Tasse di Stato, come la casta ci sottomette

stato centralista

di GIANLUIGI LOMBARDI CERRI – The problem with socialism is that eventually you run out of other people’s money”, ha detto Margaret Thatcher.

 “Il problema del socialismo è che alla lunga il denaro degli altri finisce”. Questa celebre battuta è in realtà una seria teoria politica.

Un celeberrimo giornalista, di cui non faccio il nome per amore di patria, mi ha detto che se pensavo di gestire uno Stato con gli stessi criteri con cui si gestisce una famiglia o una azienda, grande o piccola, dimostravo di non capire  niente.

Non mi impanco, come lui di essere un mago della finanza, questo è indubbio.

1.-Però una cosa è certa : gestire uno Stato con i criteri che ha in testa l’illustre giornalista, rigorosamente applicati dallo Stato italiano, così come dello Stato greco, ha portato dritti , dritti verso la catastrofe.

Ahimè , in qualunque collettività il criterio base di gestione è semplicissimo: le entrate devono pareggiare le uscite!

E’ ammesso solo un qualche sforamento temporaneo con la certezza di ripianare il debito entro limiti di tempo ragionevoli.

Invece il criterio imperante è: faccio le cose che mi portano consenso anche se sono nefaste dal punto di vista dei risultati e dal punto di vista economico.

Con questo assai poco brillante criterio, i debiti contratti vengono lasciati alle future generazioni.

L’unica differenza tra famiglie, aziende e Stato è che le prime due non possono effettuare una semplice operazione che fa e ha fatto lo Stato con un semplice tratto di penn: aumentare le tasse.

Che cosa dovrebbe fare allora lo Stato?

Ridurre le spese, aumentare le entrate solo attraverso un aumento misurato e misurabile dovuto a maggiori servizi resi, aumentare l’efficienza del troughput ossia dei costi organizzativi di gestione di quello che passa per le mano degli enti pubblici.

E’ verissimo che la politica costa troppo.

E’ vero che i dipendenti pubblici sono in troppi e rendono poco, ma è più vero ancora che la gestione costa un patrimonio e va drasticamente tagliata nei costi non certo dai i burocrati italiani, costituzionalmente incapaci di gestire un pollaio di tre galline.

Senza drastici interventi la soluzione che politici e burocrati applicheranno, sarà la solita: aumentare le tasse!

Purtroppo i dipendenti pubblici hanno ereditato e accumulato una esperienza negativa in termini organizzativi.

In un qualunque momento in cui si registra un difetto piccolo o grande il burocrate ha la scusa pronta: carenza di organici e/o carenza di mezzi finanziari.

Giustificazione che se accampata in una azienda privata senza essere documentata con ferree motivazioni costa immediatamente il posto al dirigente che ha tentato di utilizzarla.

Se passiamo a controllare la gestione della finanza ci accorgiamo che i bilanci (bilanci si fa per dire) di un qualsiasi ente pubblico sono di una chiarezza ed immediatezza peggiore delle previsioni di Nostradamus.

E’ vero che ci si può trovare anche davanti a bilanci privati truccati, ma con un controllo fatto da esperti  esterni all’azienda le gabbole vengono a galla.

Negli enti pubblici, al contrario  pochissimi addetti alla gestione della fetta incriminata sono in grado di evidenziare i falsi e, comunque, le regole sono talmente vaghe e stese con i criteri della Sibilla (ibis, redibis non,…..) che si può trovare sempre una giustificazione.

Allora, direte voi?

La soluzione potrebbe essere trovata e applicata soltanto con un accordo di grandissima maggioranza tra i parlamentari.

In sostanza occorrerebbe cambiare le regole bilancistiche ricalcando le orme dei bilanci privati.

Quindi togliere dalle mani dei burocrati Leggi e Regolamenti che dovrebbero essere fatti totalmente dai parlamentari, supportati e controllati a loro volta da un terzo veramente esperto che imponga la chiarezza senza se e senza ma.

Lo stesso ente (esterno ai burocrati) dovrebbe controllare la totale applicazione delle Leggi da parte della burocrazia, pena il licenziamento immediato nei casi più gravi o del licenziamento dopo  ripetizioni di casi meno pesanti.

Voi mi direte  ma come sarebbe possibile, al di fuori dei burocrati, disporre di persone in grado di districarsi nei meandri del pubblico?

Basta evitare i meandri che sono stati creati apposta per favorire la casta che li ha creati e gestiti.

Qualunque seria società di consulenza finanziaria e contabile è in grado di controllare bilanci e regole vigenti in una azienda.

Diversamente il solito ritornello continua e continuerà fino a che, giunti al fondo del barile, una rivoluzione di popolo sanerà il tutto.

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