“Svarione Tosi”. Se Bossi ha capito il rischio che corre Salvini col Veneto

di CASSANDRAtosi e bossi

Se lo dice Bossi, che i bossiani li ha visti infilzati uno a uno da Tosi e dai suoi prima e durante l’avvento del nuovo corso maroniano, una ragione ci sarà. Ci sarà un ragione se il vecchio Senatur fa sapere: “Se Tosi mi scrive lo faccio rientrare”. E’ già storia la replica di Salvini. E cioè Bossi se ne faccia una ragione. Ma se l’ex segretario leghista ha fatto questa affermazione, non è certo per accattivarsi le simpatie dei tosiani. La questione sta in Veneto e lo spiega senza giri di parole:  “Non lo avrei mai fatto uscire in campagna elettorale, sarei stato più cauto. Sono io che decido sulle espulsioni. Scriva a me per rientrare”. La sua uscita è stata “uno svarione”. “Non butto fuori chi è con noi da 20 anni. E prima di farlo uscire semmai  avrei fatto l’accordo con Forza Italia nel Veneto, ora c’è il rischio che lo faccia lui”.

A spingere per un accordo ci sono in prima fila Gelmini, Romani… la truppa di Forza Italia del Nord. Non fare l’accordo vorrebbe dire non avere assessorati. C’è chi tenta di far capire a Berlusconi che l’accordo con la Lega sarà la sua morte politica definitiva. Forza Italia ancella di Salvini, sempre seconda. Berlusconi schiacciato tra la faccia di Zaia e quella di Salvini, praticamente Forza Italia piedistallo del successo ma di altri… Se invece Berlusconi accettasse l’idea di andare a contarsi, di salutare la Lega e dirle arrivederci, dire insomma “io perdo, ma anche tu senza di noi, dopo la cacciata sprovveduta di Tosi – ora diventato il diavolo un casa leghista dopo anni di incenso – puoi smettere di fare il primo della classe e dettare le regole”, se insomma il cav pensasse a questa svolta, allora il Veneto sarebbe un grande punto interrogativo e sancirebbe la sconfitta di Salvini e della sua idea di centrodestra.

Bossi su questa eventualità gli occhi li ha ben aperti. Non siamo certi che Berlusconi abbia capito l’antifona.

Tra i più esposti in questa opera di convincimento a non trattare c’è Nunzia De Girolamo, capogruppo alla Camera dell’Ncd, coscienza critica del partito e non a caso in posizione altettanto critica con il suo segretario.

E dentro la Lega? E’ tutto un tam tam contro Tosi e il suo sito dedicato alla sua corsa a presidente del Veneto, come se fosse stata una sorpresa. Ecco, dicono, è il traditore. Certo, in 20 anni tutti gli altri dirigenti hanno diligentemente perorato solo la causa dell’indipendenza.

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One Comment

  1. Rodolfo Piva says:

    Bossi, una volta tanto, ne ha detta una giusta : “Sono io che decido sulle espulsioni”. Infatti, in circa 30 anni di Lega, moltissimi ex militanti riconoscono l’indubbia e unica capacità del Bossi nell’espellere chiunque desse a lui l’impressione di fargli ombra.

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