Tasse e servizi: vince il Veneto. Ultima la Calabria. Allora la questione Nord-Sud esiste…

tasse servizidi ROBERTO BERNARDELLI – A proposito di autonomia…. Tanto incassi tanto offri ai cittadini. E’ un principio sacrosanto, che sta alla base di un altro cardine della democrazia. Mi faccio tassare da chi mi rappresenta. o viceversa. Chi mi rappresenta, e bene, ha diritto di riscuotere la fiscalità che è necessaria per erogare servizi di qualità.

Ebbene, il Sole24Ore ha stilato una classifica con un approfondito dossier. Visto che ci avviciamo all’appuntamento referendario sull’autonomia, riflettiamo. Soprattutto sul fatto che poche regioni incassano ed erogano il corretto corrispettivo ai contribuenti.

Se il federalismo fiscale fosse una realtà, se ciascuno vivesse di quanto riscuote, si sradicherebbe il nero, il sommerso… e non ci sarebbero più quelle migrazioni, specialmente sanitarie, perché in alcune aree del mezzogiorno chi governa non ha spostato di una virgola il rapporto tra cittadino e palazzo. Clientele a parte.

 

rassegna stampa

Il sogno di ogni contribuente italiano è poter spostare la propria “residenza” nel luogo che offre il miglior mix tra livello di prelievo fiscale ed efficienza dei servizi. Una regione “ideale”, la più vicina all’equazione “paghi il minimo (di tasse) e ottieni il massimo (di prestazioni)”. Nel 2017 la “regione ideale” avrebbe la tassazione della Calabria (5.254 euro per abitante) e il livello di servizi del Veneto (punteggio dell’indicatore sintetico pari a 132).
Ma questa stella polare, cui amministratori e cittadini dovrebbero (i primi) e vorrebbero (i secondi) tendere, come ogni astro rimane irraggiungibile. Ci si può, però, avvicinare il più possibile. Nel 2017 “l’impresa” è riuscita all’Abruzzo, che – in base alla classifica del “Taxpayer Italia” elaborata dal Centro Studi Sintesi per Il Sole 24 Ore, giunta alla sua quarta edizione – ha raggiunto la vetta, grazie soprattutto alle performance sui fronti sicurezza e ambiente. Sul podio salgono l’Umbria, leader nel 2016 e scesa al secondo posto, e le Marche, vincitrici nel 2014 e 2015, oggi premiate con la medaglia di bronzo. In coda figura invece la Valle d’Aosta, la regione più lontana dall’ideale teorico, che precede Calabria e Sicilia. Per il resto, va segnalato che ai piedi del podio si trova il Friuli-Venezia Giulia (perde una posizione rispetto al 2016), mentre la Basilicata risale di cinque gradini, collocandosi al quinto posto. Frenano, invece, leggermente il Veneto e la Toscana, che ora occupano rispettivamente il sesto e il settimo posto.
In generale, la classifica 2017 del Centro Studi Sintesi mostra – utilizzando una metafora ciclistica – che il corridore in fuga (la “Regione ideale”) ha un po’ rallentato l’andatura e ciò ha consentito al gruppo degli inseguitori di ricompattarsi e di guadagnare terreno.tasse servizi2

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