ACCORDO FISCALE SVIZZERA-GERMANIA? MAI RATIFICATO!

di ARTURO DOILO

Sembra essere compromessa la ratifica dell’accordo fiscale tra i Svizzera e Germania dopo il mandato d’arresto spiccato da Berna contro tre ispettori del fisco tedeschi.

In Germania l’accusa contro i tre funzionari, accusati dal Ministero pubblico della Confederazione elvetica di spionaggio economico, è ritenuta un tentativo d’intimidazione, mentre in Svizzera ci si chiede se l’intesa sia ancora vantaggiosa per il paese. Il ministro delle finanze del Nordreno-Vestfalia, Norbert-Walter Borjans, ha difeso i suoi ispettori fiscali accusati dalla Confederazione di spionaggio economico: «I colpevoli non sono gli esattori che rivelano le violazioni della legge, ma coloro che violano la legge e coloro che li aiutano», ha detto il ministro SPD in una intervista. «Senza una frode miliardaria a danno della nostra comunità, non ci sarebbe alcun acquisto di dati». Alla base del mandato d’arresto contro i tre funzionari del fisco tedeschi la presunta partecipazione alla transazione per ottenere un cd con dati del Credit Suisse, acquistato nel 2010 per 2,5 milioni di euro dal Land del Nordreno-Vestfalia, al fine di trovare evasori fiscali.Per il procuratore della Confederazione Michael Lauber sussistono «sospetti concreti» che in Germania siano stati dati «chiari ordini per spiare informazioni del Credit Suisse». Per questo motivo è stata avviata una richiesta di assistenza amministrativa.

Borjans respinge però le accuse: c’erano diversi dati in vendita, pertanto non era necessario «mostrarsi attivi». Le autorità tedesche si sono limitate a esaminare i dati e l’acquisto è stato autorizzato solo nei casi veramente interessanti, ha detto il ministro. Il governo federale e quello del Land sono sempre stati coinvolti nella transazione. «Il clima per nuovi negoziati si è definitivamente deteriorato», ha detto il vicepresidente del gruppo socialdemocratico (SPD) al Bundestag, Joachim Poss, alla «Saarbrucker Zeitung». «In ogni caso il rischio di fallimento – di ratifica dell’accordo, ndr – è notevolmente cresciuto», ha aggiunto.

Il governo di Berlino smorza però i toni: per il portavoce dell’esecutivo tedesco Steffen Seibert il mandato d’arresto è dovuto unicamente a «situazioni giuridiche differenti» tra i due paesi. Quanto all’accordo, occorre ora mettere nero su bianco le concessioni elvetiche, poi potrà iniziare il processo di ratifica, ha affermato un portavoce del ministero delle finanze germanico. Secondo l’intesa raggiunta in settembre, su tutti i depositi bancari di cittadini tedeschi in Svizzera dall’anno prossimo verrà effettuato un prelievo fiscale del 26,4%, retroattivo fino al 2000.

I titolari continueranno a rimanere anonimi. L’accordo prevede inoltre l’impegno di Berlino a non acquistare dati bancari rubati, mentre da parte sua Berna non avvierà più procedure penali per violazione del segreto bancario.

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