TAV, IL BRACCIO DI FERRO FRA MONTI E ALBERTO PERINO

di REDAZIONE

Calma mista ad apprensione per quello che potrebbe accadere nei prossimi giorni a partire da oggi e che aleggia sopra la lunga assemblea alla quale danno vita, ieri in tardissima serata, oltre 400 persone nel Centro Polivalente di Bussoleno. È il leader storico del movimento, Alberto Perino, a dare la risposta della Valsusa al Presidente del Consiglio, Mario Monti, che – dice Perino – ha «mostrato i muscoli. Gli vogliamo bene – aggiunge il leader dei No Tav – ma eviti le prove di forza con noi. Non servono. E si sprecano soldi». Che il Movimento non abbia molta intenzione di mollare lo confermano gli applausi che raccoglie una proposta di tornare in Val Clarea, l’area storica del Movimento inglobata lunedì scorso dall’allargamento dell’area del futuro cantiere della Tav. «Siamo partiti dalla Clarea – ha dettoil portavoce di un comitato – e lì dobbiamo tornare per dimostrare che non abbiamo paura. Dobbiamo riprenderci la nostra Clarea, anche se ci vorranno anni». L’assemblea scorre senza tensioni, come l’intera giornata di ieri. Dopo quasi una settimana di blocchi stradali, cariche, idranti, lacrimogeni, feriti e denunciati, da Torino è arrivata una buona notizia: Luca Abbà, l’anarchico di Cels caduto da un traliccio lunedì scorso mentre protestava contro l’ampliamento del cantiere di Chiomonte, è stato dichiarato fuori pericolo dai medici dell’ospedale Cto.

Le cattive notizie per i no-tav, largamente previste, arrivano da Roma: l’Alta Velocità Torino-Lione è un progetto europeo, Bruxelles lo vuole e non ci sono santi che tengano, si deve fare.  “Il Governo ha deciso di confermare con piena convinzione la tempestiva realizzazione dell’opera”. Ad annunciarlo è stato il premier, Mario Monti, in una dichiarazione alla stampa al termine della riunione interministeriale svoltasi  a palazzo Chigi sulla realizzazione della Torino-Lione. L’esame dell’esecutivo, ha sottolineato, è stato condotto ”con spirito aperto, senza sentirci legati dai governi precedenti”. In questo esame, ha premesso Monti, ”ci siamo posti tre interrogativi: c’è stato un sufficiente ascolto delle opinioni, delle preoccupazioni delle popolazioni Val di Susa? Si è tenuto conto di quelle preoccupazioni? L’opera è giustificabile economicamente e soprattutto è sostenibile dal punto di vista ambientale?”. ”Abbiamo voluto condurre questo riesame con spirito aperto senza sentirci legati a impegni già presi da governi precedenti – ha affermato -. Abbiamo anche riesaminato la valutazione di impatto ambientale, che non presenta punti di incompletezza. Presenteremo presto tutti gli elementi e gli studi che ci hanno condotto a decidere oggi la posizione del governo”.

”Si sono tenuti numerosi momenti di ascolto e confronto”, ha proseguito Monti. ”L’Osservatorio Torino-Lione, istituito nel dicembre del 2006, ha tenuto 182 riunioni in gran parte dedicate ad audizioni, consultazioni, incontri con le popolazioni e gli amministratori locali e altri vari soggetti interessati”. E, ha spiegato il premier, ”il progetto iniziale è stato radicalmente, profondamente modificato per tenere conto di tutta questa lunga fase di ascolto. E’ stata predisposta un’analisi approfondita costi-benefici. I benefici economici sono rilevanti: si dimezzano i tempi di percorrenza (da Torino a Chambery si passa da 152 a 73 minuti, da Parigi a Milano da 7 a 4 ore). Si genera lavoro e occupazione direttamente sul territitorio e non solo”.

“Ci sono state, in particolare nei giorni scorsi, manifestazioni di protesta con forme di violenza. A questo riguardo vorrei essere molto chiaro – ha scandito il presidente del Consiglio – la libertà di espressione del pensiero è un bene fondamentale, non saranno però consentite forme di illegalità e sarà contrastata ogni forma di violenza”. Il governo ha ”il dovere di superare i blocchi in nome dell’interesse generale per creare uno sviluppo sostenibile” ha detto Monti. E ”coloro che vedono quest’opera con timore, tengano presente che anche queste opere, purché siano ecologicamente sostenibili, sono condizioni necessarie per consentire ai giovani italiani una prospettiva migliore”.

“Il nostro Paese avverte un crescente disagio sociale – ha spiegato il presidente del Consiglio, soprattutto tra i giovani è così difficile trovare lavoro, e questo è il risultato di un Paese che si stava progressivamente staccando dall’Europa, con una decrescente competitività, con una difficoltà sempre maggiore di trovare spazio nell’economia internazionale, e di creare posti di lavoro per i giovani. Vogliamo noi lasciare andare dolcemente alla deriva, staccandosi dall’Europa, questa nostra penisola, rendendosi così sempre più difficile per l’economia italiana risalire, essere competitiva, creare posti di lavoro, consentire una maggiore equità, un maggior benessere sociale ed economico?” ha chiesto Monti. “Non credo che vogliamo questo – ha aggiunto – ma teniamo presente che tutte le manifestazioni di disagio sociale sparso un po’ dappertutto in Italia, troverebbero delle ragioni sempre più gravi in un’economia che andasse alla deriva perdendo un aggancio all’Europa, che deve essere in primo luogo un aggancio fisico, attraverso qualche fondamentale infrastruttura di collegamento”.

La ”determinazione” del governo ad andare avanti nella realizzazione della Torino-Lione ”è un fatto ovvio” per il presidente dell’Osservatorio sulla Torino-Lione, Mario Virano. Come ha spiegato Virano uscendo da Palazzo Chigi, l’attuale progetto della linea ferroviaria Torino-Lione ”è figlio del rapporto” di collaborazione con le popolazioni locali. La totalità della parte italiana dell’opera ricade prevalentemente sui comuni di Susa e Chiomonte con i quali ”c’è stato un grandissimo dialogo”. Inoltre, Virano ha assicurato che ”il rischio salute non esiste perché l’opera è stata sottoposta a controlli estremamente significativi”.

“Margini non ce ne sono: l’opera è di valore fondamentale per il Paese, e non solo per il Piemonte e fa parte di impegni presi con l’Europa. Non ci sono spazi”, ha detto oggi il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri. “L’opera – ha aggiunto – è stata meditata e partecipata. Ci sono stati incontri con la popolazione e fatte importanti modifiche al progetto: siamo a un punto di non ritorno”. In ogni caso, “il dialogo continuerà per chiunque non voglia usare violenza e illegalità”, ha sottolineato Cancellieri parlando da Lampedusa. “Sono convinta che la popolazione comprenda bene le ragioni e sicuramente sarà con noi per portare avanti un’opera che è assolutamente fondamentale per il Paese e per lo sviluppo dell’Italia”, ha detto ancora il ministro.

Un appello al governo perché “in Val Susa un dialogo è possibile e necessario” vede tra i primi firmatari, fra gli altri, Don Luigi Ciotti, Nichi Vendola, Luigi De Magistris, Michele Emiliano. “La costruzione della linea ferroviaria e delle opere ad essa funzionali – si legge – è una questione non solo locale e riguarda il nostro modello di sviluppo e la partecipazione democratica ai processi decisionali. Per questo è necessario riaprire quel dialogo che gli amministratori locali continuano vanamente a chiedere. Oggi è ancora possibile. Domani forse no. Per questo rivolgiamo un invito pressante alla politica e alle autorità di governo ad avere responsabilità e coraggio. Si cominci col ricevere gli amministratori locali e con l’ascoltare le loro ragioni senza riserve mentali”.

Sulla questione fa sentire la sua voce anche don Andrea Gallo, fondatore della comunità di San Benedetto al Porto. ”Io sto con chi protesta contro la Tav, sto con i ‘partigiani’ della Valle che hanno scelto la democrazia e la difesa della salute contro affari e cricche” dice all’Adnkronos don Gallo, che sta dalla parte delle persone che ”lottano per la verità contro un’opera inutile, pericolosa e disastrosa”. ”Da quelle parti c’è uno spirito di libertà – sottolinea – nelle catacombe del convento dei frati di Susa c’era la sede del comitato di Liberazione nazionale. Questa è una vera e propria resistenza per il futuro dell’ambiente e della democrazia”. ”In quella Valle hanno creato una rabbia, e non sarà facile farla rientrare”, rimarca don Gallo. Che punta il dito contro chi condanna il Movimento, chiamando in causa Palazzo Chigi: ”Perché il governo non ascolta i veri comitati della Val di Susa? Come si fa a non sentire la voce del popolo e poi andare a Bruxelles a difendere questa cattedrale inutile dell’alta velocità? Monti e i suoi ministri dovevano fare il punto con la popolazione e gli esperti, e invece non hanno ascoltato nessuno. Il grido al governo è forte: fate una tregua, e ascoltate i comitati”.

 

 

 

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11 Comments

  1. santo says:

    Se siamo un paese con difficoltà tali da voler far pagare l’ imu ai contadini addirittura sui fabbricati rurali in stato si abbandono, e sulla casa di anziani pensionati al minimo,persone che pagano il mutuo,disoccupati, ecc, taluni privi dei soldi necessari per pagare l’ imposta,mi sembra irrazzionale e improponibile la realizzazzione di ulteriori tratte di tav, negli USA la tav non esiste proprio ma molti treni vanno a 150 km/h, noi ora facciamo gli Americani – Eventualmente lo Stato può analizzare offerte in merito da parte di privati con il p.f..E’ improponibile in questa situazione di indebitamento la realizzazzione di nuove tratte come la MI- Treviglio con soldi pubblici ,che è stata preventivata in 1/2 mld, e quanto a fine lavori?.
    Tanti saluti

  2. URAGA says:

    L ITALIA E ISOLATA,PER L ISOLAMENTO CULTURALE DI POLITICI BUROCRATICI E PARASSITI VARI CAZZO CENTRA FAR PASSARE GLI STRONZI PIU VELOCEMNTE DA UN BUOCO DI TUNNEL E POI LE NUOVE GENERAZIONI SI SPOSTANO TUTTE COI VOLI LOW COST,CHE SIAMO IN AMERICA AI TEMPI DEI TRENI A AVAPORE CHE DOVEVANO ATRAVERSARE IL CONTINENTE DA OVEST A EST..GOVERNO MORTI..VAFFANCULINO ANCHE TE!

  3. Rodolfo Piva says:

    Ha ragione Mariomorti quando dice che:

    ”coloro che vedono quest’opera con timore, tengano presente che anche queste opere, purché siano ecologicamente sostenibili, sono condizioni necessarie per consentire ai giovani italiani una prospettiva migliore”.

    Probabilmente sottintende, per i giovani, una via di fuga più rapida da questo sgangherato stato italiota.

  4. Dan says:

    La frase di rito è che la Tav si deve fare nel nome di un interesse generale italiano.
    Forse mi sono perso qualcosa ma anche i valsusini sono italiani e quindi se c’è un interesse generale, anche i valsusini dovrebbero guadagnarci.
    L’impressione invece è che “dell’interesse generale” a quella gente spetti solo la parte della pecora.

    Francamente credo che prima di dare per scontato che al mio vicino piaccia prenderlo in culo dovrei verificare se almeno è iscritto al Arcigay e poi ancora gli chiedo se è disposto in tal senso.

  5. Nereo says:

    Monti è un personaggio orrendo. Ma piace alla gente per motivi che la gente non può capire. E ciò fa parte di una strategia molto antica. Ne ho parlato nelle note a questa pagina di Rudolf Steiner:
    http://creativefreedom.over-blog.it/article-il-no-tav-e-un-no-al-fare-imposto-dai-faraoni-keynesiani-100665039.html

  6. Fabrizio Bissacco says:

    Si, si deve fare perchè lo dice l’Europa. L’Europa delle banche, dei poteri forti, delle multinazionali e non certo l’Europa dei popoli. Quell’Europa sta affamando la Grecia (pur con tutte le sue responsabilità) e sta imponendo agli altri paesi regole assurde che faranno pagare l’inevitabile decrescita di un continente in crisi solo ai più deboli. Si dice che la maggioranza ha deciso e quindi si deve fare; questa non è democrazia, questa è quello che Tocqueville definì la dittatura della maggioranza. Una vera democrazia deve decidere secondo la maggioranza ma salvaguardando le minoranze. Oggi la voce della Valle di Susa è una minoranza grazie alla capillare opera di disinformazione operata da anni da parte di giornali e telvisione. Un ragazzo il cui sguardo pulito ha il colore dl cielo della valle è passato per criminale per aver definito “pecorella” un carabiniere (mai nessuna di queste verginelle è entrata in uno stadio per sentire cosa si dice lì ai carabinieri?); poliziotti in assetto di guerriglia dallo sguaiato accento mediterraneo hanno distrutto la vetrina di un bar e fatto irruzione per controllare dei tranquilli avventori, ma questo va bene…
    E’ giunto il momento che tutto il popolo autonomista manifesti la sua solidarietà alla valle di Susa organizzando una grande manifestazione. Per una grande battaglia di popolo contro la repressione dello Stato.
    Piemont Liber

  7. Vittore Vantini says:

    No! Prego, Maurizio! Nessun fucile e nessun coltello!
    La questione TAV, come tante altre questioni in Italia, sono state adottate e prevaricate da movimenti anarchico-insurrezionalisti e colorate indelebilmente dalla sinistra estrema. Così le più che legittime aspirazioni e idee della “gente” vera” sono passate in seconda linea.
    Mariomorti (come lo chiama Oneto) non ha difficoltà a “incartare” tutto e tutti, perchè formalmente ha ragione (una ragione che gli viene fornita troppo facilmente). Il potere ce l’ha lui e la repressione sarà purtroppo durissima e spietata.

  8. maurizio fontana says:

    Per la Val di Susa dovrebbe passare uno di quei (mi pare) sette network europei di comunicazione su rotaia. Uno dei progetti decisi dalla Comunità Europea. Io mi chiedo quali merci debbano andare dal Portogallo alla Slovacchia, e viceversa, viste le situazioni economiche di export di questi due paesi in crisi. O quali cittadini vorranno muoversi in tali posti (Certo non partiranno in crociera!). Io credo che la cosa non abbia questa impellenza di strutturazione. Credo che si possa ripensare e rimandare a data da destinarsi. Noi in Italia, per esempio, dovremo pagare per venti anni almeno una quarantina di miliardi di euro all’ anno per rientrare dal nostro deficit. Come il ponte sullo Stretto io avrei annullato tutto.Non sarà che hanno pagato già le tangenti e adesso non sanno più come fare a rientrare?
    Maurizio.
    PS Ho due figlie. Ho oliato il fucile e fatta la lama al coltello.

  9. silvia garbelli says:

    Di fronte a tanta retorica panglossiana (Voltaire)governativa del fatto che si viva ‘nel migliore dei mondi possibili’, non resta che buttare un occhio al sito NoTav
    http://www.notav.info Tanto ottimismo dovrebbe far diffidare chiunque si affidi al comune buonsenso.

  10. Giacomo says:

    Monti è un personaggio orrendo. Altro discutibilissimo uomo di potere varesotto. Altro esempio degli abissi a cui precipitiamo quando esprimiamo una classe dirigente. Puro potere di casta, oscuro, tracotante, senza vergogna, asservito ai poteri più torbidi. Mi fa ribrezzo.
    Giacomo Consalez

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