Sul Referendum Renzi non fa un passo indietro. Ne fa uno indietrissimo

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di ROBERTO BERNARDELLI –  Come sua abitudine il Premier dice una cosa e ne pensa un’altra.

Quello che doveva essere un punto di non ritorno, l’esito del prossimo referendum, è adesso secondo il Presidente del Consiglio una normale consultazione popolare.

Aveva più volte fatto intendere che si sarebbe dimesso in caso di vittoria del no, ma ora torna sui suoi passi.

Prepariamoci ad un autunno molto caldo…

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2 Comments

  1. max says:

    Solo gli italioti possono credere ad un bugiardo patentato come Renzi.Racconta tante balle quanto pesa,sproloquia di continuo su ogni argomento senza sapere nulla di quello di cui sta argomentando,perché secondo la sua strategia che paga,indubbiamente,essendo Presidente del Consiglio,è tutto un faremo,mettiamo,vedremo,discuteremo,e soprattutto piazza tonnellate di miliardi di euro qua e la come fossero patatine,e cosa da non sottovalutare NON SONO SOLDI SUOI.L’unica cosa che salva i contrari della prima ora nei confronti di Renzi sono le interviste e le dichiarazioni in tv,queste a precisa domanda sono le sue risposte ormai incancellabili da yuotube,la7 ecc..al confronto Berlusconi era un vero dilettante.E’l’unico non eletto dal popolo anche se nessuno dei precedenti p.del consiglio è stato eletto dal popolo,che ad ogni elezione regala dei soldi.Ricordo a tutti i lavoratori che se la manovra degli 80 euro l’avesse fatta uno della lega nord o il berlusca in persona sarebbe venuta giu l’Italia,tutti gli aventi diritto solo sulla carta rinunciano perché è una truffa,ma cosa aspettiamo a mandarlo a casa.

  2. Pippogigi says:

    Come ha detto qualcuno, il grosso problema di Renzi è la realtà. E’ partito a testa bassa, da gran sbruffone quale è, dicendo che se perdeva il referendum si dimetteva, poi ha visto i numeri quelli veri, non quelli dei sondaggi taroccati che ci rifilano a noi, ed ha visto che in ogni caso perderà il referendum. I gran capi, Napolitano in testa, gli hanno ordinato di spersonalizzare il referendum e così sta facendo.
    ma tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare, lui può anche dire che non si dimetterà e si andrà al voto nel 2018, ma la realtà è che passata la metà della legislatura a settembre, data in cui i parlamentari hanno comunque diritto alla pensione, il governo può cadere in qualsiasi momento. Più si andrà tardi al voto più il Pd perderà voti, nel 2018 sarà quasi scomparso, basti vedere il trend delle tessere di partito. Gli altri partiti della maggioranza, fiutato il vento che tira, si smarcheranno per non essere coinvolti nel tracollo, alcuni tentando di ritornare con Berlusconi. A quel punto chiedere voti di fiducia sarebbe un suicidio, le leggi allora passando dal voto del Parlamento saranno bocciate o stravolte, la paralisi per due anni. Probabilmente ci saranno fette della maggioranza che se ne andranno. A quel punto, Costituzione alla mano, Mattarella deve verificare in Parlamento se esiste ancora una maggioranza. Ecco perché Renzi in ogni caso a Novembre se ne andrà a casa.
    Poi tenteranno di rifilarci l’ennesimo incompetente non eletto e non votato, probabilmente la Boschi o Enrico Letta, per formare un governo di unità nazionale e varare una legge elettorale condivisa e favorevole alla casta, ma visto lo stato dell’economia penso proprio che ne vedremo delle belle…..

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