TAV: AUTONOMISTI E INDIPENDENTISTI SCENDANO IN CAMPO

di GIANLUCA MARCHI

Realizzare la Tav in Val di Susa? Nell’articolo a fianco il nostro Gilberto Oneto ribadisce le ragioni per cui questa rischia di essere un’opera sconsiderata. E poi ritorna sul fatto che l’opposizione della gente della Valle contro questo lungo tunnel è anche e soprattutto una battaglia autonomistica, che nulla ha a che fare con i vari Vendola e Don Gallo e tutto l’altro armamentario antagonista, abile a sfruttare l’occasione per cavalcare una protesta da prima pagina, con comportamenti che poco o nulla hanno a che fare con la gente del posto.

Detto e ribadito quanto sopra, in un secondo articolo che pubblichiamo in cronache alcuni esponenti del Movimento Cittadini del Piemonte ci fanno sapere che i cittadini della Val di Susa in questa loro difficile prova stanno ottenendo la solidarietà di alcuni movimenti sia della Savoia che della Svizzera. A questo punto, sulla base di quanto va ribadendo Oneto già da tempo e della solidarietà espressa dai vicini popoli alpini,  viene spontaneo chiederci: la battaglia ingaggiata dai valsusini contro i moloch dello Stato nazionale italiano e  dell’Unione Europea non devono in qualche modo coinvolgere e mobilitare anche i vari movimenti autonomisti e indipendentisti al Nord, al Centro e al Sud della Penisola? Se questa è una battaglia autonomistica, non è forse il caso che tutti coloro che si ispirano all’autonomia e all’indipendenza faccia sentire la loro voce? A noi de L’Indipendenza sembrano queste domande più che legittime, anche perché non ci sembra il caso di lasciare alla sinistra estrema l’egemonia di un braccio di ferro ingaggiato dalle popolazioni locali, che all’inizio hanno avuto l’appoggio della Lega Nord, la quale ha poi cambiato posizione come dimostra il fatto che il governatore Roberto Cota sarà alla testa del corteo Si Tav. E che oggi rischiano di passare dalla parte del torto a seguito dei comportamenti di un gruppo di violenti.

Dunque da questa tribuna invitiamo con insistenza tutti i movimenti a esprimersi sulla questione, e ad attivare un tam tam attraverso la Rete affinché gli autonomisti e gli indipendentisti dicano la loro e magari si esprimano, votando il sondaggio che proponiamo, sull’opportunità che gli stessi movimenti si mobilitino in qualche nodo per dare una prova di vicinanza alla gente della Val di Susa.

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3 Comments

  1. dario catti says:

    Piano, non correte, la lotta e non la battaglia, perchè la battaglia dura qualche giorno ma la lotta dura da 22 anni e non finirà presto, ripeto non correte perchè in Val di Susa è il popolo che lotta, il popolo che ha quasi del tutto superato le barriere partitiche, i comunisti non votano più comunista, i democristi , i leghisti, i forzaitalioni e tutta la rumenta partitica-parlamentare non raccoglie più il nostro consenso, la voglia di autonomia cresce ma molto lentamente perchè i banditi della Lega Nord, finti indipendentisti ma funzionali al centralismo italico hanno bruciato quel terreno e ricostruire è molto difficile, ve lo giuro. Oggi chi si siede sull’asfalto, chi rischia le manganellate e sniffa lacrimogeni proibiti (C5), sono i due consiglieri regionali di 5Stelle, questo va ribadito! Vi prego, non mischiate l’opportunista Vendola con Don Gallo, non parlate a malo modo dei cosiddetti “antagonisti”, “centri sociali”, “anarchici”, “black block” (i nomi cambiano a secondo del vento…), perchè questi ragazzi hanno sempre lavorato con noi, rischiando tanto fisicamente e legalmente e spesso lavorano di più di molti piemontesi, sicuramente di più degli intellettuali, con la puzza sotto al naso, Oneto docet….
    Ed a proposito di Oneto, voglio ricordare che una decina di anni or sono, si era inventato un convegno a Susa, la quattordicesima giornata di cultura padanista, dal titolo:
    Le valli dimenticate, il territorio in bilico fra Identità e aggressioni esterne, al Palazzo del Beato Rosaz, sabato, 15 novembre 2003, per parlare dei traporti alpini e della difesa delle Alpi, in quella occasione non avendo invitato alcun valligiano NO TAV mi ero presentato io con bandiera, libri, gadget e fotocopie. Sapete com’è andata? Il buon Oneto ha fatto staccare la bandiera NO TAV dal palco dei relatori e per poter fare il mio intervento ho dovuto far intercedere il moderatore Silvano Straneo ma non solo, ho dovuto accorciare il mio intervento da sei a quattro pagine, sapete, era troppo lungo…
    Grazie per l’ospitalità su queste pagine, lascio un invito chiaro e semplice, Vi voglio tutti al nostro fianco, nessuno mai cerchi di mettere il cappello sul variegato Movimento NO TAV, noi siamo soli ma felici.
    Un abbraccio
    Dario Catti
    Consigliere comunale della Valle di Susa

    • Rinaldo C. says:

      Carissimo Dario Catti
      sicuramente e avrai ragione la lega Nord vi ha tradito e continua ancor oggi ha travirdi, il Sig Oneto avrà errato su certe cose ma oggi pur non apprezzando il gallo e vendola che il primo non lo capisco ma il secondo cerca di portare la sua approvazione e appoggio alle vostre dimostranze reali contro lo stato itaglianotto, che poi anche lui questo sato le piace perchè se oggi ne è fuori , domani ci sarà anche lui a fare dei misfatti come tutti gli altri politici itaglianotti. L’unico movimento di cui consivido la sua partecipazione è quello delle 5 stelle, ma ricorda che tutti e penso tutti gli autonomisti, indipendisti, vi sono vicino e approvano perchè sono convinto che in ogni localita territoriale, il popolo del luogo è lui che deve decidere su quanto deve essere fatto e come e dove, anche con un referendum in loco. Chiedo solo da non farvi strumentalizzare da gruppi non locali che operano solo per creare un vero bailame che alla fine voi siete solo i veri artefici di questa rivolta pacifica della vostra libertà di decidere che fare del vostro territorio. L’appoggio sincero mio e di tutti quelli che credono nell’indipendemza dei popoli del proprio territorio.
      Avanti, siamo con voi.

      Rinaldo

    • JustCutts says:

      Da ricordare che nuove olizeeni si terranno tra 2 anni e mezzo: significa che l’anno e mezzo di tempo che han perso per formare il governo conta come periodo del mandato, le olizeeni devono tenersi per legge ogni 4 anni, quindi questo governo non avre0 comunque lunga durata, ma ad ogni modo per me sarebbe gie0 un record se durasse tanto quanto ci ha messo per formarsi!p.s.due correzioni: i giorni sono 541 (come titola il paginone de Le Soir oggi) e inverterei l’ordine nel dire tra nord e sud (Vallonia e Fiandre) , visto che le Fiandre sono a nord e la Vallonia al sud, ma giusto per evitare confusione per chi non sia pratico del Belgio.

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