MARONI: ORSI? PIU’ VICINO ALL’UDC E A BERSANI

di GIORGIO CALABRESE

L’iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto,  inevitabile dopo le dichiarazioni di un testimone che lo ha chiamato in causa. Sta di fatto che Giuseppe Orsi (nella foto), presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, è ora sotto inchiesta da parte della procura di Napoli per concorso in corruzione internazionale e riciclaggio nell’ambito dell’indagine sulle presunte tangenti pagate dalla holding in relazione alla vendita al governo indiano di 12 elicotteri AgustaWestland. Una vicenda giudiziaria che si interseca con quella avviata, sempre dai pm partenopei, sul riciclaggio in cui è coinvolta la Lega Nord. Immediate le smentite: «Mai pagato tangenti a nessuno», ha detto Orsi. E Bossi: «Tangenti? Penso proprio di no». “Orsi e’ sempre stato piu’ vicino all’Udc. Per tacer di Bersani, piacentino come lui e suo buon amico. Il coinvolgimento della Lega nell’affare Finmeccanica semplicemente non esiste”. Parola di Roberto Maroni che spiega al Corriere della Sera come le accuse fatte al numero uno di Finmeccanica Giuseppe Orsi non esistano. “Orsi inoltre era all’interno di una terna, tutta interna al gruppo da cui e’ stato scelto Orsi dal Ministero dell’Economia. Tutto e’ basato su quanto afferma uno che poi da Orsi e’ stato cacciato”, sottolinea Maroni.

Maroni si scaglia poi contro i magistrati napoletani che, insieme ai colleghi di Milano e Reggio Calabria, indagano sulla Lega. «A proposito -scrive l’ex ministro dell’Interno in un post su Facebook-, sapete quando il losco personaggio che dice ‘stronzate fangose’ sulla Lega è stato interrogato dai pm napoletani? A ottobre dello scorso anno. Che strano, queste notizie esplosive sono rimaste nel cassetto dei pm napoletani per ben 6 mesi e sono uscite solo oggi, a 2 settimane dalle elezioni…».

«La Lega ha già molti guai, non se ne cerchi degli altri con inaccettabili illazioni. Il leghista Maroni non si arrampichi sugli specchi. E invece che affidarsi a motivazioni geografiche, dia risposte credibili alle contestazioni che in queste ore stanno emergendo sul legame oscuro tra la Lega e Finmeccanica». Così Nico Stumpo, della segreteria nazionale del Pd, risponde alle parole di Roberto Maroni, sul Corriere della Sera, secondo il quale la nomina di Giuseppe Orsi a Finmeccanica non è stata voluta dalla Lega ma dai leader Udc e Pd che erano «vicini» a Orsi.

La notizia dell’iscrizione di Orsi nel «libro nero» della procura napoletana trapela all’indomani delle perquisizioni e sequestri eseguiti in Svizzera sulla base di una rogatoria con la procura federale di Lugano. Gli inquirenti hanno perquisito l’abitazione e le sedi di alcune società di Guido Ralph Haschke, intermediario italo-svizzero, che avrebbe ottenuto per l’affare degli elicotteri, andato in porto nel 2010 quando Orsi era al vertice dell’Agusta, 51 milioni di euro, 10 dei quali secondo l’ipotesi accusatoria sarebbero finiti al Carroccio. L’iniziativa di indagare Orsi tuttavia non è legata agli ultimi sviluppi dell’inchiesta (tra l’altro si devono ancora esaminare i documenti sequestrati), ma alle rivelazioni fatte nei mesi scorsi ai pm di Napoli da Lorenzo Borgogni, ex dirigente delle relazioni esterne del gruppo. Borgogni si era soffermato sulla vendita degli elicotteri, coinvolgendo sia l’intermediario italo-svizzero, sia un altro presunto mediatore, indicato come referente di Orsi.

«Nè AgustaWestland nè Finmeccanica hanno corrisposto alcuna tangente alla Lega Nord», aveva precisato ieri mattina Finmeccanica, aggiungendo che “AgustaWestland non ha commesso alcun tipo di irregolarità, nè pagato commissioni di alcun genere per la vendita di elicotteri AW101 al Governo indiano, come una recente indagine del ministero della Difesa indiano ha confermato”. Ma in serata è stato lo stesso Orsi a parlare. “Io non ho mai pagato nessuna somma illegale nè alla Lega nè ad alcun altro. Durante tutto il periodo di amministratore delegato di Finmeccanica e AgustaWestland non mi è mai capitato di pagare alcunchè di illegale”. Ai microfoni del Tg1 ha spiegato che la scelta fatta dall’azionista Tesoro di nominarlo ai vertici della società, è stata fatta sulla base delle sue esperienze professionali. In Finmeccanica, ha proseguito, “stiamo vivendo male la situazione. Siamo 70mila dipendenti e ogni giorno lavoriamo per fare di Finmeccanica un campione di tecnologia e vediamo il nostro lavoro screditato dalle illazioni di una persona (il riferimento è appunto a Borgogni – ndr) che ha lasciato Finmeccanica e che ha avuto comportamenti non coerenti con il nostro codice etico”.

In merito alle insinuazioni riportate ieri da alcuni quotidiani riguardo a presunte tangenti, la Lega Nord si era detta subito totalmente estranea e Roberto Maroni aveva bollato le notizie come “stronzate”. In serata, poi, è intervenuto Bossi. Tangenti da Finmeccanica? “Penso proprio di no, non può essere, io non ho mai sentito cose del genere”, ha detto a margine di un comizio. “Lì di solito lavorava Giorgetti, che è un pretino”, ha aggiunto Bossi riferendosi al segretario della Lega lombarda e ricordando che in passato aveva rifiutato del denaro dal banchiere Giampiero Fiorani. “Di Giorgetti – ha assicurato il presidente della Lega – sono ultrasicuro, se gli davano le tangenti lui gliele portava indietro”.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

2 Comments

  1. wamba says:

    Tutto vero, tutto verisssimo! Congiure e basta come non crederlo? Del resto anche i leghisti in Rai sono più vicini a Bersani (Errani, Chiamparino Del Rio) e Berlusconi (La Russa, Alfano, Castiglione e soci…)che alla Lega! Di che cosa stupirsi ??? E anche Bianchi Clerici mica è della Lega….

Leave a Comment