THATCHER, LEZIONI DI LIBERALISMO A MARIO MONTI

di REDAZIONE

Negli anni 70 la Gran Bretagna era tecnicamente fallita. Si era ridotta nella situazione di dover chiedere prestiti al Fondo Monetario Internazionale, come un paese africano in via di sviluppo. Il paese era nelle mani di “un sindacato becero, ignorante e irresponsabile, supportato da leggi che davano alla Trade Union un potere distruttivo” (Marco Vitale sul “Sole 24 Ore” del 23 Novembre 1990 nell’articolo “Europa in piedi. Esce la Lady”).

Il potere dei sindacati era immenso. Un potere da fare impallidire i nostri patronati sindacali, i nostri CAF, il quasi-monopolio che i nostri sindacati hanno per la formazione oppure la discussione di questi giorni sui fondi chiusi per la gestione delle pensioni e del TFR. La Thatcher adotta una terapia d’urto che all’inizio sembra addirittura destinata a generare una guerra civile. Ma…

RIPROPONIAMO QUI UNA VIDEO-LEZIONE DI GIANCARLO PAGLIARINI (TENUTA QUANDO LA TATCHER COMPI’ 80 ANNI) SULLE POLITICHE ECONOMICHE DELLA “LADY DI FERRO”.

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2 Comments

  1. Fortebraccio says:

    In Italia ci vuole una Tatcher per ogni comune

    • Domenico says:

      Ne basterebbe una di Thatcher, ma al governo, senza napolitani in mezzo ai piedi. Il fatto è che la Lady aveva, da sola,più attributi di tutta la nostra classe politica messa insieme: governo, parlamentari, governatori, presidenti di provincia, sindaci e compagnia cantante.. Anche perchè meno di zero è impossibile 🙁

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