Sveglia! La Lombardia ha un credito fiscale di 50 miliardi e fa l’elemosina di 50 milioni per rifare le strade

debito pubblicodi GIUSEPPE LONGHIN – Un vero e proprio grido di dolore dei presidenti di provincia, riunitisi lunedì 30 novembre a Roma, quello del comunicato stampa datato primo dicembre. Finalmente, ma molto probabilmente in ritardo, gli amministratori provinciali si sono resi conto, come da tempo ormai avevano fatto alcuni sindaci, che così non va. Nel comunicato, intitolato “appello ai parlamentari” e con il disarmante sottotitolo “Non si creino disuguaglianze tra i cittadini dei diversi territori”, il presidente di UPI (Unione Province Italiane) dott. Achille Variati, sindaco di Vicenza, ex consigliere regionale per il PD, segnala forti preoccupazioni per una manovra finanziaria che fa mancare 500 milioni ai servizi essenziali e rischia, se non corretta, di creare diseguaglianze tra i cittadini delle aree urbane e il resto dei territori, con a rischio la messa in sicurezza e manutenzione di strade e scuole e i servizi fondamentali. Il documento entra anche nello specifico delle richieste elencando ad esempio: l’incremento da 150 a 200 milioni del contributo per strade e scuole, un fondo per la copertura integrale delle spese da sostenere per l’assistenza alla disabilità con un contributo pari a 113 milioni.

La Legge 56 (Del Rio), prima presentata ed elogiata come vera riforma territoriale, viene ora additata dagli stessi elogiatori come causa maggiore della depredazione del territorio. Spiace dover pedantemente ripetere e ricordare che il solo residuo fiscale di Regione Lombardia ammonta a più di 50 miliardi, ma è un dovere farlo per far comprendere quanto sia ridicola la richiesta di elemosina dei 50 milioni per il contributo relativo a scuole e strade. La politica degli ultimi 4 anni, volta all’accentramento assoluto, alla cancellazione repentina della territorialità prima monetaria (con il patto di stabilità e il trasferimento dei denari comunali nelle casse romane), poi politica (con la cancellazione del senato e delle province), è il chiaro esempio di unità disgregante. Non ultima la nuova legge elettorale, l’Italicum, che azzera completamente la possibilità di essere rappresentate in parlamento alle piccole realtà politiche locali, dando maggioranza assoluta a un terzo dei votanti e abbassando lo sbarramento dal 4 al 3%. La democrazia, disse Benjamin Franklin, è due lupi e un agnello che votano per cosa mangiare a pranzo, la libertà è un agnello bene armato che contesta il voto.

 

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