Svolta nazionalista di Salvini. I senatori della Lega firmano l’appello per conservare i toponimi italiani in SudTirolo

sud tirolo meloni

di CASSANDRA – Notizia curiosa. Forse frutto della svolta nazionalista di Salvini.  I  senatori della Lega Nord per l’Indipendenza della Padania hanno firmato un’appello per conservare i toponimi italiani in Sud Tirol. Perchè un parlamentare che dovrebbe voler liberare la Padania, il Nord dall’Italia e dall’italianità si impegna per conservare la stessa italianità in Sud Tirol, anzi, Alto Adige come aveva imposto la cultura  fascista, e non coglie invece la palla al balzo per dire “anche noi, anche noi, facciamolo anche noi in Padania!”. Perché?

Ma l’autodeterminazione del popoli e il rispetto delle culture non era una volta la bandiera della Lega? Ecco chi vuole la lingua italiana nella toponomastica. In buona compagnia con le tre senatrici di Fare, seguaci di Flavio Tosi e di una buona dose di vecchi arnesi della politica italiana…

CANDIANI STEFANO
CENTINAIO GIAN MARCO
COMAROLI SILVANA
CONSIGLIO NUNZIANTE
DIVINA SERGIO
TOSATO PAOLO

L’appello che la Lega ha sottoscritto, arriva, come si legge dal periodico Formiche.net, da intellettuali che vogliono che il SudTirolo sia a tutti i costi Italia.

Forse gli amici suditirolesi, almeno, non avranno dimenticato l’intervento in lingua tedesca dell’allora sottosegretario alla Salute,  la leghista Francesca Martini, alla Fiera d’autunno di Bolzano. Certo, un’eccezione… perché la conoscenza delle lingue straniere non abbonda in Parlamento…

http://formiche.net/2017/03/03/ecco-i-102-senatori-che-difendono-i-nomi-italiani-in-alto-adige/

 

Ecco il testo pubblicato su Formiche.net:

L’intervento della professoressa Maria Giovanna Arcamone

Gentile Direttore,

ho il piacere di segnalarle un’importante e speriamo decisiva svolta nell’incredibile vicenda dei nomi italiani che si vogliono cancellare dalla toponomastica bilingue italiano-tedesca in Alto Adige. L’ora x è fissata per il prossimo 8 marzo, quando la cosiddetta Commissione dei Sei si riunirà a Roma per approvare una norma di attuazione di rango costituzionale che consentirà l’addio a gran parte delle secolari dizioni italiane dei nomi. Ma alla vigilia dell’allarmante appuntamento ben 102 senatori, di cui invio il nome e il gruppo parlamentare del quale fanno parte, e – cosa per noi ancor più significativa – che rappresentano in modo indistinto sia partiti di maggioranza che di opposizione, hanno deciso di condividere i nostri due Appelli, rivolti a tutte le massime Istituzioni della Repubblica, per chiedere il rispetto delle regole, del diritto, della Costituzione. Per chiedere che nessuno colpisca la lingua, la cultura e la storia d’Italia in Alto Adige.

Cordiali saluti,
Maria Giovanna Arcamone

(Qui gli appelli completi)

Centodue senatori di maggioranza e opposizione: “No alla cancellazione dei toponimi italiani in Alto Adige. Nessuna decisione venga presa l’8 marzo dalla Commissione dei Sei: si pronunci la Corte Costituzionale”.

Centodue senatori appartenenti a tutti i gruppi parlamentari, dal Pd a Forza Italia, dall’Area popolare al Gal – Grandi autonomie e libertà che comprende Idea popolo e libertà – alla Lega (solo i Cinque Stelle si sono riservati di prendere posizione nei prossimi giorni), hanno condiviso il contenuto dei due Appelli rivolti alle massime Istituzioni della Repubblica da parte dell’Accademia della Crusca e di numerosi linguisti italiani oltre che di insigni studiosi della Germania, Belgio, Spagna, Polonia e Stati Uniti. Alla vigilia del varo, l’8 marzo, della controversa norma d’attuazione che aprirebbe la strada all’abolizione definitiva della secolare toponomastica italiana in Alto Adige, anche i, finora centodue, senatori che hanno già condiviso gli Appelli, chiedono “che nessuna decisione politico-giuridica venga presa dalla Commissione dei Sei in attesa della prossima pronuncia della Corte Costituzionale, massimo organo di garanzia della Repubblica e custode riconosciuto, sopra ogni parte, dei diritti di tutti”. Il riferimento è sia al testo che è in approvazione alla Commissione paritetica Stato/Provincia autonoma di Bolzano detta Commissione dei Sei, sia al ricorso promosso dal governo-Monti alla Corte Costituzionale. Il governo aveva impugnato una legge provinciale di Bolzano che aboliva i toponimi italiani. E il ricorso pende dal 2012 davanti alla Consulta.

Dunque, quest’ipotesi di norma d’attuazione di rango costituzionale “prefigura la messa in discussione del pieno diritto dei cittadini italiani di riconoscersi, utilizzare e tramandare il proprio ricco e vasto patrimonio di migliaia di nomi di luogo in lingua italiana in Alto Adige, così come hanno fatto finora e per decenni. Tale norma di attuazione violerebbe gravemente i principi della Costituzione e l’obbligo del bilinguismo italiano-tedesco sancito da leggi costituzionali, da sentenze della Corte Costituzionale e dall’Accordo De Gasperi / Gruber del 1946. Un Accordo che è alla fonte dell’autonomia speciale in Alto Adige, basata sul principio di assoluta e inderogabile parità linguistica fra i gruppi conviventi”.

Gli Appelli ricordano che alla Provincia autonoma di Bolzano “spetta il compito (art. 101 e 102 dello Statuto) di dare ufficialità ai toponimi tedeschi e ladini, come espressamente stabilito dalla norma, e non già di sopprimere o limitare i toponimi italiani esistenti e in vigore da quasi 100 anni. Oltretutto l’italiano è la lingua ufficiale dello Stato, secondo quanto ribadito proprio e sempre dallo stesso Statuto di autonomia altoatesino. I toponimi, tanto italiani quanto ladini e tedeschi, costituiscono un “bene collettivo” che deve potere essere condiviso e salvaguardato come espressione più alta della cultura e delle identità presenti in Alto Adige. La civiltà del bilinguismo paritario è un ponte esemplare nell’Europa dei nuovi muri”.

I centodue senatori condividono l’allarme degli accademici italiani e stranieri: “Ogni soppressione totale o parziale di toponimo in lingua italiana, ogni ipotesi di
cancellare in parte o pesantemente nomi protetti dalla Costituzione rappresenterebbe, inoltre, anche la negazione del diritto alla libertà di parola e di
espressione dei cittadini italiani e di chiunque al mondo desiderasse liberamente continuare ad indicare e a pronunciare in italiano nomi di luogo che fanno parte
della Repubblica italiana e della sua radicata storia plurilingue in Alto Adige».

Seguono i nomi dei senatori con le sigle dei loro gruppi parlamentari.

GRUPPO ALA
AMORUSO FRANCESCO MARIA
BARANI LUCIO
COMPAGNONE GIUSEPPE
LANGELLA PIETRO
MILO ANTONIO
PAGNONCELLI LIONELLO
PICCINELLI ENRICO

AREA POPOLARE AP NCD
ALBERTINI GABRIELE
BILARDI GIOVANNI
COLUCCI FRANCESCO
CONTE FRANCO
DALLA TOR MARIO
DI BIAGIO ALDO
DI GIACOMO ULISSE
DE POLI ANTONIO
FORMIGONI ROBERTO
MARINELLO GIUSEPPE
MARINO LUIGI
ROSSI LUCIANO
SACCONI MAURIZIO

ART.1 MDP
CORSINI PAOLO
CONSERVATORI RIFORMISTI COR
AUGELLO ANDREA
BRUNI FRANCESCO
COMPAGNA LUIGI
D’AMBROSIO LETTIERI LUIGI
LIUZZI PIETRO
PERRONE LUIGI
ZIZZA VITTORIO

GRUPPO FORZA ITALIA FI
ALICATA BRUNO
ARACRI FRANCESCO
AZZOLLINI ANTONIO
BERNINI ANNA MARIA
BERTACCO STEFANO
BOCCA BERNABO’
BOCCARDI MICHELE
CALIENDO GIACOMO
CARRARO FRANCO
DALI’ANTONIO
DE SIANO DOMENICO
FAZZONE CLAUDIO
FLORIS EMILIO
GALIMBERTI PAOLO
GASPARRI MAURIZIO
GIBBIINO VINCENZO
GIRO FRANCESCO
MALAN LUCIO
MANDELLI ANDREA
MARIN MARCO
MATTEOLI ALTERO
MAZZONI
MINZOLINI AUGUSTO
PALMA NITTO
PICCOLI GIOVANNI
RAZZI ANTONIO
RIZZOTTI MARIA
ROMANI PAOLO
SCHIFANI RENATO
SCOMA FRANCESCO
SERAFINI GIANCARLO
SIBILIA GIACOMO
ZUFFADA SANTE

GRANDI AUTONOMIE E LIBERTA’ GAL
CASALETTO MONICA
FERRARA MARIO
GIOVANARDI CARLO
MAURO GIOVANNI
MAURO MARIO
NACCARATO PAOLO
QUAGLIARIELLO GAETANO
TREMONTI GIULIO

LEGA NORD E AUTONOMIE LN
CANDIANI STEFANO
CENTINAIO GIAN MARCO
COMAROLI SILVANA
CONSIGLIO NUNZIANTE
DIVINA SERGIO
TOSATO PAOLO
PARTITO DEMOCRATICO PD
GIANNINI STEFANIA
MARCUCCI ANDREA
MAURO MARINO
ORRU’ PAMELA
SANINI GIORGIO
SUSTA GIANLUCA
AUTONOMIE
BUEMI ENRICO
ROMANO LUCIO

MISTO
BAROZZINO GIOVANNI
BELLOT RAFFAELLA
BIGNAMI LAURA
BISINELLA PATRIZIA
BOCCHINO FABRIZIO
BONFRISCO CINZIA
CAMPANELLA FRANCESCO
CERVELLINO MASSIMO
CONTI RICCARDO
DE CRISTOFARO PEPPE
DE PETRIS LOREDANA
DE POLI ANTONIO
MOLINARI FRANCESCO
MUNERATO EMANUELA
MUSSINI MARIA
PETRAGLIA ALESSIA
ROMANI MAURIZIO
SIMEONI IVANA
VACCIANO GIUSEPPE

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15 Comments

  1. marco says:

    “Milano è casa mia, Napoli è casa mia, Bari è casa mia” questo dice oggi il traditore Matteo Salvini. E così dovrebbe essere chiamato dagli indipendentisti. Quelli veri naturalmente.

  2. giorgio says:

    I Leghisti… tutti persi per strada…

  3. Castagno 12 says:

    Occuparsi ANCORA d SALVINI & C. e NON FORNIRE alcuna indicazione riguardante ciò che dovrebbero fare, anche nel quotidiano, i Signori Indipendentisti, significa “ESSERE DEL GATTO” (eloquente espressione toscana).
    I PROBLEMI SECONDARI ATTRAGGONO E BRUCIANO LE MODESTE FORZE DEGLI INDIPENDENTISTI.
    I PROBLEMI FONDAMENTALI VENGONO COSTANTEMENTE IGNORATI.
    Una inequivocabile manifestazione di IMPOTENZA toglie qualsiasi speranza DI RISCATTO E DI SALVEZZA.
    Siamo alle solite: ANCHE IL FUTURO DEGLI INDIPENDENTISTI E’ NELLE MANI DI ALTRI, ITALIANI DOC & STRANIERI.

  4. Giuseppe Zaro says:

    La Lega dei popoli del Nord non si deve snaturare praticando altri luoghi e altri personaggi. Già si sono persi 8 anni in coalizione con Berlusconi. Speriamo non tramonti la determinazione all’indipendenza della Lombardia e del Veneto.

    • Castagno 12 says:

      ANZICHE’ SPERARE NEL NULLA, CERCHI DI CAPIRE, SI INFORMI.
      Scriva su Google “Proprietà Lega Nord”, poi clic, SCELGA E LEGGA.
      Pur di NON AGIRE, vi attaccate anche ALLE SPERANZE INESISTENTI.

  5. gian luigi lombardi-cerri says:

    Chi ha conosciuto Salvini sin dai primi momenti della sua tessera leghista, non può meravigliarsi del suo attuale ateggiamento.

  6. RENZO says:

    A Salvini & Co.
    Per evitare parolacce… No comment
    Viva i Popoli Liberi
    Viva il Sud Tirol

  7. MArco says:

    Ma che svolta nazionalista. Salvini è l’unico che ha a cuore gli interessi della Padania. Ha appena firmato a Mosca un accordo per la difesa della PAdania. Se qualcuno la vuole dovrà fare i conti con Putin. Sabato sarà a Napoli per sponsorizzare l’indipendenza della PAdania. Lui non è come gli altri che si girano di qua e di là a seconda del vento. Una volta i Rom, una volta gli extracomunitari, poi dentro l’euyro solo noi, poi fuori l’euro solo noi. Lui ha una sola cosa in mente : la Padania. Per questo ha rifiutato lo stipendio di Europarlamentare, che gli euro gli fanno schifo. Coerentemente direi. Per questo va al Parmaento Euriopeo, che odia, solo le 4 volte al mese che serevono a prendere il rimborso (se non vota almeno una certa percentuale di votazioni). Andare nelle commissioni dove si svolge la maggior parte del lavoro? MAI. Per l’onore della sua patria, una e sempre: la Padania.

  8. caterina says:

    con un Salvini sempre più tricolorato siete mal messi a seguirlo, nonostante il gran daffare che si dà per procurarsi alleanze ad ovest e ora ad est… e non si accorge di quello che reclamano a buon diritto alle porte di casa, al di là dei banali conti in tasca che non ripianano i sorprusi subiti…
    studi la storia, non per imitarla ma per evitare di persistere negli errori commessi da altri… sempre che sia in grado di capirli!

  9. Franco says:

    Concordo e ringrazio il sig. Rodolfo è il sig. Paolo.. quello che avete scritto è una piccola parte di verità storica di quello che è successo al termine della prima Guerra Mondiale in Südtirolo. L’ignoranza storica di questi tragici fatti abbonda e è di casa anche nel Tirolo meridionale oggi chiamato Trentino.. fascistizzato ad hoc, dove nelle scuole ancora ad oggi non si insegna la nostra vera storia non si commemorano i nostri caduti per quello che sono stati. Non esiste ancora un memoriale che ricorda questo sacrificio umano dei nostri nonni o bisnonni, ma nelle scuole si insegna ad osannare qualche vigliacco traditore.

  10. Rodolfo Piva says:

    Caspita, la Professoressa Maria Giovanna Arcamone deve essere una specialista di Fantascienza Storica perchè nella sua lettera al direttore di Formiche.net parla di cancellazione di gran parte delle SECOLARI DIZIONI ITALIANE dei nomi (in Sudtirolo) e parla anche “della lingua, la cultura e la storia d’Italia in Alto Adige”.
    A me risulta che il Sudtirolo è, da secoli, abitato da una popolazione di lingua tedesca e non mi è chiaro dove siano “le secolari dizioni italiane” nè dove siano la lingua, la cultura e la storia d’Italia in alto adige, (dizione parafascistoide).
    Quello che è assodato è che, negli anni ’20, si mise all’opera un farabutto fascista di nome Ettore Tolomei che convertì tutti i toponimi in lingua tedesca (in vigore da secoli) in lingua italiana con risultati spesso ridicoli. Sempre in quegli anni venne fatto obbligo che l’insegnamento nelle scuole fosse solo in lingua italiana. Roba da criminali da perseguire per genocidio identitario. Fortunatamente, il tentativo fascista di rendere i sudtirolesi minoranza nella loro terra fallì.
    PS: che 102 parlamentari abbiano firmato la petizione, lascia il tempo che trova vista l’ignoranza che accomuna trasversalmente questi mantenuti dai cittadini italiani.

  11. Rodolfo Piva says:

    Per quanto riguarda i signori della Lega firmatari, ogni commento è superfluo, come pure per gli sbandieratori di tricolori di Forza Italia. Per quanto riguarda gli altri fenomeni di area sinistra sono semplicemente ridicoli perchè, fuori dal Sudtirolo, sono accaniti antifascisti mentre, in Sudtirolo, difendono la permanenza di monumenti ed orpelli del defunto regime. Una sola parola: “buffoni”.

  12. Paolo says:

    I nostri soldati nella 1^ guerra non sono morti (600.000) per occupare il Sud Tirolo. La svolta di Salvini è tipica con la mentalità ormai acquisita anche al nord. Crediamo di essere furbi e ci va bene così!

    • Rodolfo Piva says:

      Gent.mo Paolo. Per che compagine di FARABUTTI sono morti i 600.000 caduti del Regno d’Italia è sufficiente leggere testi e documenti non prodotti dalla retorica patriottarda tricoloruta. Tra i tanti documenti mi permetto di suggerirle la lettura del libro: “Il Guerrone” di Gilberto Oneto ed. Il Cerchio.
      Cordiali saluti
      Rodolfo Piva

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