ITA-G-LIA, UN PAESE CHE S’E’ ROVINATO CON LE SUE MANI

di DIEGO TAGLIABUE

Altro che “Italia rovinata a sua insaputa”, come ha giustamente scritto Tontolo. Quando la retorica, il piagnisteo, l’arroganza, la fuga dalle proprie colpe e il rifiuto di riconoscere la realtà non servono più, ecco spuntare il solito “non sapevo” o – espresso collettivamente – “non sapevamo”. Ora si pone questa domanda: dispongono altri popoli europei di poteri straordinari, quasi sovrannaturali, o è questa l’ennesima (si spera l’ultima) scusa italiota?

Non occorre essere un genio di economia e finanze, per capire che l’Ita-G-lia ha sempre speso più di quanto incassava, malversando per giunta gli introiti delle tasse e il denaro proveniente dai debiti astronomici, fatti con le banche già ai tempi della Lira per finanziare il parassitismo. Vale la pena ricordare, che nel 1992, l’Ita-G-lia era già fallita e aveva già un debito di 272 miliardi di Euro verso la Bundesbank. All’epoca non c’erano Euro, UE, BCE ecc. bensì il solito andazzo italiota. Nonostante tutta la retorica, che dipinge la Lombardia come il “male d’Ita-G-lia”, mentre proprio questa regione – al netto della famigerata evasione fiscale – mantiene questo Stato artificiale, sprecone, scroccone e parassitario da 151 anni con due cifre di percentuale, sanno benissimo tutti dove i soliti reati – evasione fiscale, malversazione, ecc. – sono più diffusi e radicati: nella Magna Grecia.

Ci si lamenta del Trota e di suo padre? A buon diritto! Mi unisco volentieri al coro. Solo che nella Magna Grecia ci sono interi acquari di trote, scorfani ecc., il cui danno economico è di gran lunga maggiore di quello del “piccolo” Bossi Jr. Ripeto: non occorre essere un genio della finanza, per vedere che il record di impiegati pubblici in Sicilia, Calabria, Campania e Puglia non è finanziabile, anche se fossero gli impiegati più efficienti di questa terra. Non occorre essere un genio per sapere che il caso di Boscoreale è una regola, anziché un’eccezione.  Sul grado di efficienza (o, per meglio dire, deficienza) dell’azienda Ita-G-lia calo ora un velo pietoso.

Anche nella “distrazione” delle tette di “Non è La Rai”, dei gol di Juve, Inter e Milan, degli urlatori professi nei talk-shows politici alla Santoro e delle trasmissioni-sonnifero alla Vespa non mi è sfuggita la situazione disastrosa dell’Ita-G-lia nel 1992. Sei anni dopo, passato anche un illuminante anno di naja con due mesi nel Mezzogiorno, che mi hanno aperto gli occhi sulla realtà, me ne sono andato in uno Stato serio, realmente federale e senza questa “contabilità creativa” all’italiana. Sto parlando della tanto odiata Germania. Sì, odiata perché questa, come del resto anche l’Austria, l’Olanda, la Danimarca, la Svezia ecc. (con o senza Euro), si contiene nel prendere per i fondelli i propri cittadini e tende a consolidare le loro finanze, tagliando la spesa pubblica e aumentando l’efficienza dei servizi. In tutti questi Paesi una lettera impiega al massimo due giorni lavorativi per arrivare a destinazione: lo stesso vale per i pacchi, eccezion fatta per spedizioni pesanti (sopra i 20 kg netti) e ingombranti.

In tutta sincerità: possiamo dire la stessa cosa dell’Ita-G-lia?

Ben due volte sono stati rubati nel “Belpaese” due pacchi che avevo mandato ai miei per Natale. Evidentemente qualcuno voleva assolutamente sbranare dolci di marzapane, immaginandosi così la casetta della strega di Hänsel und Gretel. Quando, per sposarmi, ho dovuto chiedere documenti al consolato italiota di Monaco di Baviera, la mia allora ragazza stentò a credere ai suoi occhi:

1- Portinaio/centralinista con gambe sul tavolo, cornetta staccata e impegnato a giocare a solitario;

2- Indicazioni di uffici e mansioni tipo piramide di Asterix;

3- Tempi di attesa oltre i 60 giorni (ad andar bene).

Ho elencato solo gli highlights della rappresentanza burocratica italiota all’estero. La soluzione: delegare i miei di fare – con la mia procura – quasi tutti i documenti necessari a Monza. Strano: a Monza sono stati più veloci che nel distaccamento magnogreco in Baviera.

Andiamo avanti, parliamo dell’esperienza del C.A.R. in Campania. Non erano lombardi, veneti, trentini, sudtirolesi o friulani i marescialli obesi e gli ufficiali vari, che rubavano regolarmente merce dalla caserma alla luce del sole, per poi venderla in nero nei loro negozi (chiaramente non in regola) o di sottobanco: bossoli, alimentari, detersivi ecc. Questo era ed è il loro “patriottismo” e il loro “amore” per l’Ita-G-lia: in realtà l’attaccamento parassita al vaglia lombardo! Gli stessi “fieri patrioti” in divisa, che avrebbero fatto ridere anche i polli e sarebbero tutti scappati alla Schettino, sfottevano poi le reclute dal nord, le cui famiglie non avevano tempo e interesse per assistere a un giuramento forzato: “Giovanotto, non mi dicesse che al Nodde si lavora anche di Sabbato!”. Potrei continuare con “Io la multa me la faccio togghiere!”, “Voi siete i fessi che lavorano e pagano. Noi siamo più contemplativi, siamo filosofi greci.”, “Uscite la linguetta della bomba a mano!”, ecc.

Fuori dalla caserma era peggio che dentro: una mentalità da Albania/Maghreb 2.0 reloaded.

Il periodo restante lo trascorsi, per mia fortuna, a Udine: era sempre l’esercito marmittone italiota, ma almeno c’erano solamente gli sprechi cosiddetti legali, cioè le spese militari di per se stesse. C’ero solo io, o ero l’unico a non sognare con gli occhi aperti? Non mi risulta di aver sviluppato poteri extrasensoriali, per poter vedere la realtà delle cose e trarne le conseguenze del fallimento dell’Ita-G-lia! La colpa è dei politici? Benissimo, ma questi non vengono da Marte o da San Gennaro, bensì vengono votati dai cittadini, i quali sono o tonti o collusi marci. E più a Sud si va, peggio è il marcio.

Il teatrino del “non sapevo” non incanta più nessuno, perché è una scusa senza fondamento!

 

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18 Comments

  1. CLAUDIO says:

    PROBABILMENTE,QUESTE “COSUCCE”….NON INTERESSANO A…….NESSUNO !!! ?

  2. Teresa Micheli. says:

    Complimenti al signor Diego,condivido tutto .

    E’ vero,non tutti al Sud sono disonesti,ma e’ il restante che fa la differenza!!

    Se la mafia e’ la prima azienda con un saldo positivo vorrà dire qualcosa,non ho mai sentito di mafiosi chiamati Brambilla!!

    Io ho la soluzione per tutti,ogni regione sia economicamente indipendente dall’ altra da Nord a Sud.

  3. fracatz says:

    noi del bobbolo tajano andiamo fieri dei nostri caporioni in cui ci identifichiamo pur nei vari schieramenti ed all’uopo uniti per il bene della nostra amata patria.
    Noi siamo particolarmente fieri di avere la classe politica ed amministrativa meglio pagata al mondo, per essere certi di avere da loro il massimo sforzo per il nostro benessere

  4. roberto says:

    Articolo estremamente superficiale, che non tiene conto di cosa sia veramente il debito pubblico (una truffa), dei problemi creati da una moneta non sovrana e anche pieno zeppo di luoghi comuni. Che altro fare se non consigliare all’autore di dedicarsi a qualcosa d’altro? saluti.

    • Nicola Job says:

      Diciamo (e questo è un dato di fatto inconfutabile) che le quattro regioni del sud sono in mano alla criminalità, sono nel complesso totalmente mantenute dal nord, hanno uno stile di vita generalmente parassitario. Ho cari amici al sud, bravissime persone e lavoratori ma sono una minoranza. Quando si vota funziona la catena alimentare. Per rinascere il sud deve economicamente staccarsi dal nord, altrimenti è sicuro: crollerà tutta questa italia attaccata solo con un po’ di colla. Le forze sane del sud che esistono e sono culturalmente avanzate devono avere il coraggio di chiedere la loro indipendenza. Solo così si apriranno scenari impensabili e positivi. Basta vedere quanto successo tra repubblica Ceca e Slovacchia: ora stanno crescendo entrambe in modo incredibile e inpensabile finchè erano unite. Caro Roberto non è questione di astio tra diverse regioni italiche è che l’italia così com’è adesso non può più andare avanti. Con affetto sincero, un amico veneto.

    • Luca says:

      Ancora con questa storia della truffa del debito pubblico? Guarda caso una truffa che coinvolge solo paesi dove lo stato spende e spande e dove milioni di persone anzichè trovarsi un lavoro vero si fanno mantenere dallo stato. Ma guarda un po’… Certo, hai ragione, in Italia funziona tutto benissimo, ma ci sono i cattivoni incappucciati che da dietro le quinte tramano per farla affondare. Ma per favore…

  5. kaos says:

    …quello che c’haveva una fabbrica con 800 operai in nero, mai dichiarata una lira di guadagno, mai iscritta l’attivita’, mai fatta una fattura, era un conciaio del trevigi-ano ……quanto si e’ rubato sto ignorantone in tutti gli anni di criminale negligenza? …quasi quanto 10.000 impiegati statali fannulloni?
    ma smettila di farti ste cnnacce con roba verde…fatti un giro al sud, inmarocco e comprati un po di hashish di quello buono e vedrai che torni a vedere il mondo reale…..serenissima sega….

    • Nicola Job says:

      Leggi sopra caro kaos, tira fuori tutto il tuo coraggio, non accusare chi con fatica riesce a far andare avanti questa italia che non esiste, ciao e pensa in grande, al riscatto del sud che può avvenire solo con la vostra indipendenza.

    • marco says:

      Con una grande differenza: gli operai erano pagati con i soldi che arrivavano da un’attività produttiva e il titolare non ha rubato niente a nessuno; i 10.000 impiegati fannulloni sono pagati con i soldi rubati ai cittadini che producono reddito vero e che vengono rapinati dallo stato ladro e vero delinquente!!!! E’ la tua mentalità bacata che vpermette questo andazzo in i-taglia.

  6. Danilo says:

    Generalizzare è molto pericoloso. Non è assolutamente vero ciò che pensi del sud. Anche al sud cè gente onesta e anche al nord cè gente disonesta. Purtroppo l’Italia è anche questo. Noi siamo italiani e rimaniamo qui lottando per ottenere i cambiamenti, tu invece spara sulla croce rossa dalla tua Germania che odi seppur ci vivi, questa è incoerenza.

    • liugi says:

      Sì, ma non sono inventati i deficit con percentuali a due cifre nei bilanci delle regioni meridionali.
      Ma certo, facciamo finta che anche questo non esista.
      Consiglio a tutti i meridionali di prendere coscienza della situazione e porre rimedio prima che sia troppo tardi. La bancarotta sarà una tragedia ovunque in Italia, ma al Sud, che si basa sugli assegni in bianco regalati dallo Stato, sarà una catastrofe umanitaria.

  7. giovanni says:

    il Signore dell’articolo è un emerito idiota.

    • Pietro Caldiera says:

      Sempre meglio che parassita.

    • Nicola Job says:

      giovanni pensa, qui da noi ti lasciano dire anche le tue poco edificanti opinioni. Torna pure qui in questo luogo voltairiano ma con un minimo di intelligenza che è quella che ci separa dal resto del mondo animale.

  8. berg says:

    Per una volta concordo su quasi tutto quello che ha scritto il sig. Tagliabue.
    L’unica cosa su cui dissento è questa : “Il teatrino del “non sapevo” non incanta più nessuno”
    Per nostra disgrazia gli “incantati” sono ancora tantissimi, non importa se lo sono per tornaconto o per coglionaggine, se “magni greci” o settentrionali, il problema, come temo, è che siano ancora la maggioranza.

  9. Luca says:

    Niente da aggiungere. Articolo che descrive alla perfezione questo ridicolo paese. Sarebbe da stampare e da imbucare nella cassetta delle lettere di quelli che in Lombardia espongono il tricolore alla finestra.

  10. Pietro Caldiera says:

    Si consoli, Signor Tagliabue, pensando a quello che ne sara’ dei “filosofi magna-greci” quando la Lombardia e il Veneto saranno indipendenti. Quanto alle ambasciate magna-magna greche, non vedo l’ora di poter entrare in una Serenissima Ambasciata dove possa trattare con dei compatrioti invece che con i “soliti italiani”.

    • Franco says:

      Io ho fatto la naja a Rovigo e gli autocarri partivano pieni da Verona, per giungere semivuoti a Rovigo. Erano moltissime le “tappe” intermedie a casa di Capitani, Tenenti e Marescialli. Credo sia inutile scrivere che su 173 fra ufficiali e sottoufficiali solo 5 provenivano da distretti militari del nord.
      L’Italia è questa…è il paese dove ci sono Comuni che hanno 120 abitanti e vi sono 5 dipendenti SOLO nell’ufficio tecnico.
      Siamo falliti, è dalla fine degli anni 80 che siamo falliti!!!

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