Tasse, oro e stranieri, la Svizzera non cambia le regole

di REDAZIONEecopop

Si vota, si vota spesso e volentieri in Svizzera, anche perché quel che si  decide è legge, il popolo conta ancora. E ieri i tre quesiti referendari potenzialmente rivoluzionari trattavano: l’abolizione della tassazione forfettaria sugli stranieri straricchi; il rientro dell’oro svizzero custodito fuori dalla Confederazione e un tetto in Costituzione all’ingresso di stranieri. Come è andata? I quesiti erano stati riassunti così:

“Basta ai privilegi fiscali dei milionari”, “Salvate l’oro della Svizzera” e “Stop alla sovrappopolazione – sì alla conservazione della basi naturali della vita” 

Nel primo caso, a netta maggioranza (59,20%) il popolo svizzero ha bocciato  l’iniziativa popolare promossa dalla sinistra. Per queste persone, attualmente poco meno di 6000, le tasse non sono calcolate in base a reddito e patrimonio bensì in funzione delle spese sostenute per mantenere il tenore di vita. La partecipazione al voto è stata del 49,27% degli aventi diritto, riporta fedele ai risultati il Corriere del Ticino. Ciò vuol dire che poi, tra i cantoni, solo Sciaffusa si è schierato a favore (50,81% di sì), come già aveva fatto nel 2011 abolendo questa pratica a livello cantonale. Opposizione ampiamente sopra la media nazionale invece in Ticino (68,02%) e nei Grigioni (71,24%). Alte percentuali di “no” sono state registrate anche in Vallese – che con un tasso del 78,29% guida il fronte dei contrari – Nidvaldo (69,14%), Vaud (68,62%), Ginevra (68,28%) e Zugo (67,38%).

“Nettamente meno marcato il rifiuto a Zurigo (50,92%), che a livello cantonale ha abolito i forfait nel 2009, ma anche ad Appenzello Esterno (52,02%), che lo ha fatto nel 2012, Soletta (53,84% di no), Basilea Campagna (54,03%) e in misura minore a Berna (56,08%).
L’iniziativa – denominata “Basta ai privilegi fiscali dei milionari” – era sostenuta dal Partito socialista, dai Verdi, dall’Unione sindacale svizzera (USS) e dal sindacato UNIA. Sia il Consiglio federale che le due Camere del parlamento ne raccomandavano invece la bocciatura.

L’Iniziativa “Salvate l’oro della Svizzera (Iniziativa sull’oro)” è stata bocciata da tutti i cantoni e da una schiacciante maggioranza dei cittadini. “Salvate l’oro della Svizzera” -pure questa respinta da tutti cantoni, e con il 77,26% di no– voleva far iscrivere nella Costituzione l’obbligo, per la Banca nazionale, di detenere almeno il 20% degli attivi in oro e custodire l’intera riserva aurea in Svizzera. Il testo ne avrebbe peraltro vietato la vendita, anche nei momenti di necessità o in cui la quota di metallo prezioso superasse significativamente il 20% di attivo.Secondo i dati definitivi i “sì” hanno raggiunto solamente il 22,74% (580’815 votanti), mentre i “no” si sono attestati al 77,26% (1’973’558). La partecipazione è stata del 49,20%. I cantoni con i cittadini che si sono recati di più alle urne sono stati Sciaffusa (67,50%), Zugo (55,79%) e Zurigo (53,53%). Poca affluenza invece nel Giura (40,74%), a Glarona (40,80%) e nel canton Uri (41%).
In Ticino il testo è stato respinto dal 66,68% dei votanti, contro il 33,32% di favorevoli. La partecipazione ha raggiunto il 45,85%. In Argovia i contrari hanno prevalso con il 76,02% di voti, contro il 23,98% di favorevoli. Simile la situazione a Glarona, dove i “no” hanno ottenuto il 75,38% contro il 24,62%. Ancora più drastico il dato dei Grigioni (partecipazione al 46,11%), con i favorevoli che arrivano solamente al 20,35% (79,65% i “no”), e di Basilea Campagna (21,68% contro 78,32%) . Persino disastrose le cifre nel canton Vaud, con l’83,01% di contrari e il 16,99% di favorevoli.

“Stop alla sovrappopolazione”bocciata con il 74,09% di no e da tutti i Cantoni– proponeva che il saldo migratorio annuo netto non superasse lo 0,2% della popolazione e che il 10% del denaro versato ai paesi in via di sviluppo fosse investito nella pianificazione familiare volontaria (informazione e contraccezione). Meglio conosciuta come ‘Ecopop’, l’iniziativa adduceva motivazioni di tipo ecologico e sociale. In tutti i cantoni la bocciatura è stata sonora: le percentuali più alte di “no” si sono registrate in Romandia e in particolare nel canton Vaud (82,7%), in Vallese (78,7%), a Ginevra (78,6%) e a Neuchâtel (78,2%). Ma anche altrove i rapporti di forza sono stati chiarissimi: 77,5% di pareri negativi nei Grigioni, 76,2% a Basilea Città, 75,7% a Zurigo e 74,9% a Berna. Complessivamente quasi tutti i cantoni hanno respinto la proposta di Ecopop con proporzioni superiori, o vicine, al 70%. Sotto questa soglia solo Svitto (65,8%) e soprattutto il Ticino (63,1%).

 

 

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