Tagli alla politica? Pochi giorni ancora e la casta l’avrà fatta franca

di FABRIZIO DAL COL

C’è tempo ancora una settimana. Scade infatti il 9 dicembre il decreto che taglia i costi alla politica dopodiché la casta potrà ancora una volta festeggiare la vittoria. Il decreto, infatti, dovrà essere convertito in legge prima dell’Immacolata, altrimenti è destinato a decadere. Ormai non si contano più le volte, e del resto sarebbe ormai anche inutile, in cui ilprovvedimento è rimbalzato tra Camera e Senato per questioni futili se non addirittura fuori luogo, ma come si suole dire, il tempo è denaro e al Governo lo sanno bene. Intanto, bisognerà fare i conti con oltre 360 emendamenti presentati da più parte politiche, e questo fa pensare alla solita strategia messa in atto dai partiti per evitare di votare un decreto che ridimensiona i loro emolumenti. Per questo sarà inevitabile per il governo porre la fiducia, in quanto i denari che rientrerebbero nel bilancio dello Stato sono, tutto sommato, una cifra piuttosto consistente.Tuttavia voci attendibili e sempre più insistenti, provenienti dal centrodestra, sostengono che il Cavaliere ha ancora la forza di condizionare le scelte dei parlamentari. Sembrerebbe infatti che l’ex premier, visti i sondaggi che circolano e soprattutto l’esito del ballottaggio delle primarie del Pd, abbia deciso di congelare i suoi con il diktat di non votare niente. Anzi, di prendere ancora del tempo in questa fase finale della legislatura. In ballo infatti, non c’è solo il decreto sui costi della politica, ma anche la delega fiscale e la legge elettorale.

Quale sia la vera strategia del Cavaliere non lo sa nessuno, ma la situazione difficile che regna invece in questi giorni in casa del Pdl, a causa della notizia che le primarie non si faranno, appare come una sorta di“rompete le righe”. Di certo, sembra che il “nuovo” Berlusconi riesca ancora a fare il bello e il cattivo tempo, in barba a tutti coloro che si sono spremuti in favore delle primarie. E se invece il Cavaliere avesse volutamente deciso di accelerare lo scioglimento del PDL , facendo leva proprio sul voto del decreto sopra citato? In questo caso avrebbe gioco facile ad annunciare la costituzione di quel nuovo contenitore politico, pronto come ha fatto già sapere, a sostenere Monti come prossimo Presidente del Consiglio.

E in Lombardia cosa accadrebbe ? Maroni sarebbe inevitabilmente il candidato naturale alla Presidenza della Regione in quota Lega, ma se Berlusconi deciderà di essere della partita per le elezioni politiche, sarà anche inevitabile un’alleanza della Lega con quel nuovo contenitore, il cui nome verrà scelto tra quelli registrati in questi giorni, in grado di intercettare anche Montezemolo, Fini e Casini. Il centro-sinistra intanto si interroga, e da probabile vincitore delle prossime elezioni quale è già stato dichiarato dai sondaggi, rischia ora di ritrovarsi come competitor un cartello politico inedito che non ha fatto mistero di preferire Monti come premier per la prossima legislatura, un cartello politico, quello che avrebbe in mente il Cav, in grado di mettere a rischio la presunta vittoria del centrosinistra.

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2 Comments

  1. Dan says:

    Signori cosa si sta a battere il tempo. Tanto la gente non la smuovete mica.

    E’ dal luglio del 2011 che si alzano le voci di andare a roma a fare un disastro ma al di fuori dei soliti centri sociali continua a non muoversi una mosca.

    La casta la farà franca, questa e tutte le volte a venire perchè siamo una manica stronzi che gode nel finire sotto le scarpe di politici, governanti e banchieri.

  2. ingenuo39 says:

    Tagli alla politica? Pochi giorni ancora e la casta l’avrà fatta franca? se questa volta la legge non viene approvata, io considererò tutti i politicanti sullo stesso piano, quelli ladri e quelli complici dei ladri. Pertanto alle prossime elezioni, voterò M5S con al speranza che grillo metta in parlamento persone anche incapaci ma sicuramente non in combutta con costoro ma sicuramente con la voglia di fare qualcosa per il nostro Paese

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