO DIVENTATI PER LORO SOLO LO STRUMENTO CHE GLI DEVE GARANTIRE TUTTO IL BENESSERE POSSIBILE ANCHE SE E’ A DISCAPITO DEL CITTADINO STESSO…..RIMANGO DELL’IDEA CHE TUTTI I NOSTRI POLITICI DEVONO PERCEPIRE 2500-3000 EURO MENSILI CON RIMBORSO SPESE ALLA PRESENTAZIONE DELLO SCONTRINO O FATTURA (I QUALI DOVRANNO ESSERE VERIFICATI ED APPROVATI) OPPURE, ANCHE CON LA FORZA SE NECESSARIO DOBBIAMO MANDARLI TUTTI A CASA.

  4. Lucafly says:

    Bene vuol dire che il governo in carica è una Ciofeca.
    Se qualcuno vuole indire un referendum per dimezzare i parlamentari io sono disponibile a collaborare ( nel mio piccolo sintende)
    Altrimenti non ci rimane che aspettare l’apertura della Caccia al parlamentare….il fine giustifica i mezzi
    amen

  5. michele d. says:

    Sinceramente me me ne frega altamente dei sardapaleschi stipendi dei parlamentari e delle loro pnsioni d’oro dato che, alla fine, sono un costo trascurabile per lo Stato e cioè tutti noi. Quello che conta sono i costi della politica in generale e cioè migliaia di amministratori pubblici con una affamatissima corte di centinaia di migliaia di figli, fratelli,sorelle, cugini ed ” amici” ( generalmente abbastanza incapaci altrimenti lavorerebbero)da sistemare con posti nelle municipalizzate, consulenze e posti di vario genere. Un vero e proprio parassitismo di stato che ci costa miliardi di euro

    • dante says:

      Ottimo principio.Siccome è un costo trascurabile non ha importanza. Se ognuno di voi mi dasse 5 Euro, cioè una cifra trascurabilissima io sarei felicemente milionario senza nuocere a nessuno. E siccome la cifra è da elemosina non avrei neanche bisogno di fare niente per ottnerla. 5 Euro insomma. Ma anche 3, 2, 1, se cinque sono tanti.
      Ed è per questo che tutti vogliono fare politica. C’è la fila ad ogni posizione di ministro, consigliere, sindaco ecc. ho sentito alla radio.
      Che siano pochi o tanti non importa. Uno in più o in meno a 1 Euro all’anno coosa incide ?

    • Dino says:

      Per me è giusto che anche gli stipendi dei politici sia ridimensionato. La contraddizione è che la maggoranza degli elettori sperava che lo stato risolvesse loro i Loro problemi. I politici ci hanno sistemato per le feste. L’amarezza è che non ci è possibile far pagare loro i danni arrecatici, a meno che Monti o i successori non legiferino in tal senso. Se un imprenditore non è razionale fallisce e paga per il suo comportamento.Loro con le innumerevoli e contradditorie leggi ci hanno solo complicato la vita lavorativa e non.

  6. Lorenzo says:

    Perchè invece il mio stipendio sono in grado di abbassarlo?
    Sta gente va linciata.

  7. Massimo says:

    Non c’è verso…in questo paese non esiste più un modo democratico per ristabilire una parvenza di equità!

  8. Borderline Keroro says:

    Quanto è costato questo documento di fondamentale irrilevanza?

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