Tante spese, poche entrate. Il contratto Di Maio-Salvini non sarebbe durato a lungo

di ANGELO VALENTINO – Azzardo dopo azzardo, la corda si è rotta dove volevano loro, Salvini e Di Maio. Con l’innesco di una crisi che è la più nera nella storia della Repubblica. Se l’intenzione del Quirinale era placare le preoccupazioni e non far saltare per aria i titoli di Stato, i cui possessori che lo si voglia o no sono i veri detentori della nostra ahimé sovranità limiutata, ebbene, l’effetto che si sta consumando è quello opposto. Se il Colle avesse lasciato correre… il contratto giallo-verde non sarebbe durato a lungo. Infatti mancavano le coperture per realizzare le misure previste dal programma di governo M5S-Lega: da 108, 7 miliardi di euro (nella migliore delle ipotesi) a 125,7, nella peggiore. È quanto emerge dall’analisi che il Sole 24 Ore ha fatto rilevare in una tabella pubblicata di recente sulla pagina Facebook dell’Osservatorio conti pubblici dell’università Cattolica di Milano, guidato dall’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli, come ricorda l’Agi.

Lo squilibrio tra le misure espansive e le coperture previste? È stato calcolato il costo delle misure contenute nel contratto, insieme alle entrate che deriverebbero dalle misure indicate per le coperture.

cottarelli

 

 

Da una parte le soluzioni proposte o, come vengono definite nella tabella, le “misure espansive”:

 -introduzione flat tax Irpef (costo 50 miliardi)
– sterilizzazione delle clausole di salvaguardia (12,5 miliardi);
– eliminazione delle accise sulla benzina (6 miliardi);
– reddito e pensioni di cittadinanza (17);
– rafforzamento centri per l’impiego (2 miliardi);
– uscita dal mercato del lavoro categorie escluse (5 miliardi);
– riforma pensioni (8,1 miliardi);
– politiche per le famiglie (0-17);
– investimenti (6 miliardi);
– assunzione straordinaria polizia penitenziaria (0,2);
– assunzione 10 mila persone nelle forze dell’ordine (0,2);
– innalzamento indennità civile (1,8).

Dall’all’altra parte, la lista, più corta, con le coperture. Eccole:

  • riduzione dei parlamentari (0,1);
  • riduzione pensioni d’oro (0,1);
  • eliminazione vitalizi (0,1)
  • riduzioni missioni internazionali (0,2).

Dalla somma delle “misure espansive” viene fuori una somma che varia dai 108,7 ai 125,7 miliardi di euro. A queste corrispondono, stando alle valutazioni dell’osservatorio, entrate che deriverebbero dalle misure indicate per le coperture per 500 milioni.

Insomma, la corsa sarebbe stata breve, saremmo andati a votare nel 2019 con le europee, e gli italiani avrebbero creduto di meno alle favole.

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