Tassa di successione sulle macerie del terremoto: il mostro fiscale italiano da abolire, ma per tutti

terremoto2di ROBERTO BERNARDELLI E GIULIO ARRIGHINITassare il bene più caro è un atto di barbarie, un sopruso intollerabile. Lo Stato non può mettere la mani sul diritto ad avere un tetto, un riparo, frutto del lavoro di una vita, soprattutto se un bene che fa parte della famiglia. La tassa di successione è una delle più odiose storture del sistema fiscale, un atto vampiresco che punisce la proprietà privata, che va contro la Costituzione.

Le tasse ora però fanno un salto di qualità “criminale”, vanno a far morire per la seconda volta le famiglie. L’appello che fa il sindaco di Amatrice lo facciamo nostro e lo rilanciamo. Sentiamo dalle sue parole cosa sta accadendo, grazie alla falsa solidarietà di Stato.

“Il tema delle tasse di successione sulle macerie, di cui in questi giorni si parla sui media, è essenziale e particolarmente delicato. Importante e delicato al punto che per mesi,insieme alla mia Giunta, abbiamo ragionato sull’impostazione da dare alla cosa e su come risolvere la problematica, che è tra le più urgenti. È impensabile che si debba pagare una tassa su un bene frutto dei sacrifici di intere famiglie e che oggi, peraltro, non esiste più”. Così il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi a Radio Cusano Campus.

E aggiunge: “Penso ai tanti orfani che saranno costretti a esborsare denaro per qualcosa che proviene loro dai genitori, dai nonni, dagli avi. Oggi quelle proprietà sono macerie, e oltre ai lutti, al dolore, alle tante difficoltà, queste persone si troveranno di fronte anche questo scoglio”. “È qualcosa di profondamente ingiusto – sottolinea il sindaco di Amatrice – e per questo la scorsa settimana abbiamo emanato una delibera di giunta per chiedere, insieme ad altri interventi urgenti ed essenziali, anche questo: che la tassa di successione sia abolita.

“Io credo che sia tempo di dare una svolta epocale. Per questo ho chiesto un appuntamento con il premier e lo vedrò in settimana – annuncia Pirozzi – Sono certo che il Governo accoglierà le istanze che abbiamo posto alla sua attenzione, altrimenti mi occuperò personalmente delle famiglie che si ritroveranno costrette a pagare la tassa di successione, e lo farò con i procedimenti previsti dalla nostra Contea. E subito dopo andrò a Roma – avverte – portando con me le chiavi di questa Città e consegnandogliele. La mia gente ha sofferto tanto e ha dato prova di grande coraggio e di immensa dignità – conclude Pirozzi – Merita il rispetto e l’affetto di tutti, in primis delle istituzioni. Il Sindaco di Amatrice sta con la gente di Amatrice, questo sia chiaro”.

Un paese che intende essere civile non può tollerare le mani del fisco nel futuro dei figli. La tassa sui sacrifici è da regime dittatoriale. La questione della tassazione non può essere un dibattito residuale. Non si può avere come unico tema politico l’immigrazione. Il territorio ha bisogno di una vera e propria liberazione fiscale.

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One Comment

  1. Gianluca P. says:

    “Un paese che intende essere civile non può tollerare le mani del fisco nel futuro dei figli” . La mani del fisco sul futuro dei figli le tollerano eccome, anche nel passaggio di consegna delle aziende da padre in figlio: tutti i santi giorni dell’anno. Visto che da 10 anni a questa parte molte aziende passate dal padre ai figli han perso più del 40% del fatturato e sono tassate e gabellate molto più di quando si fatturava per tirare avanti. Il sistema è questo. Messaggio per il sottoinsieme (sempre più piccolo —> sempre meno gettito—> dove vanno a prendere i soldi? —-> nord, nord, nord mille e una notte laggiù….) di coglioni (compreso il sottoscritto) che continuano a fare iniziativa privata in questo paese: se andate al tempo andiamo d’accordo, se non ci andate verrete sostituiti da altri a cui faremo condizioni sicuramente più favorevoli.

    ps quando questo passaggio avviene. Ormai, avviene sempre più di rado. “Lo Stato non può mettere la mani sul diritto ad avere un tetto”. Andando avanti con questa tassazione, il tetto di casa, lo toglieranno anche a chi ha fatto 20/30 anni di sacrifici portando avanti un’azienda in condizioni durissime. Lo stato di diritto non esiste e quindi fanno quello che vogliono.

    ps2 “Più soldi allo Stato, meno ai privati in particolare alle aziende. Negli ultimi 12 mesi sono saliti di oltre 22 miliardi di euro i prestiti bancari alla pubblica amministrazione mentre sono calati di 19 miliardi i finanziamenti alle aziende. Da maggio 2014 a maggio 2015, il credito al settore pubblico è salito da 1.892 miliardi a a.1915 miliardi e il credito al settore privato (aziende e famiglie) è sceso da 1.420 miliardi a 1.402 miliardi.” <—— questa è la giusta direzione……………

    ps3 "E' stato tolto l'ossigeno alle aziende, specie quelle più piccole, per finanziare lo Stato sprecone, che non è capace di razionalizzare la spesa pubblica e continua a gravare sulle spalle dei contribuenti. La riduzione del credito alle imprese, in particolare, suona come una beffa se allo stesso tempo si assiste a un corrispondente incremento della liquidità assicurata dalle banche allo Stato" commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.

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