Te lo do io l’islam moderato

di ALDO MOLTIFIORIcristianiislam

 

E’ dalla fine degli anni 90 del secolo scorso che il terrorismo perpetrato nel nome dell’Islam è in una continua escalation di  violenza e di morte. La sua distruzione di vite umane ci riporta alla terribile epidemia di peste del XIV secolo in Europa. Gli ultimi fatti, tragici e proprio pestiferi, di Parigi – contestuali con quelli ancor più mortiferi della Nigeria e di Pesawar in Pakistan –  tuttavia sembrano essere serviti, al di là della inevitabile, ma troppo teatrale, condanna  a lanciare proclami per assicurarci che questo devastante tsunami terrorista provocato dal maremoto “Radicale” piuttosto che “Jihadista” non ha niente a che fare con l’Islam “Reale”, il quale è per sua natura “Moderato”. E cosa ancora più grave questo refrain viene a piè sospinto sostenuto dalle tre maggiori Istituzioni che giocano un ruolo dominante  nel modellare l’attitudine mentale nel nostro Paese, come peraltro in gran parte del mondo cosiddetto occidentale. Mi riferisco al mondo Universitario, ai media informativi  (con la solita italica distorsione per la quale l’informazione deve essere prima di tutto formazione intellettuale) e naturalmente lo Stato attraverso le sue articolazioni da quelle burocratiche a quelle politiche. Tutti ricorderanno quella scellerata dichiarazione del Presidente americano Bush all’indomani della decapitazione(uso questo termine che mi sembra più appropriato rispetto all’abbattimento da aereo) di 3000 vittime delle torri gemelle, che solennemente proclamava “L’Islam è una religione di pace”.

Dove c’è la pace?

L’Islam “moderato” così prosegue questa, diciamo “narrativa pubblicitaria” è intrinsecamente libero da ogni “cattiva” proprietà. Ovvero, ciò che va condannato è un virus patologico (il terrorismo) che cerca di infettare il corpo sano di una grande Religione. E ancora, ci viene raccontato che esiste un Islam “Moderato” ed uno “Estremista”. Il primo (moderato) buono e vero abbracciato dalla grande maggioranza dei suoi praticanti. Il secondo (estremista) perverso e sacrilego praticato da una esigua minoranza, che di fatto ne vuole usurpare i principi.

Ma in realtà e alla fine cosa significano questi due aggettivi “moderato” ed “estremista” nel contesto dell’Islam? Possiamo affermare che essi siano alternative egualmente praticabili per comprendere l’Islam? Sono entrambi, teologicamente parlando, legittimi?  Questa ultima domanda è poi particolarmente importante in quanto l’Islam è il  primo e il più importante modo di vita politico organizzato e costruito intorno e sulle parole di una Deità (Allah) e del suo profeta (Maometto) – il cui significato e le cui implicazioni politiche non possono essere  comprese e quindi  considerate  dalle società laiche e con separazione dei poteri tipiche dell’Occidente.

L’estremismo da vocabolario

Dunque entrambi gli aggettivi “moderato” ed “estremista” hanno a che fare con la domanda di fondo alla quale occorre rispondere: In quale modo e/o con quale profondità la religione viene praticata nella vita privata ed in quella pubblica? Dal dizionario (Devoto o Zingarelli) prendiamo la definizione di “moderato” colui o cosa che “osserva ragionevoli limiti”, mentre per quella di “estremista” si ha “andare oltre superando i limiti di ciò che è ammesso”. In ultima analisi per l’estremista è una questione di fare troppo o troppo poco, ossia al di fuori dei limiti.

Il problema, comunque, è che l’Islam impone  un percorso di vita rigorosamente precettato e basato sugli insegnamenti del Korano e degli Hadiths – il primo contiene  il puro distillato delle sacre parole di Allah, mentre i secondi gli esempi (o sunna da cui sunniti) del suo profeta, anche noto come il più perfetto uomo. Per cui, proprio sulla base di queste due sorgenti primarie  e sugli insegnamenti normativi islamici, tutte le azioni umane debbono ricadere nell’ambito di cinque categorie: azioni proibite, azioni scoraggiate, azioni neutre, azioni raccomandate e azioni obbligatorie.

Moderazione sto cercando

In questo contesto, così predefinito e senza alcuna libertà di interpretazione cosa può intendere il credente musulmano come “moderante” ciò che la Deità ed il suo profeta hanno ordinato? A ciascun credente è dato di osservare i comandamenti dell’Islam o di ignorarli. Ogni di più od ogni di meno non è Islam – una parola che significa sottomissione alla Sharia, ossia alla legge di Allah. Dunque viene obbligato di chiedersi: cosa chiedono cosa impongono le parole ed i comandamenti di Allah e del suo profeta? In altre parole i cosiddetti radicali od estremisti esagerano, vanno cioè oltre i limiti di quanto stabilito ed ordinato dal Korano e dagli Hadiths, e per converso i cosiddetti moderati si limitano ad agire entro ragionevoli limiti – un eufemismo per non parlare di negligenza – quando si tratta di ottemperare ai loro comandamenti?

Occhio al sincretismo

Nelle nostre società, caratterizzate ormai da un elevatissimo gradi di laicità (per non dire di ateismo), nelle quali prevale la convinzione che le verità religiose siano molto flessibili o addirittura inesistenti e che tutte le interpretazioni con le relative esegesi siano egualmente valide (il famoso relativismo), la questione omnicomprensiva su “Cosa ordina, cosa comanda l’Islam” perde di importanza.

E’ per questo stolido e distruttivo relativismo che l’Occidente di oggi è incapace di comprendere l’Islam:

E, in questo desolante panorama di ignoranza culturale e servaggio politico l’Italia si distingue ancor più negativamente a causa di un impossibile sincretismo religioso predicato dalla Chiesa di Roma che offende Cristo  e lo stesso Islam.  Eppure i messaggi che L’Islam è uno solo e che di conseguenza non esiste un Islam moderato contrapposto ad uno radicale o se volete estremista, ci sono stati inviati numerosi e chiari. Molto recentemente, in occasione del tragico massacro di Westgate in Kenya, un alto esponente religioso di Moschea hadihiaratoche l’uccisone di quelle 67 persone “Il massacro di Westgate è pienamente  giustificato, dal Korano e dalla religione dell’Islam”. E lo stesso leader musulmano ha aggiunto “L’Islam radicale è una invenzione di quella gente che non crede nell’Islam, non esiste un islam radicale, non esiste un islam moderato, non esiste un Islam estremista. Islam è una religione che segue, rigorosamente segue, il Korano e la sunna.”  Questo preciso riferimento a chi non crede nell’Islam significa Occidente, dal momento che è proprio in Occidente che si è coniato l’ infelice quanto errato aggettivo di “RADICALE”. Con un pizzico di ironia  aggiungo che il laico (piuttosto ateo) Occidente, -il quale notoriamente relega la religione  nel fantasioso reame della esperienza individuale e quindi personale, –  si è sentito qualificato a decidere cosa sia radicale  piuttosto che moderato.

Un credo combattente

Facciamo un esempio: Allah ordina ai musulmani di “Combattete coloro tra la gente del libro (Cristiani ed Ebrei) che non credono in Allah. Combatteteli pure fino a che non abbiano pagato, uno ad uno, il tributo e che non si siano umiliati. (Korano 9-29).  Può un fedele musulmano  interpretare questa versetto della Sura 9 in modo differente o interpretativo rispetto a quanto così chiaramente e univocamente dichiarato dal Dio dell’Islam? Si provi a chiederlo ad un qualunque fedele musulmano. La risposta a quell’ordine di Allah ci è venuta chiara e purtroppo tragica per il destino dei cristiani ed ebrei del Medio  Oriente. Immediatamente alla morte di Maometto, nel VII secolo dell’era cristiana, i  successori di Maometto  hanno brutalmente seguito il comandamento di quel versetto e di quello di poco precedente (9-5) che cos’recita “ Omissis, ammazzate i fabbricatori di condivinità dovunque li troviate; catturate, assediate, fateli cadere nelle imboscate. Se si pentono, se pregano (Allah), se fanno elemosina, lasciateli liberi di andare per la loro strada,”. Si sono, infatti, lanciati nella prima conquista musulmana, che ha visto il massacro, o la umiliante forzata conversione di milioni di cristiani e di ebrei con la creazione del mondo musulmano. E una tale guerra santa (jihad) è proseguita su tutti i campi di battaglia, nello spazio fino a  Vienna e nel tempo fino alle soglie del XVIII secolo dell’era cristiana con l’assedio proprio di Vienna del 1683.

 

L’impero Ottomano, per esempio

L’Impero Ottomano nella sua massima estensione aveva fagocitato gran parte dell’Europa Orientale. Il comandante in capo dell’enorme esercito musulmano, Kara Mustafà, che si era posto all’assedio di Vienna mandò a dire agli assediati: Arrendetevi, se invece resistete, morte o spoliazione o schiavitù saranno il destino di voi tutti” Ricordo che se allora fosse caduta Vienna, tutta l’Europa, oggi,  sarebbe musulmana. Quella continua guerra è durata senza soluzione di continuità, fino a quando il ritorno delle grandi potenze cristiane con le loro conquiste scientifiche e tecnologiche hanno annichilito la potenza ottomana, facendo emergere in tutta la sua evidenza la povertà materiale e spirituale delle popolazioni SOTTOMESSE all’Islam. Quella breve e del tutto marginale parentesi chiamata “LE CROCIATE” tanto esacrata da una sciagurata pubblicistica relativista  fu peraltro originata solo dalla volontà di difendere i luoghi santi del Cristianesimo e dell’Ebraismo. In nessun caso, e mai  si trattò di una guerra all’Islam o al Califfato su cui si basava. I piccoli e modesti regni cristiani erano semplicemente degli avamposti a difesa di quei luoghi sacri alla fede cristiana.

 

Diffusione con le armi

L’autorevole Enciclopedia dell’Islam così recita alla voce jihad, o guerra santa,  “la diffusione dell’Islam con le armi è un dovere di ogni musulmano (omissis) il jihad deve continuare fino a quando il tutto mondo non sia sotto il governo dell’Islam. L’Islam deve essersi compiutamente realizzato in tutte le sue forme e strutture prima che la dottrina del jihad (la guerra santa per diffondere l’Islam) possa essere abbandonata. Un grande esperto di legge islamica e professore emerito di numerose università americane, Majid Khadduri (1909-2007) dopo aver definito il jihad uno strumento di guerra permanente, così ebbe a scrivere (omissis) jihad è considerato da tutti i giuristi, senza alcuna eccezione, come l’obbligo collettivo dell’intera collettività musulmana. A chi obietta che nel Bibbia sono contenute parole di violenza, basta ricordare che né Ebrei né Cristiani hanno mai professato una dottrina di conquista militare del mondo.

In breve, come è possibile per un Musulmano, che sia sottomesso agli insegnamenti di Allah, “moderare” (a proposito di Islam moderato)  i versetti come quelli contenuti nella sura 9-29? Come è possibile osservare limiti ragionevoli a fronte di ordini così chiari ed inequivocabili che chiedono di combattere e sottomettere i non-Musulmani?

Le risposte ambigue

Sulle ambigue, opportunistiche e variegate risposte che il mondo musulmano, ma in ogni caso insincere risposte, torneremo più avanti con altre riflessioni più attente alla storia.

Ci lasciamo con questa domanda rivolta dalla più grande delle potenze musulmane: L’Arabia Saudita” alla più grande delle potenze non musulmane: Gli Stati Uniti d’America, ovvero: Sottomettevi all’Islam pena la vostra morte e distruzione, se di Islam radicale si deve parlare. Mentre nel caso del cosiddetto Islam moderato la domanda potrebbe essere riformulata nel modo che segue: Sottomettevi all’Islam o dovrete pagare voi e tutte le generazioni future la tassa della schiavitù e vivere in ghetti separati dai musulmani e vestire in modo che tutti sappiano che siete infedeli.

 

Corrosivo relativismo

Dunque la libertà di scelta sarebbe tra la morte e la schiavitù perenne! Questa è l’unica differenza tra estremismo e moderazione! Ci si deve rendere conto che le nozioni di Moderazione e di Estremismo sono una dicotomia introdotta ed indotta dalla cultura secolare dell’Occidente, impossibile da applicare agli insegnamenti dell’Islam. Più in generale una dicotomia sconosciuta al resto del mondo che invece vive con valori e principi assoluti, i quali non possono essere confinati  entro  limiti di interpretazione più o meno ragionevole o moderante. Mi sembra piuttosto che questa dicotomia sia il frutto del dubbio esistenziale  che gli illuministi introdussero e che sciaguratamente ha condotto a quel corrosivo relativismo che tutto equipara e tutto rende privo di senso assoluto. In definitiva che rende tutto privo di essere difeso e quindi di essere vissuto!

 

 

 

 

 

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4 Comments

  1. luigi bandiera says:

    …e’ moderato perche’ ad oggi sono un numero ancora troppo basso.
    Quando arriveranno ad un certo numero o numerone chi vivra’ vedra’ se sara’ moderato o meno..!
    AUGURI

    • aldo moltifiori says:

      Grazie per il suo commento. Putroppo il numero o numerone che lei paventa è già nell’ordine delle cose di oggi. Nella sola zona UE vicono oltre 15 milioni di musulmani per la gran parte di orgine medioreintale, Pakistani inclusi, e della fascia sahariana che va dalll’Egitto al Marocco e della fascia subsahariana che va dal sudan fino alla Nigeria alla Mauritania, al Gabon, al Sahle. Un esercito sterminato come vede. Caro Luigi ci segua su questo tazebao parleremo prossimamwente della guerra, perche ormai si deve parlare di guerra, dichiarata dall’Islam all’Occidente. Altro che terrorismo di buona memoria comunista!

      • luigi bandiera says:

        VERISSIMO..!
        Probabilmente non sono ancora pronti per dare l’assalto alla “bastiglia” cioe’ all’occidente.
        Ne vedremo proprio delle belle dato che l’islam avvanza ogni giorno di un passo e noi andiamo avanti come i gamberi… grazie ai komunisti e ai miopi.
        .
        Dove sono quelli che dicono che non ci sono piu’..??
        Beh, questi, per capirla meglio vada in Grecia… e in sostanza in europa gia’ URKA (assomigliante l’ex URSS con l’aggravante che chi prendera’ in mano il potere sara’ con la mezza luna sulla bandiera).
        Lepanto e’ stato il primo atto, vediamo nel secondo atto come sara’ il finale..!
        Come i trojani finiremo MOLTO MALE perche’ abbiamo accolto il noto CAVALLO..!
        Ed io a scrivere: nell’Odissea vi e’ la chiave per avere la nostra liberta’. Nessuno ci pensa e quindi..?
        Stiamo soccombendo..!
        Auguri

  2. Dan says:

    Perfetto. Lasciando però da parte il corano poniamoci una domanda molto più pratica e concreta: se esistono davvero i musulmani moderati, come mai non li vediamo mai reagire duramente al fine di isolare e combattere gli estremisti della loro religione ?
    Anche nel mondo cristiano ogni tanto saltano fuori dei dementi con idee un po’ estreme eppure non fanno in tempo a mettere insieme poche centinaia di adepti che finiscono prima isolati, poi scomunicati e se provano a violare le leggi puniti anche in modo peggiore.
    Qualcuno nel mondo musulmano cosiddetto moderato ha mai scomunicato bin laden o il capo di isis ? A me sembra che sotto sotto gli fanno pure il tifo pro…

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