Sul Nord la zavorra dello Stato. Nessuno in campagna elettorale dice di voler tagliare i parassiti

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di ROBERTO BERNARDELLI – Tutti a sbandierare i loro successi da premier passati presenti, dando per scontato già quelli futuri. Il sistema Paese però non è cambiato in questo quarto di secolo. Il risultato sta tutto in questo commento: “Sebbene abbiamo toccato il record di crescita degli ultimi 7 anni,  anche nel 2017 nessun altro Paese dell’Ue a 27, purtroppo,  ha registrato un aumento del Pil inferiore al nostro”. Siamo cresciuti nani.

Il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA, Paolo Zabeo, ha ragione le commentare così i dati dell’Istat sull’andamento del Pil nel 2017.

“Quelli pubblicati nei giorni scorsi dalla Commissione europea – prosegue Zabeo – ci delineano una situazione ancora molto pesante per il nostro Paese. Se nel 2016 solo la Grecia ha segnato un incremento del Pil inferiore a dato Italia, -0,2 per cento contro il nostro +0,9 per cento, nel 2017, invece, nessuno ha fatto peggio di noi. E anche nel biennio 2018-2019 le previsioni di Bruxelles ci dicono che continueremo ad indossare la maglia nera della crescita in Ue. Se per l’anno in corso  la ricchezza prodotta nel nostro paese dovrebbe attestarsi all’1,5 per cento, nel 2019 dovrebbe scendere all’1,2 per cento”.

E come vogliamo uscire da questo gorgo mortale? “Solo con meno tasse, meno burocrazia e più investimenti pubblici abbiamo la possibilità di rilanciare il Paese, altrimenti, rischiamo di essere  sistematicamente relegati come ultimo vagone del treno europeo” conclude il Segretario della CGIA, Renato Mason. Aggiungiamo pure che occorre lasciar lavorare il Nord senza la zavorra di questo Stato. Senza un sistema federale non si tagliano le unghie ai parassiti che sono la principale causa del mostro dissesto.

 

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2 Comments

  1. ingenuo39 says:

    “Solo con meno tasse, meno burocrazia e più investimenti pubblici abbiamo la possibilità di rilanciare il Paese, altrimenti, rischiamo di essere sistematicamente relegati come ultimo vagone del treno europeo” ?
    O bella questo non l’ avrei mai pensato e con me, non l’ avrebbero pensato la maggior parte degli Italiani. Evviva !!!!!!!!!!

  2. RAFFAELE says:

    Bossi 25 anni fa parlava dell’italia come di un treno con una locomotiva grossa (il nord) che trainava dei vagoni molto pesanti (roma e il sud) che impedivano di correre. La situazione internazionale impedisce purtroppo il distaco dei vagoni. L’unica possibilità è quella di rinforzare la locomotiva e alleggerire i vagoni.in una parola. Macroregione e federalismo forte. Non lo faremo? Il treno deragliera’ motrice compresa.

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