TASSA DA PAGARE SULL’UNGHIA. I RIMBORSI? DOPO 4 ANNI

di REDAZIONE

Si pagano subito, ma se le tasse devono essere rimborsate dal Fisco meglio mettersi l’animo in pace: mediamente passano 450 giorni perche’ Iva e Irpef pagati in piu’ tornino nelle tasche dei contribuenti e delle aziende italiane. Anche se la somma che l’Erario si trova a rimborsare non e’ di poco conto: nel 2010 sono stati restituiti complessivamente dal Fisco 17,8 miliardi di euro.

I calcoli sui tempi medi, e massimi, di pagamento li ha fatti la Cgia di Mestre, su dati dell’Agenzia delle Entrate. Se la media di attesa e’ di un anno e mezzo scarso, non sono tuttavia rari i casi nei quali imprese arrivano ad incassare i rimborsi per Iva, Irap e Irpef anche dopo 4/5 anni.

”Negli ultimi anni la situazione e’ nettamente migliorata – osserva il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi -, ma con la crisi in atto bisogna accelerare i tempi dei rimborsi fiscali”. Tasse restituite a parte, la Cgia ricorda infatti che la media dei pagamenti della Pubblica amministrazione e’ gia’ pari a 180 giorni. ”Sempre piu’ a corto di liquidita’, le famiglie e le imprese – prosegue Bortolussi – hanno la necessita’ di essere rimborsate in tempi ragionevoli. Per questo e’ auspicabile che la macchina fiscale aumenti la produttivita’ a vantaggio del sistema economico”.

Ai 17, 8 miliardi di euro rimborsati nel 2010 a imprese e persone fisiche, vanno aggiunti altri 21,7 miliardi che i contribuenti hanno recuperato grazie al meccanismo della compensazione tra debiti/crediti fiscali. Nel 2010, quindi, ai contribuenti in credito con il Fisco sono stati restituiti in totale 39,5 mld. La Cgia fa presente che, secondo i dati della Ragioneria Generale dello Stato, l’importo totale si aggirerebbe invece sui 44 miliardi di euro.

Bortolussi sottolinea il fatto che nel 2010 l’amministrazione finanziaria ha messo in campo efficaci misure di contrasto alle compensazioni indebite, ”che hanno fatto risparmiare all’Erario circa 6,6 miliardi di euro. Un risultato che dimostra quanto sia aumentata l’efficienza della nostra macchina fiscale”.

 

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One Comment

  1. Andrea Jagher says:

    Non solo le si paga sull’unghia, ma addirittura in anticipo sui possibili redditi futuri.

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