Svolta anti-populista in Slovacchia

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di CARLA ATTIANESE – Una sferzata anti establishment, ma lontana, lontanissima dal populismo, è possibile. È questo il titolo della notizia, a suo modo clamorosa, che arriva dalla Slovacchia, paese ultra tradizionalista e nella sfera di influenza di quel blocco di Visegràd che si è fatto profeta dell’ultranazionalismo di destra, dove a vincere le presidenziali è stata la più che outsider Zuzana Caputova.

45 anni, avvocato e paladina delle lotte ambientaliste (soprannominata la “Erin Brockovich slovacca”, nel 2016 ha ricevuto il Goldman Environmental Prize, il “Nobel” per l’ambiente), divorziata con due figlie adolescenti, dichiaratamente a favore di nozze e adozioni gay, europeista convinta ma priva di qualunque esperienza politica, definita dal quotidiano slovacco “un errore nel sistema, un cambiamento mai visto da trent’anni a questa parte”: questo l’identikit della donna che ha sbaragliato la concorrenza, incarnata dal candidato della sinistra populista di Smer, il partito del presidente dimissionario Fico.

Ma per capire la portata del cambiamento avvenuto in Slovaccia bisogna fare un passo indietro, all’anno scorso e all’omicidio del giornalista investigativo Jan Kuciak, al momento della morte impegnato in un’indagine sugli intrecci tra politica e criminalità, e della sua compagna. Un’uccisione che aveva scatenato tra la popolazione forte commozione e una lunga ondata di proteste, a causa delle quali il presidente Fico, il cui governo si è ritrovato al centro di sospetti e accuse, è stato costretto a dimettersi.

È a questo punto che a prendersi il palcoscenico è stata Zuzana Caputova, il volto buono delle proteste anti sistema, vincitrice di una lunga battaglia contro una discarica di rifiuti tossici condottacontro l’imprenditore edile Marian Kocner, giusto il mese scorso formalmente accusato di essere il mandante dell’omicidio di Kuciak.

Caputova, incredibile a dirsi di questi tempi, ha conquistato la vittoria, appoggiata da “Slovacchia progressista”, con affermazioni tipo: “È possibile non cedere al populismo”, oppure: “Pensavamo che giustizia e equità fossero segni di debolezza. Oggi constatiamo che sono la nostra forza”.
Un risultato che, al netto delle peculiarità della vicenda nazionale, è destinato a scavalcare i confini della Slovacchia e a dimostrare una volta di più, a un mese e mezzo dalle elezioni europee, che la partita contro egoismi ed estremismi nazionalisti è più che mai aperta.

fonte https://www.democratica.com/focus/slovacchia-zuzana-caputova-antipopulista/

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One Comment

  1. caterina says:

    fosse vero!…ma siccome non si governa da soli e si ha bisogno di circondarsi di “esperti” la purezza di intenti è sempre in bilico…

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