Sul referendum veneto “Inaccettabile ingerenza”. E col residuo fiscale lo Stato quanto…ingerisce?

gazzettino

di ELSA FARINELLI

Ingerenza. Insofferenza. Incompetenza. Persino il Gazzettino non teme di interpellare i propri lettori e chiedere cosa ne pensino dell’impugnazione romana del referendum. Un atto dovuto solo per una minoranza, meno di un terzo, il 26 per cento. Un atto inaccettabile per il 67.4% e un sogno infranto appena per il 6 per cento. Come a dire, la macchina è in moto, la storia non si ferma. Prima che uno Stato in perenne crescente deficit molli la presa, passerà tanta acqua sotto i ponti, a cominciare da quanto lo Stato non rende nel rapporto dare e avere delle Regioni virtuose. Insomma, l’Italia è ingerente e ingerisce i nostri soldi, come dimostrano ogni volta le tabelle e le proiezioni sul residuo per regione e il rapporto procapite del residuo.residuo fiscale

Non c’è da stupirsi quindi se Palazzo Chigi ha deliberato l’impugnativa dinanzi alla Corte costituzionale non solo della legge della regione Veneto n. 15 del 19 giugno 2014 recante «Referendum consultivo sull’autonomia del Veneto» ma anche della legge n. 16 del 19 giugno 2014 con cui è stabilita l’«Indizione del referendum consultivo sull’indipendenza del Veneto». Il referendum consultivo sull’autonomia del Veneto, disciplinato dalla legge n. 15, presenta, secondo il Governo, vari profili di illegittimità, tanto da scomodare “gli artt. 3, 5, 116, 117 e 119 della Costituzione”. E quali articoli viola lo Stato quando non pone sullo stesso piano fiscale i cittadini?

Il residuo fiscale, come è stranoto, è la differenza tra tutte le entrate che le Amministrazioni pubbliche prelevano da un determinato territorio e le risorse che in quel territorio vengono spese.

In altre parole, è la differenza tra le tasse pagate e la spesa pubblica complessiva ricevuta in quelle regioni. Basta sbirciare su Wikispesa, progetto dell’Istituto Bruno Leoni, e trovare risposta ai dubbi ben poco Amletici sulla spartizione delle disparità fiscali in Italia.residuo2

I saldi sono stati calcolati per il 2012 (ultimo aggiornamento disponibile a marzo 2014) da ScenariEconomici.it a partire da dati RGS ed ISTAT, confrontando le Entrate Complessive Regionalizzate (fiscali e contributive) e le Spese Complessive Regionalizzate (escludendo quelle per Interessi). Il saldo complessivo è il saldo Primario 2012 dell’Italia.

In testa appare la Lombardia, con un attivo di 56,5 miliardi, seguita da Emilia Romagna con 15, 270 miliardi e Veneto con 14, 690 miliardi di euro. Le ragioni dell’indipendenza si delineano sempre più marcate…

Il Nord ha nel suo insieme un residuo fiscale attivo di circa 95 miliardi di euro, il Centro di 8, il Mezzogiorno invece ha un passivo di 63 miliardi di euro. Poteva lo Stato non impugnare il referendum veneto per salvare se stesso?residuo4

Il peggio si registra in Sicilia (-16.020 miliardi e Campania (- 15,770 miliardi), Puglia 12,5 (-12,470 miliardi) e Calabria (-8,690 miliardi). Tutte in negativo. Ricevono più di quello che raccolgono. Non è una novità.

E se il Nord con spinte di indipendenza ha un residuo fiscale attivo pari quasi all’11% del PIL, il Centro di ferma al 2,4%, mentre il Sud anche in questo caso resta al palo di un passivo del 17%.

Eccezionalmente poi i lombardi hanno un residuo fiscale pari al 17% del Pil regionale, Emilia Romagna all’11% e Veneto al 10%. Mica male.

Negativissima la Calabria con un deficit del 26% del proprio PIL, la Sicilia del 19%, Campania e Puglia sul 17%.

Spalmando su ogni singolo residente regionale i dati, il residuo fiscale attivo del lombardo è di 6.000 euro pro-capite, con una media al Nord di 3.500 euro. Si sprofonda a 700 euro in Centro Italia e si va invece a 3.000 euro per il Sud.residuo3
(infografica realizzata da Linkiesta ricavata dai dati relativi allo studio “Bilancio pubblico e flussi redistributivi interregionali: ricostruzione e analisi dei residui fiscali nelle regioni italiane”, a cura di Alessandra Staderini ed Emilio Vadalà, pubblicato dalla Banca d’Italia).

 

 

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One Comment

  1. luigi bandiera says:

    Tagliamo corto:
    l’itaglia interviene per salvarsi il culo.

    Se si staccano i PRODUTTIVI come si manterra’ lo stato..??

    Quindi il referendum, strombazzato come diritto, e’ un rovescio in faccia agli indipendentisti.

    Quindi..???

    NON E’ UN DIRITTO..!!!

    CARTE E TRATTATI MAI RISPETTATI..!!!

    Ve lo avevo detto o no..????????

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