UN ESATTORE FISCALE PER OGNI NOSTRO ACQUISTO

di REDAZIONE

Nella fase terminale della caduta dell’Impero Romano, il maggior peso per il cittadino medio erano le ingenti tasse che era forzato a pagare.

Le “riforme” fiscali dell’Imperatore Diocleziano nel III secolo erano così dure che molte persone furono spinte alla fame e la bancarotta. Lo stato arrivò al punto di perseguitare vedove e bambini per incassare le tasse dovute. Nel IV secolo, l’economia dell’impero era così depressa e la struttura fiscale così distorsiva che molti agricoltori abbandonarono i loro terreni per ottenere i sussidi statali.
In quel momento, il governo imperiale spendeva la maggior parte dei proventi delle tasse per sussidi pubblici e spese militari. Secondo lo storico Joseph Tainter per un certo periodo coloro che vivevano di stato erano più numerosi di coloro che lo finanziavano con le tasse.
Mmm.. vi ricorda qualcosa? Nel V secolo, le rivolte fiscali erano all’ordine del giorno nelle campagne, tra i pochi agricoltori rimasti. Il governo di Roma doveva continuamente inviare le sue legioni in giro per l’impero a sedare le rivolte contadine.
Tutto ciò però non evitò che le tasse continuassero ad aumentare.
Valentiniano III, che nel 444 D.C. osservò che ulteriori tasse sui proprietari di terra e mercanti sarebbero state catastrofiche, impose un aumento del 4% della tassa sulla vendita.. e infine decretò che tutte le transazioni commerciali dovessero essere fatte alla presenza di un esattore delle tasse.

Sotto un regime di quel tipo, sia i ricchi che i poveri si augurarono fortemente che le orde barbariche potessero liberarli dal fardello fiscale di Roma. Zosimo, uno storico bizantino vissuto nella seconda metà del V secolo, arguì che “come risultato di questa imposizione di tasse, le città e le campagne erano piene di lamenti e proteste, e tutti.. chiedevano l’aiuto dei barbari”.

Nel suo libro Decadent Societies, lo storico Robert Adams scrive: “[B]y the fifth century, men were ready to abandon civilization itself in order to escape the fearful load of taxes.”

E’ probabile che tra 1000 anni, i futuri storici scriveranno le stesse cose su di noi.
Nel declino economico di ogni civiltà, l’elite politica agisce sempre secondo uno schema ben preciso: più debiti, più regole, maggiore restrizione alla libertà individuale, più svalutazione monetaria, più tasse, e più uso della forza.

E la macchina della propaganda entra in azione, assicurando che i cittadini vengano ingannati dal fervore patriottico e non si accorgano di essere depredati dallo stato.

Traduzione di riecho-economiaeliberta.blogspot.it – Tradotto da Zerohedge

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4 Comments

  1. Drago78 says:

    Articolo ineccepibile… davvero. Complimenti a chi l’ha scritto.

  2. marco says:

    Era meglio uno storico al governo, almeno con minor boria e più conoscenza del passato, evitava di ripetere errori fatti da altri…
    Ma forse ai nostri governanti interessa solo ridurci a zero!

  3. Giuliano says:

    A quei tempi, non avevano la possibilità di studiare la storia di civiltà precedenti, quindi era per loro la prima volta che accadeva e si sentivano disorientati. Noi abbiamo la fortuna di poter vedere le avvisaglie di come si evolverà la questione: siamo così idioti da fare da semplici spettatori e godere del palo che ci affondano sempre più nelle viscere ?
    Sveglia italiani, fuori gli attributi e ribelliamoci !

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