MALVERSAZIONE E TASSE CHE FINANZIANO IL DEBITO

di DIEGO TAGLIABUE

La “bufala n. 1” di questo video è centrata in pieno! Il debito è frutto di una spesa pubblica di gran lunga superiore al gettito fiscale. Qualora lo Stato riuscisse anche ad azzerare l’evasione, la spesa pubblica sarebbe comunque superiore. In Ita”G”lia si parla di “pareggio del bilancio”. In realtà – come già detto più volte – non si tratta di pareggiare 1X2 come al totocalcio, bensì di limitare il debito, limitando la spesa pubblica.

A questo punto ci si confronta con l’argomento di professori e politici, secondo i quali questi tagli comporterebbero una scarsa qualità o addirittura lo stralcio dei servizi. In realtà la spesa pubblica italiota è caratterizzata da una malversazione annosa e permanente. Lo Stato preleva i soldi dai cittadini e fa debiti sopra debiti con le banche da decenni: era così con la Lira ed è così anche oggi con l’Euro.

Lo stato pessimo della vecchia valuta, pesantemente svalutata e instabile, è proprio frutto di questi debiti, fatti per mantenere privilegi di parassiti piccoli e grandi (gli uni leccapiedi degli altri). Anziché il pareggio del bilancio, nella costituzione di regioni e Stato centrale dovremmo avere questo paragrafo: “Se l’ammontare dei debiti previsti in una finanziaria supera l’ammontare degli investimenti previsti, la legge finanziaria stessa è (automaticamente) anticostituzionale”. Questa regola esiste in Germania, Austria e Svizzera (quindi in Paesi con o senza Euro) dai primi anni Cinquanta.

Regola n. 2: “Le regioni (e lo Stato centrale) devono coprire le proprie spese senza fare debiti e senza contributi da altre regioni”. In questo modo i politici locali non succhierebbero il sangue dei cittadini di altre regioni e ci penserebbero due volte, prima malversare e aumentare, poi, le tasse per alimentare la malversazione. Sull’argomento “crescita” si possono dire tre cose.

1) Se da una parte il socialismo era a crescita zero (e fallì), il capitalismo, che nel 1989 pensava di essere il Graal dell’economia, è condannato alla crescita proprio per via del debito crescente. Ogni volta che scoppia una bolla speculativa (tipo crisi delle banche del 2008-2009) vengono fatti nuovi debiti e stampati sempre più soldi, per finanziare una “crescita”, la quale in realtà prelude alla bolla speculativa successiva. Stiamo parlando dell’economia speculativa di borsa, non di quella reale e produttiva. Questo è l’esempio americano, dove anche il presidente del “change” e del “Yes, we can” aumenta arbitrariamente il limite di debito una settimana prima della bancarotta, mantenendo però le truppe in Afghanistan e soldati in giro per il mondo e facendo comprare alla FED titoli di Stato a iosa per stampare Dollari su Dollari. Di controllare il potere delle banche non se ne parla proprio. Poi Obama vuole finanziare la mutua statale. Per carità: nobile intento. In America, se non sei ricco e non hai la tua mutua privata, non ti cura nessuno. Solo che Clinton e Gore avevano un minimo di progetto di finanziamento (= taglio delle spese militari e del programma aerospaziale, aumento di tasse solo per miliardari e per il loro capitale fermo), mentre Obama non ha un’idea molto chiara di dove dovrebbero arrivare i soldi.

2) Nel video si parla di “crescita per pagare gli interessi”. In realtà la situazione è ancora peggiore, in quanto si tratta di interessi di interessi. Questi crescono sì, e in maniera esponenziale. Quindi non esiste una quantità di denaro, sufficiente a pagare tutti i debiti di un qualsiasi Stato, così come non esiste il controvalore in oro per stampare (o inventare) tutti questi soldi.

3) Professori, speculatori di borsa, banchieri e politicanti vogliono far credere al popolo (sia agli imprenditori che ai lavoratori dipendenti), che le tasse vadano a finanziare la crescita reale del Paese. In realtà le tasse finanziano solamente i debiti, fatti per mantenere privilegi ecc., e per pagare questi interessi di interessi (che non potranno mai essere colmati).

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4 Comments

  1. Antonino Trunfio says:

    Egr.Tagliabue, solo per la cronaca, l’autore dell’idea del video sono io. L’autore del filmato un’altra persona. Non ho abilità informatiche altissime. Non mi è mai mancato uno spirito satirico piuttosto spiccato, ho altre presentazioni sempre centrate sulla SATIRA DEL TIRANNO, se vuole che ne facciamo nascere una veria “serie, mi scriva. Si faccia dare l’indirizzo mail da Leonardo Facco che mi conosce e lo possiede. Cordiali Saluti
    A.Trunfio

  2. Paolo Zuccaro says:

    Come mai il quotidiano “l’Indipendenza” che leggo regolarmente e che –giustamente- critica/attacca senza timore o reverenza le Istituzioni politiche nazionali non dà alcuna notizia, men che meno approfondisce, le coraggiose e intrepide denuce/querele inoltrate formalmente all’autorità giudiziaria, di recente e nei mesi scorsi, su alcune questioni oggetto di analisi e informazione anche su questo giornale? leggete la denuncia dell’avv. Paola Musu inoltrata alla Procura di Cagliari nei confronti del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del Presidente del Consiglio Mario Monti, dei ministri e dei membri del parlamento, accusati dei seguenti reati: attentato contro l’integrità, l’indipendenza e l’unità dello Stato, associazioni sovversive, attentato contro la Costituzione dello Stato, usurpazione di potere politico, attentato contro gli organi costituzionali, attentato contro i diritti politici del cittadino, cospirazione politica mediante accordo, cospirazione politica mediante associazione ? http://www.scribd.com/doc/87677876/Denuncia-in-Procura-Del-2-Aprile-2012#fullscreen
    Ma leggete anche le querele inoltrate (prima ancora) da Alba Mediterranea http://www.albamediterranea.org/index.php?option=com_k2&view=itemlist&layout=category&task=category&id=9&Itemid=23
    Forse è un po’ troppo anche per l’Indipendenza e per i suoi lettori/collaboratori? meglio non parlarne e prostrarsi al generale (e complice) silenzio …?
    attendo commenti dalla Rdazione e dai tanti lettori/sostenitori del giornale

    • Leonardo says:

      No, non è quella la ragione. Il fatto è che la Musu attacca Napolitano in quanto non difende l’unità nazionale, di cui a questo giornale non è che interessi molto.

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