PIU’ TASSE, MENO IMPRESA, PIU’ ASSISTENZIALISMO

di ROBERTO GORINI

Questa è la parabola che siamo costretti a subire, in Italia come in altri paesi del mondo a “veloce statalizzazione”, la dinamica è sempre la medesima: più tasse, meno impresa, più assistenzialismo, quindi più tasse, meno impresa, etc … in un corto circuito di causa effetto che è il vortice che affossa gli stati. Più sprechi ci sono e più c’è bisogno di denaro, più assistenzialismo c’è e più bisogna tassare i cittadini, più denaro pubblico si gestisce e più occasioni di corruzione ci sono. Non c’è che dire, più uno stato fallisce e più cresce. E’ il paradosso dello statalismo. E’ allo stesso tempo sia la malattia che la cura.

Spesso ci si chiede come uscire dalle crisi degli stati, ebbene bisogna invertire questo vortice discendente, per cui: meno tasse, più impresa, meno assistenzialismo.

I politici fanno i decreti per la crescita, come se la crescita si potesse imporre per legge! Ma l’unica cosa che riescono a fare è aumentare le tasse. Ma gli sprechi non calano, l’assistenzialismo neanche. E le imprese de-localizzano, vanno dove sono più rispettate, dove non sono taglieggiate, dove gli è permesso fare l’unica cosa che dovrebbero fare: produrre ricchezza, per se e per gli altri.

L’imprenditoria è una attività volontaria! Nessun politico potrà mai obbligare qualcuno a intraprendere. Per cui se non ci sono i presupposti non si lavora, lo si fa altrove. Chi rimane è perché non può fare diversamente, schiacciato dai debiti. Il tessuto imprenditoriale si indebolisce, come quello sociale.

Sempre i politici sostengono che le tasse si potranno abbassare quando saremo usciti dalla crisi, quando le cose si metteranno meglio. NO. L’innalzamento delle tasse ci porterà direttamente alla povertà, altro che soluzione della crisi. E semplicemente perché gli unici che possono produrre ricchezza, i cittadini liberi di intraprendere, sono incentivati ad andare altrove. Allo Stato allora non rimane che mettere le mani sull’economia che rimane, con l’inefficienza di chi non ha le conoscenze e non rischia in proprio. Usando la forza e l’imposizione della legge anziché la responsabilità di un mercato libero.

Ayn Rand scriveva: “Quando vi accorgerete che il commercio é fatto non per consenso, ma per costrizione, quando vedrete che per poter produrre avete bisogno di un permesso da parte di uomini che non producono, quando vi renderete conto che il denaro sfuma dalle vostre mani e va verso di loro, quando osserverete che gli uomini diventano più ricchi rubando e costringendo anziché lavorando, e che le leggi non vi proteggono contro di essi, ma proteggono loro contro di voi… quando vedrete che la corruzione viene ricompensata e l’onestà diventa un olocausto… allora capirete che la vostra società è condannata”.

Il benessere di una società si crea con il lavoro, ma quel particolare tipo di lavoro che produce qualcosa che serve “veramente” a qualcuno. Solo la libera impresa può assolvere a questa funzione. Scavare buche e poi riempirle per decreto, è la strada più breve verso la povertà. Se lo vogliamo evitare cominciamo a favorire chi ha voglia di intraprendere e cominciamo a farlo abbassando le tasse, la burocrazia e gli sprechi. E si parta dalle tasse, poiché prima è bene affamare la vorace bestia dello spreco pubblico e farla dimagrire !

*http://www.robertogorini.it

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One Comment

  1. Culitto Salvatore says:

    secondo il mio pensiero, in periodo di crisi lo stato dovrebbe ridurre le tasse e fare più assistenzialismo, assunzioni di dipendenti pubblici, finanziamenti alle imprese, si dovrebbe mettere più denaro in circolazione, in periodo di crescita (come è stato il periodo tra il 60 e fine 80) lo stato doveva ridurre i dipendenti pubblici, ridurre gli sprechi, ii finanziamenti alle imprese e puntare al miglioramento dei servizi, infrastrutture, servizi primari (sanità istruzione e ricerca) invece che succede? in tempo di crisi si vuole risparmiare e i tempo di crescita si spende e si sperpera…si risparmia quando si può risparmiare non quando si è costretti, questo è un mio modo di vederla, può essere sbagliato certo, ma almeno nessuno me lo può tassare

    dimenticavo… ottimo articolo

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