Svizzera si sgancia dall’euro. E’ il via al doppio euro. Alla Padania quello di scarto

di BENEDETTA BAIOCCHIsvizzera

Addio euro. E c’è pure una data. La decisione svizzera di sganciare la propria valuta dall’euro, dicendo basta al tetto dello scambio, innesca non solo inevitabili scossoni di Borsa, che tanto si riprenderà, ma soprattutto dà il via al riconoscimento in Europa di due realtà: quella del Nord, in attivo, senza conti pesanti e uno Stato leggero, per lo più federale, e quella del Sud. Italia in testa. Paesi federali da una parte e neocentralisti dall’altra.

La decisione della Banca centrale svizzera era stata presa in verità già nel 2011, con l’avvio certificato della crisi dell’euro ma è arrivata soltanto, si fa per dire, adesso, per la forbice sempre più ridotta tra il dollaro e lo stesso euro, in costante picchiata. Insomma, franco svizzero ora libero e fluttuante, soprattutto più forte. Il prezzo che paga ora la borsa elvetica è legata all’impatto  che avrà la confederazione nell’export, ma non è certo questo motivo di preoccupazione, i mercati assorbiranno in fretta. L’euro insomma sta perdendo su tutto. E la domanda è: per quanto i paesi del Nord Europa con i bilanci a posto, la disoccupazione sopportabile, la ripresa in atto, un quadro politico stabile, saranno disposti a vedere così svalutata la moneta con cui scambiano il loro valore aggiunto? La risposta è ovvia: non per molto. E allora, pensando impraticabile la possibilità di un ritorno alle rispettive monete pre-euro, non è invece probabile, e molto, che si arrivi alla decisione di una secessione monetaria dentro l’Unione europea, con un euro forte per chi può permetterselo, e un euro invece svalutato, di scarto, per i paesi del mediterraneo? Si sta andando verso il divorzio, la Svizzera ha annunciato di fatto che quella è la strada.

Il Nord Europa resta la bussola monetaria e statuale di riferimento per i mercati e il futuro. Chiunque vorrebbe investire politicamente lì il proprio futuro. Invece in Italia, in controtendenza, solo la Lega di Salvini scende al Sud. Sembra di rivedere quello che fecero i casati lombardi quando, tra scegliere di stare con l’Austria o con i Savoia, optarono per quest’ultimi, per difendere gli estimi catastali dei loro latifondi. Posizioni di rendita. Che la storia ha fatto vedere quanto abbiano fruttato. Con gli spiccioli di moneta.

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One Comment

  1. v4l3 says:

    Leggendo mi pare su questo stesso quotidiano online
    mi pare che se andiamo a vedere i conti della germania non sono poi tanto a posto.
    Occorre un vostro chiarimento su questo fatto perche’ cosi’ non si capisce niente.
    Comunque e’ ovvio che sia cosi’ drammatica la nostra situazione che cosa vi aspettate dopo che il nostro futuro e quello dei nostri figli e’ stato messonelle mani dei banchieri.
    Adesso si parla gia’ di eleggere a presidente della !repubblica! uno dei principali artefici di questo macello
    eletto da gente che non e’ stata eletta da nessuno.
    VERGOGNATEVI

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