Svizzera, non ritira raccomandata: espulsa. Italia, clandestino condannato per aggressione, ma è fuori subito e non viene espulso

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di GIULIO ARRIGHINI – Guardi il telegiornale e non digerisci l’Italia. Breve storia: un clandestino aggredisce l’inquilino di un palazzo che lo aveva pregato di smettere di pisciare e lavarsi sotto casa, e come reazione spacca una bottiglia di vetro in testa al malcapitato cittadino. Viene processato, condannato ma è subito fuori e non viene espulso. L’impunità ci rende schiavi del buonismo? Macché! Non esiste né legge né rispetto dei fondamentali diritti umani. L’Italia va perseguita perché perseguita i cittadini che pagano le tasse e difende e tutela i delinquenti. Secondo episodio, dal Corriere del Ticino. Papale papale: “In Svizzera si possono avere conseguenze veramente nefaste se non si ritira entro sette giorni dall’intimazione una lettera raccomandata alla Posta e non si riesce a dimostrare un impedimento di cui non si ha colpa. Le ripercussioni possono essere gravi soprattutto se il mancato ritiro non permette di dar seguito all’atto di un’autorità.

Ne sa qualcosa la cittadina colombiana che, in estrema sintesi, sarà costretta a lasciare il nostro Paese proprio a causa del mancato ritiro di una raccomandata della Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni, nella quale si comunicava la decisione di non rinnovare il suo permesso di dimora.

La conseguenza? Non ha potuto ricorrere all’istanza superiore. Ha cercato in un secondo tempo di far valere i suoi presunti diritti ma troppo tardi: tutte le autorità ticinesi, e per finire anche il Tribunale federale, hanno bocciato ogni sua pretesa”.

Questo è un paese normale, in cui vorremmo vivere, se solo avessimo dei politici e dei magistrati che fanno il loro dovere e stanno dalla parte dei cittadini, della verità e di quell’amor di patria che dicono di difendere ogni volta che gioca la nazionale.

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