Tasse e salute. Se i frontalieri ringraziano Borghi. Quello del Pd

frontalieriTassa Salute Frontalieri, il governo chiarisce: “I frontalieri non devono versare nulla”.

Ed è subito ovazione sul gruppo facebook dell’Associazione Frontalieri Ticino. Il perché sta nel contenuto della nota stampa del parlamentare. Eccola, integralmente di seguito riportata.

Si è finalmente definita la questione relativa alla “tassa della salute” che i frontalieri italiani occupati in Svizzera rischiavano di dover pagare a seguito di una interpretazione amministrativa compiuta da alcune Asl della Regione Lombardia e della Provincia Autonoma di Bolzano.
Ne dà notizia l’onorevole Enrico Borghi, capogruppo del Pd in VIII commissione a Montecitorio e primo firmatario di una mozione votata dall’aula della Camera lo scorso 11 febbraio con la quale si chiedeva al governo “ad intervenire, per quanto di competenza, sospendendo ogni iniziativa di Stato, regioni e province autonome tendenti ad introdurre un’impropria modalità di pagamento da parte di lavoratori italiani occupati in Svizzera e per i titolari di pensione svizzera per il godimento delle prestazioni del Servizio sanitario nazionale”.
In questi giorni, l’onorevole Borghi ha incontrato più volte il viceministro all’economia e finanze, on. Luigi Casero, e il sottosegretario alla salute dott. Vito De Filippo, e proprio da loro oggi ha ricevuto assicurazione che entro domani tutte le Regioni interessate riceveranno una circolare applicativa da parte del governo in tal senso.
La circolare chiarirà che i frontalieri italiani occupati, o che hanno esercitato nel passato un’attività dipendente, nei Cantoni dei Grigioni, del Ticino e del Vallese non sono tenuti a versare ulteriori contributi al Servizio Sanitario Nazionale, in quanto ai sensi del vigente accordo tra Svizzera a Italia essi sono oggetto di tassazione alla fonte da parte Svizzera e una quota del gettito fiscale viene ristornato all’Italia secondo l’accordo internazionale.
“Sono molto soddisfatto -commenta l’on. Borghi- perché il governo con questo chiarimento sposa integralmente la tesi da me sostenuta a luglio, quando ebbi modo di dichiarare a fronte dell’emergere del problema che non avremmo mai permesso un balzello di questa natura che ledeva il principio dell’ universalità delle prestazioni per introdurre su volontà della Regione Lombardia un principio di erogazione del servizio legato al reddito individuale”.
“Ringrazio il viceministro Casero e il sottosegretario De Filippo per il lavoro che hanno svolto -conclude l’on.Borghi- nonché i miei colleghi del Pd e della Svp delle province di Varese, Como, Sondrio, Lecco e Bolzano. Insieme abbiamo dato la giusta risposta all’importante comparto dei frontalieri, e dato un segnale ad una parte importante di nostri concittadini occupati all’estero che dopo anni di disattenzione oggi iniziano a ricevere risposte concrete da parte delle istituzioni”.

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